Che cos'è l'amor...chiedilo al vento
Questo è il mio regno e per una volta la protagonista sono solo io.
AleEatWorld
Cittadini del cielo
Daveblog
F.dB
Falledinpieces
Fede
Fiori di alluminio
Francix
Il blog di Beppe Grillo
Il fotoblog di Pika
Il ritorno della buoncostume
Io non tremo!!!
Iron Lord
James Douglas
L'onda del gufo
La vendetta non è mai una linea dritta
Le mie foto!!!
Lisa
M'illumino d'immenso
Maialino
Marco -Rufus Party-
Mia cuggginetta
Milano blog
Nenissima
Nessuno è innocente
Pagine Rossi
Parole sul vetro
Pazzerella
Pensieri di una vita
Placebo
Placebo Italia
Selvaggia Lucarelli
Skappuccetto
Tra sogno e realtà
Umberto Palazzo
Vera
visitato *loading* volte
I
VENETO.
Sono stata assente per un po’ ma adesso sono pronta a raccontare tutto quello che ho vissuto ultimamente. Pochi giorni dopo il mitico Mondo Ichnusa ho rifatto armi e bagagli per tornare in alta Italia. Ma la meta finale non era Pisa e stranamente, stavolta non ero triste come quando parto per mesi dalla Sardegna. Forse perché si è trattato solo di 15 giorni. O perché avevo un impegno. Un incontro. Una botta di vita. Anche due.


Che poi sono diventate tre.

Marzo 2009. Escono le date italiane dei Placebo. Non è uscito nemmeno l’album ma abbiamo già una data. E con chi ne parlo subito? Con Lisa. Lisa, lei.

Lisa è deliziosa. In due secondi netti è stata capace di mettermi a disposizione il mondo. Biglietto del concerto, ospitalità e conseguente minivacanza a casa sua per alcuni giorni. Questo nel giro di pochi sms. Come si fa a ringraziare a tutto ciò? È impossibile. Mi limito a un altro grazie via web, eppure sembra sempre così poco in confronto a tutto quello che ho ricevuto.
Mi balena un pensiero nella testa. Già che passiamo dal Veneto, perché non approfittare e passare a salutare mia cugina Elisa, che vive a Venezia? E ci organizziamo.
Passa il tempo, esce l’album dei Placebo acquistato qui, sento Lisa praticamente ogni giorno e mi organizzo anche con Elisa. Ok, la mia mini vacanza è pronta. Non mi resta che aspettare…
E arriva luglio. E ci siamo. Parto dalla Sardegna per
La seconda volta sono stata a Venezia nel dicembre 2002. Molto bello, ma ero ancora troppo spaventata da tutti i cambiamenti che in quei mesi si sono susseguiti, la fine della scuola, l’università, lo spostamento dalla Sardegna alla Toscana e un’insicurezza che probabilmente mi avrebbe lasciata chiusa in una stanza per tutta la vita. Venezia è sempre bellissima e quella volta, nonostante tutto, mi aveva stregato ugualmente. E poi lì, c’è appunto mia cugina Elisa.
Elisa è di Nuoro. Io di Villaputzu. Mio babbo e sua mamma sono fratello e sorella. Nonostante il legame sia forte, non abbiamo mai avuto molto tempo per stare insieme, non almeno come avrei voluto. Quando ero bambina passavo a Oliena, vicino a Nuoro, quindici giorni insieme alla mia famiglia e ricordo quel periodo con un sentimento contrastante. Una gioia immensa tutte le volte che ci preparavamo ad andare, un’emozione fortissima nel rivedere i parenti che vedevo poco e una tristezza nel ripartire che tutte le volte, tutti e quattro in casa ci ripetevamo “però altri due o tre giorni saremmo potuti restare”. Ecco, nonostante i pochi incontri, ho sempre sentito una vicinanza enorme coi miei cugini paterni, specialmente con Elisa e con la più nota ai blogger Heela. Una serie di cose ci avvicinavano, gusti musicali, caratteri forse, pur sapendo che io ho tutto, fuorché un carattere semplice e, confesso, da parte mia un’invidia nella proprietà di linguaggio che ancora oggi mi affascina notevolmente!!! Sono stata a Venezia tre giorni, passati un po’ in giro, un po’ in casa, un po’ in compagnia e un po’ in solitaria, dato che Elisa lavorava e non mi sono mai, mai annoiata. A Venezia esci da solo e già per questo ti salutano mille persone. Avrò sentito mille “Ciao Sara” o “Hello Sara”, dato che porto una catenina con scritto il mio nome. Sono stati tre giorni bellissimi! Pochini, ma indimenticabili! Passati con Elisa e alcuni suoi amici che già conoscevo e che mi ha fatto molto piacere rincontrare. E il mitico Bobore, il gatto nero che è assolutamente immancabile. Il terzo giorno, quando dovevo ripartire, ho fatto un giretto in solitaria, guardando bene ogni cosa… l’acqua, i ponti, l’aria. Era il mio modo per salutare la città, per ringraziarla di avermi accolto ancora e per ringraziarla di essere sempre così bella.
Avrò tutto nel cuore.



