Che cos'è l'amor...chiedilo al vento

Questo è il mio regno e per una volta la protagonista sono solo io.

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sabato, 31 ottobre 2009

Is Animeddas!!!!

Volevo solo ricordarvi che oggi non è Halloween ma è principalmente il giorno de "is animeddas!!" (leggete il link). Possiamo anche uscire adesso, mascherarci, agghindarci e divertirci, non c'è niente di male, anche a me affascina molto questa festa e molto probabilmente stasera finirò proprio in questo ambiente. Ma non siamo americani, anche se a volte ci divertiamo a fingere di esserlo, coi videoclip targati MTV, con i testi delle canzoni inglesi inventati di sana pianta e con una pessima conoscenza generale della lingua inglese!! Ricordiamoci, conterranei, che noi siamo sardi e che Halloween è la versione americana delle nostre animeddas!!!!

Buon divertimento!!!

Postato da: Saretta83 a 19:42 | link | commenti

giovedì, 29 ottobre 2009

October fest parte seconda.

 

Prenderò il coraggio a due mani e proverò a dire in una sola frase quello che è diventato il mio pensiero fisso da domenica notte a oggi: la festa è finita!!!

 

Oh mio Dio!!!!!!

 

Ecco… che vi dicevo? Che sarebbe passata in un attimo. E infatti. Mentre ho già raccontato la prima parte, passerei adesso alla seconda e ultima.

 

Premessa: quest’anno, per me, la festa si è articolata in solo due parti al posto di tre. Causa la festa di San Vito, paese qui vicino, che dopo due anni consecutivi ben organizzati (hanno portato Sergio Sgrilli e Pago) si ritrova improvvisamente a doversi accontentare di nomi sì importanti, ma a livello regionale. Tengo a precisare che le ospiti musicali, tre cantanti sarde, Carla Denule, Maria Giovanna Cherchi e Maria Luisa Congiu non hanno di certo nulla da invidiare a tanti artisti che occupano immeritatamente ruoli anche importanti nel panorama musicale nazionale.

 

In altre parole, Maria Giovanna Cherchi, a gente come Anna Tatangelo, le fa un culo grande quanto una casa. Chiaro il concetto?



Maria Giovanna Cherchi

 

Solo che queste feste spesso sono attese per vedere da vicino quei cantanti che magari vediamo solo alla tv, che ci incuriosiscono perché vorremmo vedere come sono dal vivo.

 

Per quanto mi riguarda, a farmi stare a casa, ci ha pensato il freddo, che in quei giorni si è palesato nel peggior modo possibile: all’improvviso.

 

Comunque il comitato di San Vito ha tutta la mia stima, ha fatto comunque un’ ottima scelta calcolando che con un badget basso puoi ambire a portare gli ex ragazzi di Amici.

 

Ma torniamo a Villaputzu e alla festa di San Narciso.

 

Sabato. Siccome le celebrazioni religiose sono molto suggestive, faccio sempre il possibile per non perderle. Così contatto tutte le mie amichette per andare insieme alla processione. Che non c’è. Infatti, mentre nel foglietto dei programmi c’era una processione segnata, nella realtà c’era un battesimo di non so chi. Vabbè. È stato comunque molto divertente ed è stato un pretesto per stare in giro da presto. La sera si esibiscono i Channel Show, un gruppo che porta un po’ di musica e danza nelle piazze. Repertorio vastissimo, ce n’è per tutti i gusti. Da Little Tony ai Negramaro, da Marco Carta a Irene Grandi. La serata è passata tra le nostre immancabili risate, con Ramò che fotografava tutte le pelate di coloro che aveva avanti e similballetti demenziali fatti con le amiche. Serata molto carina!!!


Channel Show

 

Domenica. La domenica comincia con la celebrazione religiosa, stavolta sì. Bellissima e suggestiva come sempre. Solitamente le domeniche di festa sono splendide perché è più il tempo che si passa in giro di quello che si passa a casa. Si esce la mattina, il pomeriggio e la sera. Non si perde tempo!! Obbligatorio divertirsi, ma è semplicissimo. Ai bambini basta affacciarsi nella piazza del luna park. Ai grandi pure, tanto è automatico ridiventare bambini in un ambiente simile!!! La serata è molto importante perché, oltre alla festa in onore al santo, si approfitta per festeggiare i sessant’anni di Armando.

 

E chi è Armando?? Armando è una persona che abita in paese e che tutti conoscono. È sempre in giro e se non lo vedi, lo senti, perché è rara la volta in cui esce di casa senza armonica a bocca o senza fisarmonica. Quando ero più piccola ero un po’ intimorita da lui e a volte non sapevo come comportarmi. E poi invece ho capito che non dovevo fare nulla di particolare. Quasi vent’anni fa il destino mi ha regalato mia cugina Francesca che è la persona più dolce che io abbia mai visto. E Francesca mi ha insegnato tantissimo. In primis che dobbiamo sempre comportarci tranquillamente e onestamente con tutti. Per questo, adesso, ritengo che il fatto che sia lei, sia Armando, siano affetti dalla sindrome di Down sia assolutamente irrilevante.

 

Nel caso di Armando va detto solo per un motivo: Armando, con i suoi sessant’anni, è il down più anziano d’Europa.



Auguri Armando



 

 

La festa del suo compleanno si è svolta durante l’esibizione degli Incantos, un gruppo musicale sardo, che fa musica moderna ma cantata in dialetto. A capitanare gli Incantos c’è Giuliano Marongiu, personaggio che nell’isola è molto noto in quanto cantante, conduttore televisivo e all’evenienza, pure ballerino, tanto che la nostra Sylvia in un post di qualche tempo fa l’ha definito come la risposta maschile a Raffaella Carrà!!!

 

Giuliano Marongiu e Armando

Incantos

Nonostante siano venuti spesso a suonare in paese, è la prima volta che li vedo esibirsi dal vivo. E scopro così che sono molto bravi, tanto che non ho voluto allontanarmi dalla piazza per guardare il loro spettacolo. È stata una serata bellissima, terminata con l’assaggio della torta di compleanno in compagnia di tutte le amiche (tranne una che rientra sempre prestissimo, accipicchia!!!).

 

La sensazione è duplice. Gioia immensa per tutte le emozioni che la festa mi ha regalato. E una malinconia latente nella consapevolezza che la festa sia giunta al termine anche quest’anno. Mi accingo a incontrare gli ultimi giorni di questo ottobre che è stato stupendo.

 

Il comitato che ha organizzato tutto ha fatto un lavoro meraviglioso. Io mi sento di ringraziarlo in quanto villaputzese.

 

La routine si fa avanti, ma cerco di non ascoltarla. Non ancora, almeno.

Postato da: Saretta83 a 16:07 | link | commenti

giovedì, 22 ottobre 2009

Buongiorno tristezza.

Da Mattino cinque.

Claudio Brachino: "Oggi parliamo di libertà di stampa, diamo quindi la parola a Maurizio Belpietro!"

Postato da: Saretta83 a 09:24 | link | commenti (4)

domenica, 18 ottobre 2009

October Fest!!

 

Non sto neanche a spiegarvi a cosa mi riferisco… oramai lo sapete, tutti gli anni, a ottobre, parte la festa patronale che io chiamo l’October Fest sarrabese!!!

 

Potevo non uscire?? Nooooooooooo!!!!!!

Posso non commentare il tutto nel blog? Assolutamente nooooooooo!!!!!!!

 

Ma veniamo al dunque. Quest’anno il lavoro del comitato della festa è stato decisamente rinnovato e anticipato. Infatti, mentre gli anni passati cominciava a lavorare da marzo circa, quest’anno hanno cominciato immediatamente. Per la precisione, un anno prima!!! Esatto, perché non si è organizzata solo la festa ma per la prima volta in questo paese, anche il Capodanno in piazza che è stato semplicemente bellissimo, con tutta la gente in piazza, una festa esagerata allietata dalla musica dei Banging 4, con la splendida voce di Sergio dei Tamurita e con la bravura e la simpatia dei Calendario Gruppo Spavento.

 

Tra le novità indubbiamente un giovanissimo presidente, classe 1981, proprietario del bar più carino di questo paese che ha dato il via alla nascita o meglio, alla ri-nascita di una serie di bar finalmente vivibili da tutti. Non più ritrovo per uomini adulti non proprio raccomandabili, ma spazio per tutti, di tutte le età.

 

E cosa ci ha combinato il comitato di Santa Vittoria e San Narciso 2009 per questa prima parte di festa?? Innanzitutto delle celebrazioni religiose bellissime, con le varie processioni nelle strade del paese e una messa solenne in piazza, abbellita dalle musiche dei suonatori di launeddas.

Ma analizziamo.