E’ giunto il pomeriggio ed è ora di spostarsi nei pressi di Padova. Piazzola sul Brenta, per la precisione. Dove abita Lisa. Che non vedo da due anni. Ma è strano. Perché quando la rivedo sembra sempre di esserci viste il giorno prima, non serve che ci chiediamo “Cosa mi racconti?” perché ce lo siamo già raccontato. E ci sentiamo ininterrottamente da tre giorni, da quando sono partita per Venezia. Non sto a raccontare la gioia, le emozioni perché sminuirei il tutto. E faccio sempre riferimento a quanto raccontato qui.
Arrivo a Padova, incontro Lisa al binario e ci avviamo in casa, dove incontro la sua famiglia! Che piacere ritrovare anche loro! Mi guardo intorno e ricordo tutto perfettamente, come se non fossero affatto passati tre anni senza passare da lì, stessa cosa per come la famiglia mi ha accolto, come se fossi una sempre presente e per questo non posso smettere di ringraziarli.
Lisa mi ha chiarito subito i programmi. Il giovedì andiamo allo Sherwood, il venerdì a Vicenza suonano i Tre Allegri Ragazzi Morti e il sabato… beh, il sabato ci sono i Placebo.
Ma prima facciamo una piccola e innocua pausa in una gelateria, ehm…


Doveva essere l’antipasto a un meraviglioso kebab che purtroppo non sono riuscita a mangiare… sopravalutando le mie capacità di contenimento di cibo, a malincuore, ho dovuto rinunciare! E poi andiamo allo Sherwood. Radio Sherwood è una famosa radio padovana, creata da studenti e operai che erano vicini alle posizioni di Autonomia Operaia, un movimento della sinistra extraparlamentare attiva negli anni 70. La manifestazione Sherwood festival dura
un mese, si può accedere a un prezzo molto molto molto popolare ed è un’esplosione di musica e colori. Tanta gente, tanta musica (buona), tanti stand. In questi, Lisa che è tutta matta mi ha regalato una bellissima borsa di Emily The Strange e poi insieme siamo andate a far visita allo stand di un artista croato che si chiama Goran e che non può non colpire. Perché dalle solite lattine di Heineken, Coca-Cola, tira fuori dei mini palcoscenici con tanto di mini strumenti musicali… guardare per credere.

Diciamo anche che Goran è un gran bell’uomo!! Vabbè, dopo aver gironzolato un po’, Lisa mi porta in un locale che si chiama Greenwich. Lì abbiamo già un anticipo di Placebo mania, perché dagli schermi parte il video di Pure Morning e noi cominciamo ad applaudire e a sospirare guardando il video!!! La prima giornata a Padova e dintorni è finita, rientriamo a casa e andiamo a dormire.
Il giorno seguente, la meta è Vicenza. Il tempo sembra un po’ dispettoso, minaccia pioggia… ma io in fondo sapevo… prima di arrivare qui ho promesso a Lisa che avrei portato il sole. Vediamo.
Il pomeriggio facciamo un bel giro a Vicenza con tanto di foto turistiche!! Non sono mai stata in questa città e devo ripetere che questo Veneto, mi piace proprio!!!