 

Venerdì ovvero tutta la notte si festeggerà. Questa serata vede la splendida presenza degli Almamediterranea, gruppo folk rock “pluralista”, come ci ha detto il cantante Roberto!! Per me è la prima volta: non li avevo mai visti dal vivo. E succede che li ascolto, che mi accorgo che è impossibile stare fermi e soprattutto succede che mi piacciono!! Si va avanti con le loro musiche e con delle altre bellissime cover, da Fabrizio de Andrè a Vinicio Capossela. E già questa serata potrebbe essere perfetta. Fino a quando non diventa meravigliosa nel momento in cui viene chiamato a salire sul palco Francesco Fry Monetti dei Modena City Ramblers e successivamente Erriquez della Bandabardò!! Resto sbalordita, incredula, sono proprio loro, sono quelli che tutti gli anni vado a vedere al concerto del primo maggio a Roma e sono qui, davanti a me, nella piazza del mio paese!!! È semplicemente incredibile questo! Io e Sylvia ci fiondiamo in prima fila, molliamo le altre amiche, oramai è arrivata la presa di coscienza che non ci troviamo davanti a un sogno collettivo ma davanti a una verità che supera la più elaborata delle fantasie! La gioia che ci trasmettono gli Alma, la sorpresa di avere qui Fry ed Erriquez, ma soprattutto il realizzare che tutto ciò che sta accadendo è qui a Villaputzu, mi fa pensare a tutte quelle persone che sono troppo abituate a dire in giro che “tanto qui non succede mai niente”, che “è sempre la solita noia”, che “è un paese vuoto”. Alla faccia vostra! Cercatevi un interesse che non sia quello di non avere interessi, che non sia quello di abbattere ogni minimo entusiasmo altrui, giusto perché siete troppo impegnati a snobbare il prossimo purché sia un compaesano, piuttosto che cercare una passione e seguirla!!!

 

Poteva mancare la foto ricordo con i due? Ma figuriamoci! Corriamo a lato palco e basta affacciarsi un attimo che Francesco si gira, mi vede, sorride, gli faccio cenno di avvicinarsi e lui viene. “Quanti primo maggio passati insieme!!” esclamo!!! Lui è gentile, sorridente, acconsente a scambiare due parole e a farsi fotografare con me e Silvia.

 

Da qui stabilisco che Francesco entra di prepotenza nella top ten dei miei uomini ideali.

 

Io e Fry Moneti

Silvia (ma dov'è??), Erriquez e io.

Nota: come potete vedere la foto con Erriquez è tagliata perchè dall'altra parte c'è Silvia che preferisce non mostrarsi. Non gliel'ho chiesto ma so che è così...

 

Sabato ovvero Unu contu in ottava live!!! Il sabato è tradizionalmente dedicata a is cantadores, gli improvvisatori, che, dato loro un tema, vanno avanti per ore a decantarlo in rima e naturalmente in dialetto. "Unu contu in ottava" è un programma televisivo del canale sardo “Uno Sardigna”, meglio conosciuto come Sardegna 4, in cui a rotazione vengono trasmesse le esibizioni de is cantadoris, anche quelli che si sono esibiti qui, il trio Porcu, Agus e Masala accompagnati dai tenores di Orgosolo!!

 

Ma volete un esempio per farvi un’idea??? Eccolo!!!!

 

 

 

E sono proprio loro due dei tre cantadores che sono venuti in paese!!! E qui, sono dei personaggi noti, per due motivi. Il primo è che Sardegna uno è comunque una rete conosciuta. Il secondo è che nei giorni di maltempo, grazie a quello schifosissimo digitale terrestre, tutti i canali televisivi o quasi spariscono nel nulla e non ci resta alla fine che sciropparci unu contu in ottava in tutte le salse! Sfido chiunque di zona a non aver mai sentito la frase “e però Peppe Porcu, ha solo 23 anni, che bravo!!”.

 

E in effetti, bravi lo sono davvero!!!

 

 

Porcu, Agus e Masala

 

Domenica ovvero E alla fine arriva Povia!!! Ebbene si, l’ospite di quest’anno è Giuseppe Povia, in arte solo Povia. Appena saputo il nome il mio commento è stato “Caspita, finalmente un giovane in attività!!!” Giuseppe Povia, classe 1972, si presenta con una band probabilmente strappata all’heavy metal e una corista invece appartenente al neomelodico dalla voce meravigliosa, tale Monia Russo, di cui ho avuto modo di parlare in passato poichè ha partecipato a un vecchio festival di Sanremo con una canzone che però non appartiene proprio ai miei canoni. Povia ha 4 dischi all’attivo, una partecipazione come ospite al festival di Sanremo, una vittoria e un secondo posto con la canzone più polemizzata dell’ultimo festival, Luca era gay, di cui ho parlato qui.

 

Povia non è il mio cantante preferito ma tre dischi su quattro li ho sentiti. Alcune canzoni sono molto carine. Altre no. Ma sono molto curiosa di vederlo. E in sostanza. Suona per due ore, parla col pubblico, è spiritoso e a volte pure un po’ “spiscinetto” come si dice da queste parti. Canta, parla, pensa a voce alta, non sempre sono d’accordo con quello che dice ma è giusto così e lui almeno dice qualcosa. Le canzoni più famose le ha ovviamente suonate tutte, percorrendo tutti i suoi dischi e raccontandoci il modo in cui erano state composte.

 

.

 

 

Per trovarsi bisogna perdersi

 

 

Felice di essere illuso / Ci prendiamo troppo sul serio

 

 

 

Non ne sono ancora del tutto convinta ma guardando questo ragazzo con due occhioni azzurri, gentile e spiritoso, che fa il galante con tutte le ragazze che gli domandano foto o autografi, alla fin fine, un posticino nella mia già citata top ten, anche se temporaneo, potrebbe meritarselo. Poi mi avvicino per chiedergli un autografo, legge il nome nella mia catenina e comincia a scherzare con me. Poi prende il mio bloc notes per l’autografo e mi scrive “Sara come il sole”.

 


Io un debole per lui, già ce l’ho.

 

Acconsente anche a una foto dopo essersi auto citato la frase di una sua canzone che guarda caso, è anche la mia preferita di quelle che lui ha scritto. Passa una mezz’oretta e mentre sono in giro con mio fratello e un altro amico, lo vedo nel chiosco vicino alla piazza a ordinare una birra Ichnusa. “E’ il mio momento” penso. Questo è il mio ingresso ufficiale nel mondo della fotografia di eventi. Mi avvicino a lui… “Giuseppe!” sussurro. Lui si volta, mi vede, mi sorride. Gli domando un favore enorme, quello di mettersi in posa per me. Perché??

 

Ma per questa!!!!!!!!

 

 

Ok. I dubbi di prima si trasformano in certezza. Se questo ragazzo non se ne va subito, potrei addirittura cominciare ad amarlo. È vero, non abbiamo le stesse idee… ma lui ha posato per me!!!

È vero, non amo tutte le sue canzoni… ma lui ha posato con me!!!

 

Io e Povia

 

Per una serie di sensazioni che non sto a raccontare e per una serie di motivi spiegati qui e riguardanti il fascino del musicista, stabilisco che da un momento all’altro potrei apertamente dichiararmi per lui augurandomi di essere io il suo piccione e lui il mio monumento.

 

Torno a casa felice. Questi giorni, queste sensazioni, che in maniera sempre differente avvengono tutti gli anni, rappresentano per me la storia che finisce ogni volta con la scritta “continua”… e non mi passa ancora e mi ricordo tutto, ogni momento.

 

 

 

Lunedì ovvero qualcosa mi dice che tutti i soldi sono stati spesi per Povia. Il lunedì, che chiude la prima parte di questo October Fest, è dedicata al ballo liscio. Arrivano le orchestrine di liscio, i musicisti, le cantanti, le ballerine eccetera eccetera. Questo fino all’anno scorso. Concordo appieno il pensiero di Aldo, il ragazzo della mia amica Grazia che dà il titolo a questo paragrafo dedicato al lunedì. Quattro giacche a vento salgono sul palco e cominciano ad animare la serata. Non un addobbo sul palco, non una ballerina a dare l’esempio, neanche uno straccio di batterista a riempire un po’ quel palco che non è mai stato così vuoto. Le temperature non aiutano. Ieri avevamo le magliette estive. Oggi il maglione e quasi quasi, anche la sciarpa. Il quartetto Stefania (che già il nome la dice lunga) ci allieta questa serata e nel mio cuore provo non solo, nostalgia degli Alma, non solo nostalgia di Povia, non solo nostalgia dei Tenores per quanto dal vivo io vada particolarmente a rilento a capirli, ma un senso di vuoto incolmabile e il rammarico di non aver mai incontrato personalmente la grande orchestra di Mirko Casadei che in questa occasione avrebbe dato tutta un’altra atmosfera, dato che a suonare sono solo in 27.


Ma non importa, oramai sono troppo contenta per perdere l'entusiasmo accumulato in questi giorni, entusiasmo che mi accompagnerà per molto tempo. E dopotutto, non è ancora finita!!!!

 

 

 

P.S. Questo post è dedicato a Franci, sperando che sia l'unico anno in cui partecipa alla festa solo tramite la lettura!!!

Qui qualche altra foto.


Un grazie a Sylvia per la foto dei poeti.

Postato da: Saretta83 a 15:30 | link | commenti (4)

sabato, 10 ottobre 2009

Doppio festeggiamento.

 

Il compliblog.

 

Non mi ero resa conto che questa giornata fosse così importante!!! Per ben due motivi! Il primo è che oggi questo blog compie cinque anni!!!! Oh mio Dio!!! Sembrano cinque giorni!!! Il 10 ottobre 2004 decisi dunque di cambiare il mio mondo e di renderlo visibile in parte a chiunque capitasse di qui per caso, a chiunque avesse voglia di leggerlo!! Quanti momenti raccolti qui… Sono passata dall’Arial al Times New Roman senza accorgermene!! Non mi metto neanche a rivangare tutti questi anni che altrimenti mi vengono i lacrimoni. Così mi faccio gli auguri per il mio bloghetto che mi fa sempre più compagnia!!!!