Dicevamo che il tempo minaccia pioggia? E infatti non solo promette, ma mantiene. Si sentono tuoni in lontananza e qualche goccia comincia a farsi vedere… forse è meglio stare a casa. Ma in che modo? Prima passiamo al Toys, la catena di negozi di giocattoli e usciamo trionfanti con in mano il Forza 4 e Il gioco dell’oca.
E appena arriviamo a casa, via ai giochi!! A forza 4 sono una schiappa e perdo miseramente, ecco perché non l’ho mai avuto. È nel gioco dell’oca che riacquisto un certo prestigio, ho una reputazione da difendere. Ma intanto… la pioggia cessa. Le nuvole spariscono. Torna il sole. E sono le 20… e Lisa pensa che quasi quasi… un altro salto a Vicenza dai Tre Allegri possiamo farlo!!! E via!!! Arriviamo e parcheggiamo la macchina. Arrivare alla manifestazione è molto confortevole, basta solamente guadare un fiume di melma e attraversare un bosco buio. Grazie al cielo, abbiamo avuto la cortezza di non metterci tacchi alti! Arriviamo e scopriamo anche che è tutto gratis.
Ci guadagniamo la prima fila in men che non si dica. E ci sorbiamo pure tutto il gruppo di apertura. Sigh. Formato da tre elementi, due sono umani, il terzo è una scimmia.
Adesso… dato che alle volte il mondo è veramente piccolo non scrivo né il nome, né mi lancio in descrizioni sul gruppo perché se solo dicessi qualcosa di poco carino, io sono certa che mi piomberebbero qui fan o gli stessi componenti a denigrarmi in tutte le lingue del mondo. Evitiamo. Ma gli applausi per i due componenti li abbiamo fatti.
Finalmente arrivano i Tre Allegri!!! È la prima volta che li vedo! Partono con Quasi Adatti e poi con Il principe in bicicletta che oltre a essere la canzone con cui li ho conosciuti, è anche la mia preferita!!!! Quasi due ore di musica. Sono estasiata. Sono bravi, divertenti… si potrebbe dire quasi “leggeri” se in realtà, dietro i loro ritmi e i loro testi giovanili non si celassero delle sacrosante verità.

Alla fine, dato che l’accoppiata Sara e Lisa è vincente, riusciamo persino a infiltrarci nel backstage e a fare le foto con loro. Che dire? A parte che culo??
Un grazie ai ragazzi della sicurezza, specialmente al mio mezzo conterraneo con i genitori che vivono a Pirri che ha messo una buona parola per farci entrare.
A Enrico un bacio enorme, perché ci ha concesso di entrare.

A Luca, altro bacio per la simpatia!!

A Stefano un bacio per la gentilezza.

E a Davide?

Davide Toffolo è di una gentilezza e di una dolcezza che probabilmente non ho mai visto in nessun altro, tanto che io, per lui, potrei anche stare un inverno a Pordenone!!! E dico sul serio!!!
La serata ovviamente finisce benissimo e pensate un po’, facciamo in tempo a salutare i Tre Allegri che ripartono e noi siamo sempre lì al festival!! Come si può vedere, siamo molto soddisfatte!

Ma ormai si è fatto tardi, è già sabato e di primo pomeriggio dobbiamo partire per Verona, lì suonano i Placebo!!!
Partiamo da casa alle 13.30, andiamo a prendere la ragazza col nome più particolare che io conosca: Vahithiana. E siccome prima di salutarla, le ho lasciato l’indirizzo di questo blog, sarebbe molto molto ingiusto non lasciare un pensierino per lei:

Arriviamo a destinazione dopo un’ora circa di viaggio, passato ovviamente ad ascoltare i Placebo, a ridere e a chiacchierare. Prime grida isteriche quando arriviamo precisamente a Villafranca, il posto in cui i Placebo suoneranno e quando vediamo il castello in cui si esibiranno. Yeeeh! L’attesa sembra contemporaneamente enorme, lunghissima ma anche veloce. Prima delle 19 aprono i cancelli e ci fiondiamo in prima fila con una corsa forsennata stile primo giorno di scuola per accaparrarsi l’ultimo banco. E poi che succede? Che aspettiamo, cerchiamo di fare amicizia con bodyguard e operai che lavorano al di là delle transenne, potrebbero sempre essere utili… anche se poi… zero! Vabbè. È un bel modo per passare il tempo, ho persino ricevuto in dono uno yogurt offerto da uno degli operai con cui abbiamo fatto amicizia!!
Prima dell’esibizione vediamo pure Brian che va a cenare nelle tavolate costruite dietro il palco!!!
Ecco le prove!!!