 

Tutto cominciò così!!!


 

 

 

La saggezza del peluche.

 

Se c’è qualcuno che di giorno in giorno sa regalarmi un sorriso e tanta spensieratezza sono i miei peluches. Che come potete vedere, adoro.

 

 

Loro sono sempre lì, quando sono contenta, quando sono un po’ triste, quando sono annoiata, quando litigo coi miei libri di scuola, quando metto in ordine, quando metto in disordine, quando mi accuccio nell’angolo del mio letto, col quaderno in mano e comincio a scrivere ciò che mi passa per la testa. Loro lì. Sembra quasi che si spostino per farmi un po’ di spazio, “Vieni, siediti con noi”. E io mi metto in mezzo a loro, vivono con me. Sono arrabbiata, guardo uno di loro e mi tranquillizzo. Perché sono anni che viviamo insieme e quando capita qualcosa, loro danno voce alla mia fiducia, alla mia autostima che alle volte decide di allontanarsi da me e mi dicono: “Perché fai così? Andrà tutto bene, ne abbiamo passate tante, superiamo anche questa, insieme.”

 

Non so se si tratti di una forma di sensibilità, o più semplicemente di una scemenza mentale senza fine.

 

Sta di fatto che tutti gli anni arriva il 10 ottobre e non dimentico mai che è il compleanno del mio orsacchiotto Chicco!!!

 

 

Esigo gli auguri, sia per il blog, sia per il pupazzetto.

 

Invece i commenti su quanto io sia scema, risparmiateveli.

Postato da: Saretta83 a 15:38 | link | commenti (3)

venerdì, 09 ottobre 2009

...e poi fidiamoci degli esperti.

Ebbene, con un tocco di emozione annuncio che stasera comincia la prima parte del mio October fest personale, ovvero, la festa di Santa Vittoria. Questione di punti di vista. E in questo momento, sbirciavo un po' su internet su qualche sito per farmi venire un'idea per come pettinarmi.

Adesso... io lo so benissimo che poi non farò nulla e so ancora meglio che se anche mi mettessi d'impegno non otterrei mai nemmeno lontanamente un risultato simile alle immagini che ho visto.

Ma se adesso sono qui è proprio perchè sono rimasta talmente colpita dalle immagini che non posso non condividerle. Tipo, io ho trovato questo sito che si chiama Hairfinder e ho cercato "capelli corti" (perchè come potete leggere qui, li ho appena tagliati) e guardate che grandiosi consigli.

Opzione numero 1.

Sarebbe perfetta, se solo fossi un frate.

Opzione numero 2.

Ops, ho impigliato il ciuffo nella portiera della macchina.

Opzione numero 3.

La mattina appena sveglia i miei capelli sono proprio così. Anche con lo stesso nido di rondine dietro.

Opzione numero 4.

Esco direttamente con la scodella del latte in testa.

Opzione numero 5.

Destra, sinistra, destra, sinistra, occhio al palo, c'è il gradino.

Opzione numero 6.

Questa la metto, neanche per i capelli, quanto per l'espressione della modella... coraggio, non fare così, poteva andarti molto peggio.



Ciao ragazzi, io me ne vado in giro che è meglio!

Postato da: Saretta83 a 18:24 | link | commenti

Avviso ai pubblicitari.

 

 

Belen Rodriguez come insegnante di latino è credibile quanto Costantino Vitagliano come conduttore di Super Quark.

Postato da: Saretta83 a 00:00 | link | commenti (1)

martedì, 06 ottobre 2009

Il finto duro.

Un finto duro, l'unico molto simpatico.

 

E parliamo oggi di una categoria di persone che o per caso, o per parentela, o per amicizia, ci siamo sempre ritrovati tra i piedi. Io ne conosco due. Uno così ci è nato. L’altro lo è diventato grazie a quella che io oramai chiamo generazione facebook che non accomuna solo persone della stessa età, ma le rende talmente cerebrolese che sia un diciottenne che un cinquantaduenne sembreranno comunque dei quindicenni della peggior specie.