E mentre l’ora si avvicina, ci diciamo tra noi: “Speriamo non ci sia nessuno ad aprire”, finchè invece sul palco non sale Steve Forrest, il nuovo batterista subentrato a Steve Hewitt, armato di chitarra acustica. Apre lui il concerto… e noi ne siamo ben contente!!! Suona le canzoni della sua band Florence e Florentino, in cui lui canta e suona la chitarra appunto.
Steve è dolcissimo! Ha una voce molto bella, le sue canzoni sono molto carine.
E, parlando in termini strettamente tecnici e musicali, è proprio un tronco di pino!!
Ecco qui un video
E una foto!

Dopo la sua esibizione, passa una mezz’oretta e arrivano i Placebo!!!! Che meravigliaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!! Ci presentano il loro nuovo bellissimo album partendo da "Kitty litter" e proseguendo con "Ashtray heart" non dimenticando le canzoni che li hanno fatti arrivare fino a oggi, tra queste la splendida e amatissima "Every you Every me"!!!

Diciannove canzoni e quasi due ore di live, interrotte da una piccola pausa causata da problemi tecnici e da un pubblico alle volte troppo violento che non esitava a spintonare gli altri e guastare la festa a chi stava nel mezzo (io ero al lato…). Tanto che lo stesso Brian è intervenuto per dire che non sarebbe andato avanti in queste condizioni e che non ci deve essere violenza ai concerti dei Placebo.
No dico, come faccio a non amarlo???

Le due ore volano. Ci ritroviamo alla fine con gli occhi lucidi dall’emozione, la speranza di poterli incontrare da vicino, solo per dire un “ciao” ma questo non accade.
Che rimane? Rimane un’emozione che andrà avanti tutte le volte che la mente sceglierà di rivivere quei momenti, rimane il fatto che io e Lisa ci siamo conosciute grazie ai Placebo ed è la seconda volta che andiamo a vederli insieme, rimane l’aver conosciuto Vahithiana, che è stato davvero un piacere!!
Forse in Veneto ci devo andare più spesso!!!
Rimangono in tutto 5 giorni che dovrebbero spettare di diritto a tutte le persone di questo mondo, perché sono un toccasana e che nessuno provi a dire che “è solo musica” o “sono solo divertimenti e bisogna pensare solo alle cose serie”, perché per quanto mi riguarda, chi la pensa così, non ha capito proprio niente.
Un grazie speciale a tutte le persone che hanno permesso che questi 5 giorni accadessero, un grazie a chi mi ha salutato con un “Hello Sara”, un grazie a chi ha incrociato il mio sguardo anche se per una frazione di secondo, un grazie a chi mi ha regalato una rosa rossa, un grazie a chi mi ha aperto la sua casa a Venezia, un grazie a chi mi ha ceduto la sua stanza per tre notti, un grazie a chi ha letto la mia lettera di arrivederci nel suo computer portatile, un grazie a chi mi ha regalato un sorriso, un grazie a Vahithiana per la simpatia.
Un grazie a mia cugina Elisa.
Un grazie a Lisa.
Un grazie a Dio. Cosa sono stati questi giorni, se non un dono del cielo?
A chi ha la pazienza di leggere tutto, l’augurio di vivere tanti giorni bellissimi come quelli che ho appena descritto.

P.S. Sul mio album flickr tante altre foto, di Venezia, di Vicenza, dei Tre Allegri, dei Placebo, mie e della splenida Lisa.
Sto tornando....
Ciao! Sono impegnatissima nel cazzeggio in una maniera che non potete neanche immaginare. Io penso che lo Stato debba promuovere un'iniziativa che finanzi il cazzeggio della gente che non ne può più. Chi lavora è stanco, chi non lavora è depresso... il cazzeggio è solo salutare, specialmente se eseguito in un posto come questo.
Vabbè, ora basta che questo post potrebbe già essere considerato troppo sovversivo e diffamatorio e al momento non ho diecimila euro da mettere nelle tasche di Alfano.

A presto, con le foto scattate da me!
Cagliari, 3 luglio 2009
Questa è una foto simbolica non voluta. In realtà volevo scattare una foto a una band che suonava su un palco, ma ‘sto tizio è passato proprio nel momento del click e allora…. Comunque, se mi fossi impegnata per fare una foto simile non ci sarei mai riuscita e dopotutto, questa che sembra una foto inutile ha un suo perché.
La scorsa settimana ho assistito a una data del festival Mondo Ichnusa che si è tenuto a Cagliari. (e la foto subito assume significato). Così sono partita dal paese venerdì alle 18.30 per tornarci il giorno successivo, dopo essere stata in città.
Innanzitutto ringrazio pubblicamente colei che ha reso possibile tutto ciò e cioè la mia cara amica Bulby che mi ha ospitata in casa sua!!! Appena arrivo a Cagliari ci incontriamo, andiamo a mangiare qualcosa e poi usciamo subito… in programma c’è il concerto degli Afterhours!!!! Che meraviglia!!!