 

Ma veniamo al dunque. Il nato finto duro è insopportabile. Viziato dai genitori come neanche un principe, trattato dal padre come un genio, visto che il nostro finto duro è uomo e quindi superiore, secondo lui. Cresciuto con la convinzione di essere il migliore del mondo e quindi abituato ad avere tutto e subito. Il finto duro in questione non è figlio unico, ma ha una sorella maggiore che è sempre stata trattata da scema ma che in realtà, nonostante risulti ai più un po’ svampita, ha sempre dovuto cavarsela da sola e adesso, riesce bene a destreggiarsi in questo mondo. Il nato finto duro, dato che è genio, è stato mandato a studiare in un'altra città che però era troppo grande e dispersiva, dice lui, che quindi ha scelto di cambiare città per andare in un’altra che però era piccola e ristretta. Allora ha avuto la possibilità di cambiare nuovamente aria e di andare in una città bellissima che però non lo entusiasmava e quindi, distrutto dagli eventi, ha deciso di non partire più e di chiudersi in casa.

 

Se uno viene trattato da genio quando invece non è neanche capace di trovarsi il culo con le mani*, le conseguenze sono queste.

 

Ma oggi, mi trovo a che fare anche con un’altra specie di finto duro, uno che un pochino lo è sempre stato, ma che con l’avvento del social network facebook, lo è diventato ancora di più. Il nostro si è iscritto a facebook con la tipica convinzione del “smetto quando voglio” che già faceva presagire il peggio. È passato un anno e non solo non ha ancora smesso, ma se ne guarda bene dal farlo. Come farà poi senza aprire i biscotti della fortuna? Il finto duro stabilisce che a lui non gliene frega niente di niente, che lui è alternativo, che lui è diverso dagli altri, che lui non ha nessuno che lo capisce. Ma solo con le persone di casa sua. Il finto duro, nel fine settimana che non lavora, esce la notte alle 23.30 anche se non ne ha voglia, perché oggi se non esci il sabato sera sei sfigato. E quindi lui, figuriamoci se è sfigato, e per questo, esce anche quando non ne ha voglia. E rientra alle 5 o alle 6 della mattina. Il finto duro poi torna a casa che è già incazzato perché poi qualcuno gli farà notare che ha fatto tardi e lui non accetta critiche di questo tipo. Ciò non gli impedisce però di passare dal computer a vedere se qualche nuova richiesta di amicizia gli è arrivata. Va a dormire quando sua madre si alza per sbattersi a pulire casa, per far trovare a marito e figli un luogo pulito e ordinato e si rialza quando sua madre sta preparando il pranzo. Mangia, si accende il computer (indovinate che sito va a vedere?) esce, non si rifà il letto, non mette in ordine, non toglie nemmeno la tazza della colazione e non sposta nemmeno la sedia dal culo, per tradurla letteralmente dal dialetto. Torna quando il pranzo è pronto e quando è sicuro che il cibo sia già nel piatto, che lui non ha tempo da perdere in queste stupide attese. Mangia ma nella pausa tra il primo e il secondo si alza davanti a tutti per andare al computer ad aggiornarsi il profilo facebook, avesse a perdersi le nuove notifiche. Torna, mangia il secondo, fa un’altra capatina al computer, la ventisettesima nel giro di tre ore e poi se ne va a letto. Riemerge intorno alle 17.30, esce e chi si è visto si è visto. Non torna prima dell’una di notte, se ce la fa si spreca a mandare il messaggino alla mamma per avvisare che non torna a casa, ma senza dirlo a nessuno, perché che figura ci fa il finto duro se viene scoperto mentre pensa a sua madre?

 

Quando al finto duro viene fatta qualche domanda, anche solo “Ma almeno ti sei divertito? E con chi eri?” anche per capire che diavolo ci fa in giro per otto ore consecutive, le risposte saranno “Boh” “Niente” “Ma chi se ne frega” “Fatti i cazzi tuoi” “Avete rotto le balle” “Sono fatti miei” “Gente che non conosci”.

 

Il finto duro non ammette che qualcuno si preoccupi per lui, altrimenti poi non può dire la fatidica frase “non mi capisce nessuno”. Il finto duro soffre un po’ di vittimismo e alle volte va di pari passo con quest'altra tipologia di uomo.

 

Il finto duro non ha bisogno di nessuno, ma solo dentro casa. Fuori sì, ha bisogno degli amici che più di tutti commentano il suo stato su facebook, loro sì che lo capiscono, loro sì che gli vogliono bene. Anche se al finto duro non interessa che qualcuno gli voglia bene. Il finto duro è amatissimo dagli amici su facebook, l’hanno persino votato nella classifica delle persone più amorevoli, cosa di cui va fiero e orgoglioso, tanto da vantarsene con i suoi familiari che però, vista l’importanza dell’evento, si chiudono in un dignitoso “No comment”. Il finto duro decide di non parlare con i suoi familiari, pensa che i suoi genitori non capiscano nulla e che non potranno mai dargli qualche buon consiglio, decide di non potersi confidare perché non si fida perché non ha ancora capito che invece, le uniche persone di cui si può fidare ciecamente sono quelle che abitano sotto il suo stesso tetto. Tetto che loro hanno costruito, ovviamente.

 

Il finto duro non ha fiducia in sé stesso e allo stesso tempo decide di essere superiore a tutto ciò che lo circonda. Tranne… beh.


 

 

 Che ruolo ha il social network facebook in tutto ciò?? Ha il ruolo di isolare il nostro finto duro dal resto della sua famiglia, di fargli sembrare importanti solo le nuove richieste di amicizia, di correre a commentare lo stato dei suoi nuovi amici e di non salutarli quando li incontra per strada, perché in realtà non ha idea di chi siano. E siccome una dose di narcisismo ce l’abbiamo tutti, le foto nei profili sono foto bellissime, anche quando i soggetti sono in realtà così così, ecco perché diventano irriconoscibili.

 

I social network hanno tutti la fama di dare dipendenza, ma io penso che il ruolo principale, spetti comunque a chi si iscrive. Voglio dire, io sono iscritta a myspace e la mia pagina sembra abbandonata da Dio. Mi sono iscritta pure a Twitter e nemmeno quello dà dipendenza. Sarà una prerogativa di Facebook? Chissà. Ma il finto duro facebook dipendente non ammetterà mai tutto questo. Lui non ha debolezze.

 

Il finto duro però, è tutto fuorché un ragazzo stupido. È anzi molto intelligente, ha talento, ha le carte in regola per fare tutto quello che vuole e soprattutto, per non vergognarsi di farlo. Come stare in casa il sabato sera se non ha voglia di uscire, per esempio. Ha la possibilità di selezionare gli amici e di frequentare quelli che sono alla sua altezza. Che sono tanti. Non di ridursi a quei quattro superficiali altrettanto facebook dipendenti, cui importa appunto solo apparire, che non sono contenti se quando arrivano loro nessuno si gira. Che chiedono agli altri cosa pensano di loro, ma se non coincide all’elevata opinione che hanno di sé stessi, tu automaticamente non capisci un cazzo e sei anche tagliato fuori dal mondo perché “Tu ci sei su facebook?? No?? Ma quindi non esisti??”

 

Facebook potrebbe essere un bellissimo  metodo di diffusione di controinformazione, peccato che invece, dal pessimo modo in cui viene utilizzato, abbia solo l’utilità di uno scambio di sms collettivo.

 

Il finto duro dovrebbe svegliarsi, guardarsi dentro, cominciare a rivalutare le persone che veramente sono degne di lui. Per fare questo deve ricordarsi innanzitutto di essere intelligente. Molto.

 

Ogni riferimento a fatti o persone è da ritenersi puramente casuale e se invece qualcuno si riconosce in quanto scritto, forse dovrebbe farsi un esame di coscienza.

 

Ma non succederà. Questo post è troppo lungo. Toglie troppo tempo a leggere gli stati d’animo di finti amici veri perfetti sconosciuti.

 

 

 

 

 

* citazione di Luciana Littizzetto.

Postato da: Saretta83 a 12:44 | link | commenti (11)

giovedì, 01 ottobre 2009

Dalla parrucchiera.

 

Come voi tutti sapete, la donna è sempre molto preoccupata del suo aspetto, tanto da spendere e spandere in vestiti, messe in piega, cosmetici, accessori e chi più ne ha più ne metta.

 

Questo ovviamente se la donna è Paris Hilton.

 

Perché tante ragazze denominate “normali”, di spendere centinaia di euro in queste cose, non ci pensano proprio. Io parlo per me, ma so che siamo in tante. Compro dai cinesi, al mercato e non certo tutti i giorni. A volte esco di casa con un valore complessivo di abbigliamento che non supera i 20 euro. Eppure garantisco che non sembro neanche tanto stracciona eh!!

 

Insomma. Questa premessa serve solo per raccontare una cosa.

 

Dopo due anni ho rimesso piede da una parrucchiera. O meglio. Dalla parrucchiera, perché per me ne esiste una. La mia parrucchiera si chiama Anna, sarebbe a regola una parrucchiera per signora ma io ci vado da quando ero bambina. Ha il salone vicino a casa della mia cara nonna, quella dove adesso ci abita mio zio con la moglie e i bambini. Anche quando abbiamo cambiato casa e abbiamo completamente cambiato quartiere, io e la mia mamma abbiamo sempre continuato ad andare lì.

 

Ultima notizia: Anna è anche stata la mia maestra di catechismo. È una donna di polso. Io e le mie amichette non facevamo chiasso perché altrimenti “Anna ci sgrida!!” e un anno, pensate un po’, il 31 ottobre capitava di domenica. Dunque. Per chi non lo sapesse, il 31 ottobre in Sardegna è sacro, perché la mattina tutti i bambini vanno a “Is Animeddas” (leggi qui e dato che ci sei anche qui). Solo che la domenica, bisogna andare a messa e quindi Anna, senza bisogno di circolari e di comunicazioni scritte, ha convinto tutti, bambini e insegnanti, ad anticipare Is Animeddas al sabato. E le persone che giustamente esclamavano: “Ma il 31 è domani!” si sentivano come unica risposta da parte di tutti i bambini che: “è vero, ma Anna ci ha detto che domani dobbiamo andare in Chiesa!”