Chi legge questo blog ha avuto modo di vedere che in queste occasioni, preferisco pubblicare le foto scattate da me. Stavolta purtroppo non è così… non ero a una distanza consona per scattare foto, che sono uscite veramente orribili… beh, il concerto gratis ha un difetto. Non c’è selezione. Cioè chiunque va lì a vedere chi suona, giusto perché è gratis. Che sarebbe un bene… se fossero minimamente interessati. Peccato che tanti non appassionati passino il tempo a spostarsi di qua e di là e non temere, perché te li ritroverai sempre davanti e sempre ad occupare l’unico punto in cui riuscivi a vedere qualcosa. “Eccolo eccolo, da qui si vede Giorgio il batterista” e non fai in tempo neanche a finire la frase che ti ritrovi una pelata condita con due orecchie a sventola. Vabbè.
Ma tra un saltello e un altro, anche io e Bulby siamo riuscite a vederli!!! Manuel è sempre in formissima!!! E gli After sono sempre meravigliosi e lo sapete, non ho mai aggettivi per descriverli!! Il tour estivo degli After si chiama “Voglio far qualcosa che serva”, frase tratta dalla loro canzone “Il paese è reale”.
So che hanno cominciato proprio con quella… che purtroppo non abbiamo visto perché io e Bulby eravamo imbottigliate in un autobus che ci portava al Poetto (spiaggia di Cagliari)… un viaggio molto confortevole, in fondo a bordo eravamo solo in 102. Io ho stretto amicizia rispettivamente con lo zaino del tale che avevo a fianco e il paletto accanto all’entrata, specialmente con quest’ultimo, l’ho abbracciato tutto il tempo pur di non cadere. Dopo questa avventura arriviamo in spiaggia e sentiamo da lontano la voce di Manuel che ci guida fino a lui. La seguiamo, la seguiamo, la seguiamo. E ci ritroviamo in un mucchio di gente…sigh… non riuscirò a vedere Manuel da vicino… e di ciò mi dispiaccio moltissimo. Ma l’importante è esserci, la band è in forma più che mai anche se non può contare sul bassista Roberto Dell’Era che è all’ospedale a causa di una polmonite. A sostituirlo il bassista che suona nella band di Daniele Silvestri, Gabriele Lazzarotti.
Sigh, io adoro Roberto!!!!!!!!! Qui le prove
Ma vabbè. Il concerto è stato straordinario, più o meno come tutti quelli degli Afterhours cui io abbia partecipato fino a ora!!!!
Dalla fine in poi siamo rimaste in giro per la spiaggia, in un locale accanto suonavano i Riff Raff, cover band degli Acdc (volevo fotografare loro). Li abbiamo sentiti per un po’, poi abbiamo chiacchierato con tanti amici di Bulby… e ridendo e scherzando si fanno le 6 del mattino e siamo ancora lì… finchè un autobus non si degna di passare per riportarci a casa… non prima di aver fatto il giro dell’hinterland di Cagliari. Morale della favola: alle 7.30 siamo andate a dormire. Per svegliarci alle 10.30/11, prepararci e risalire su un autobus che ci avrebbe riportato in paese.
Giornata… anzi… nottata stupenda!!!!!!
Concludiamo con una curiosità. La manifestazione si chiama Mondo Ichnusa.
Ichnusa è il nome che i Greci antichi diedero all’isola.
Ichnusa è anche il nome della principale birra sarda.
Per i tre giorni della manifestazione (i giorni seguenti si sono esibiti J.Ax e Sud Sound System) sono stati venduti
E due thè alla pesca.
Il mio e quello di Bulby.
THIS IS IT.
Vorrei parlare ancora un po’ di Michael Jackson. Nel post sottostante mi sono limitata a descrivere il dispiacere che ho provato nel sentire la notizia della sua scomparsa. Adesso invece vorrei parlare proprio di lui, di come lo vedevo io e dell’impressione che mi sono fatta sulla sua vita, sulle sue vicende, anche quelle più spiacevoli, come la storia della pedofilia.
Ecco, proprio di questo. Ci sono delle notizie che su di me hanno impatti differenti. Alcune mi convincono da subito, altre un po’ meno. E anche lo scandalo che ha coinvolto Michael Jackson, non mi ha mai convinto fino in fondo. Il motivo? Non lo so di preciso nemmeno io e di certo non voglio sbandierare la mia opinione spacciandola per verità assoluta, è solo un’idea, come ce la siamo fatta tutti.