 

Ricordo quelle animelle come un anno di magra, perché la gente non aveva ancora comprato nulla sapendo che Is Animeddas erano appunto il giorno seguente. Il bottino era una federa di cuscino quasi pieno, quando gli anni passati bisognava fare sosta a casa a svuotare tutti i dolciumi per poi proseguire il giro! Ovviamente nessuno si è lamentato con Anna e io ancora oggi mi guardo bene dall’accennare questa storia davanti a lei.

 

Anna però è anche una persona tanto buona. Al funerale della mia cara nonna si è avvicinata a me asciugandomi le lacrime e dicendomi: “Non piangere, Anna non vuole”, proprio come mi diceva quando ero piccola. E io ovviamente ho pianto pure di più, anche se contemporaneamente mi è scappata una risata.

 

Ma torniamo a oggi. Sono passati due anni dall’ultima volta che sono andata da lei e martedì ci sono tornata. Alcune volte, suggestionata dalle voci che oramai mi volevano non più paesana del sud ma cittadina del nord in quanto universitaria emigrata, sono anche andata in quei saloni enormi, che io definisco proprio di città. Quelli strapieni di gente tutti i giorni, non come qui che quando c’è la fila interminabile è perché il giorno seguente c’è un matrimonio a cui tutti sono invitati. Quei saloni sono strapieni di signore che corrono a farsi la messa in piega perché al supermercato, in banca, alla posta, non vogliono mai sfigurare. Le vedi che sono vestite elegantissime per poi spingere il carrello al Conad, tipo Nicole Kidman nel film “La donna perfetta”. Bah.

 

 

Nicole Kidman in "La donna perfetta"

 

 

Quei saloni enormi pieni di gente che non si è mai vista e che poi finiscono per chiacchierare su qualcosa e non vanno d’accordo su niente. Ma non tacciono mai, nemmeno quando sarebbe il caso e non capiscono che a quel punto è molto meglio prendersi un giornale, leggere e estraniarsi da quel momento. A seconda dei casi, anche pregare che passi presto.

 

Da Anna è tutta un’altra storia. A parte che in un paese si conoscono più o meno tutti e se non ti conoscono basta fare la fatidica domanda “E filla de chini sesi??” (Trad: di chi sei figlia?) e in massimo dieci minuti, il mistero è risolto. Ma poi si chiacchiera di cose leggere e mai nessuno è in competizione con qualcun’altro. È un posto tranquillo, dove le signore a volte tendono a sminuire ciò che fanno anche se poi passano otto ore al giorno nei campi. Insomma, da Anna si va per stare tranquilli.

 

In effetti mi mancava quell’ambiente. E sono stata ancora più felice di essere andata da Anna a tagliare i capelli con mia mamma, proprio come quando ero piccola!!!! Che meraviglia!!!

 

Anna sa quello che deve fare… mi capisce al volo e in più sa come prendermi, dato che a me, solo l’idea di sentirmi in testa, o comunque addosso, le mani di qualcun altro, fa venire l’ansia. Se mi vedete in giro non fatemi lo scherzo di mettermi le mani sugli occhi e poi dirmi “Indovina chi sono??” perché è una cosa che non sopporto e  se sono di luna storta rispondo anche “Indubbiamente un rompiballe”.

 

Ecco, invece Anna mi fa stare non dico tranquilla, ma molto meno ansiosa. E poi è bravissima e si spende poco.

 

Ero addirittura agitata prima di andare… in due anni di latitanza non avevo più pensato all’ambiente che si trova lì e fino all’ultimo l’ansia era parte di me, come potete vedere:

 

 

Ma poi sono tornata a casa contenta e soddisfatta. Capelli più corti e quintuple punte sparite. Avevo anche pensato di farmi i ciuffi rossi, ma non esageriamo, ho impiegato due anni per andare a tagliarli, facciamo un passo per volta!!

 

 

 

Insomma, se passate da queste parti e cercate una parrucchiera, non abbiate dubbi: Anna vi aspetta!!

 

Tengo a precisare che questo che sembra un messaggio promozionale non lo è e che la stessa Anna non sa dell’esistenza di questo post.

 

Non ho ancora il coraggio di tirare fuori quella storia de Is Animeddas!!!!!

Postato da: Saretta83 a 18:46 | link | commenti (4)