Principalmente l’ho sempre visto molto ingenuo. Non avrebbe quella montagna di debiti se così non fosse stato. E l’ho visto anche molto debole, insicuro e questo l’ho notato specialmente nelle interviste. Sul palco sembrava potesse ingoiare il mondo in un boccone e quando invece parlava, con un giornalista o con i suoi fan, sembrava sempre il bimbo dei Jackson Five mai cresciuto, anche se nascosto da una faccia che non era più la sua. Ecco, anche da qui si nota una insicurezza devastante, il non sentirsi mai accettato, un’ossessione che diventa pazzia, perché solo un matto può decidere di ricorrere alla chirurgia plastica ogni cinque minuti.
Ed è questo mix di insicurezza e di ingenuità mi fa pensare quasi automaticamente a una persona incapace di fare del male. Certo, il fatto che si mettesse a dormire tra i bambini fa per forza di cose riflettere, però una cosa ho sempre pensato. Che gli unici che forse non si sarebbero stupiti più di tanto, sarebbero stati proprio i bambini. E in lui, vedo appunto solo un bambino che proprio mentalmente non arriva a pensare certe cose.
Nell’ultima apparizione pubblica, quella a Londra, dove annunciava che quelli che sarebbero dovuti partire a breve, sarebbero stati i suoi ultimi concerti, più volte si è fermato a sorridere al pubblico e quasi intimidito dalle adulazioni dei suoi fan fermava il suo discorso per lasciare spazio a un “I love you so much”. Non lo so, quel modo di fare per ringraziare il pubblico, l’intervista appena successiva al “Not guilty”, “non colpevole”, il verdetto del processo del 2005 per pedofilia appunto e il modo in cui raccontava quell’episodio e una volta che, me lo ricordo bene, al Telegatto di non ricordo che anno, sul palco con Luciano Pavarotti parlava con una voce timidissima e anche lì, alle grida del pubblico, si è fermato per un “I love you”… non ho mai visto che un bambino.
Le tv musicali si sono quasi fatte la guerra a suon di tributi, è giusto, ma quella che ho preferito è stata una tv satellitare che si chiama Live! e trasmette concerti 24 ore su
Non lo so, ma a me sembra impossibile che un bimbo possa fare del male a qualcuno, è troppo ingenuo e in quello scandalo che l’ha coinvolto non sono mai riuscita a vedere un orco, quanto delle persone pronte a tutto pur di spillargli dei soldi e avere un briciolo di fama.
È finita con un “Not guilty”, non colpevole e se io, madre, fossi certa delle violenze subite da mio figlio, mai e poi mai avrei smesso di lottare per la giustizia, non mi sarei mai fermata a quella sentenza, a costo di incatenarmi davanti a ogni rete televisiva, invadere gli studi, fare l’impossibile e non ritirarmi di buon ordine.
E proprio in questi giorni, Jordan Chandler, un ragazzo che nel 1993 accusò Michael Jackson di pedofilia ci fa sapere che mai ha subìto abusi e violenze, ma fu tutta una montatura di suo padre, che costrinse suo figlio a dare il via a questa ignobile messinscena unicamente a scopo di lucro.
La gente è cattiva e anche se sei il re del pop, sei principalmente un uomo, ingenuo in questo caso. E non sei al sicuro.
Io continuo a non crederci. Non è una verità assoluta, ma continuo a non crederci.
In ogni caso, per tutta questa storia, per come è finita adesso, mi dispiace immensamente.
Sono uscite le foto delle prove del nuovo concerto. Sono rimasta molto stupita nel vederle, hanno parlato di un uomo in condizioni pietose e qui invece sembra in splendida forma. Forse il ritorno sulle scene avrebbe potuto salvarlo. Questa risale a due giorni prima della sua scomparsa.
È un vero peccato.

P.S. La canzone del video è "She's out of my life".
oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004