Che cos'è l'amor...chiedilo al vento
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Certe volte succedono delle cose che sembrano non riguardarti affatto eppure ti cambiano l’umore, ti rattristano e magari non ti fanno neanche dormire. Una persona può piacere o no ma quando c’è di mezzo un talento straordinario, un’inventiva fuori dagli schemi e una vita avvolta da mistero, sregolatezza e (mi viene da dire) tanta frustrazione , non si può non rimanere affascinati. Si può anche odiare, ma sai chi è, sai cosa fa, sai che esiste e anche se non lo ammetterai mai, sai che è un fenomeno.
Alla notizia della sua scomparsa, sono semplicemente rimasta senza parole, non ci potevo credere e vi prego, non fatemi vedere MTV per più di tre minuti prima che qualche lacrima faccia il suo arrivo.
Eppure lui cos’era per me? Non ero una sua seguace sfegatata ma come tutti, anche io ne ero rimasta affascinata. Inizialmente. Col tempo, oltre a vederlo sempre più inarrivabile, una persona che non sembra camminare sulla tua stessa terra, cominciavo a notare e a capire una fragilità interiore che a guardare la vita con superficialità, come spesso facciamo, sembrava inconcepibile. Ma come, sei la popstar più potente del mondo, fama, soldi a palate e vivi in un perenne disagio con te stesso?
Hai la pelle scura e ti chiudi in clinica per diventare bianco. Alla ricerca di una perfezione (ma quale poi?) inarrivabile, perché inesistente. È la distruzione fisica di un ragazzo che era bellissimo, perché sotto quella plastica, veramente si nascondeva un ragazzo bellissimo. Perfetto così, andato distrutto dietro a una follia. Un successo planetario e per quello che provavo personalmente a vederlo, negli ultimi anni a questa parte, un uomo che non è mai cresciuto troppo. Una sindrome di Peter Pan tramutata in un’ossessione stile Dorian Gray.
Un uomo che ha tutto quello che un uomo normale possa desiderare. Eppure non è bastato a regalargli uno straccio di serenità.
Aveva tutto. Eppure non aveva niente.
La mia preferita è questa.
...Protezione per i club delle gang e le nazioni
causano dolore nelle relazioni umane
È una guerra di terreno su una scala globale
Preferirei sentire entrambe le parti della storia,
vedi, non si tratta
Di razze, soltanto posti, facce
Da dove proviene il tuo sangue
Dove resta il tuo spazio
Ho visto i brillanti diventare più mediocri,
non passerò la mia vita ad essere un colore...
Riposa in pace.
Scheletro nell’armadio.
Ebbene si, da venerdì forse ne ho uno anche io. Dico forse perché secondo me non lo è, ma si tratta di un personaggio cui è molto facile sparare addosso con commenti tipo “nooo è roba da ragazzini”, “nooo, non vale un ca**o”, “nooo, è commerciale” eccetera eccetera. Notiamo tra l’altro che sono commenti utilissimi e molto significativi. Ma il migliore che io abbia mai sentito su di lui riguarda la collaborazione con un gruppo alternative, perché secondo tanti fan “I Linea77 si sono sputtanati”.
Io pensavo che lo sputtanamento invece, lo rischiasse più lui. Ma vabbè.
(a volte penso che i più appassionati di rock, quelli vagamente intellettuali che più di tutti si lamentano che il genere non sia riconosciuto come si deve, siano i primi a decidere di ghettizzarsi. Esempio: frase tipica detta da uno di questi intellettualoidi “Il festival di Sanremo è una merda e non rappresenta la vera musica italiana”. Poi ci vanno gli Afterhours. Allora il festival si è svegliato? “No, sono gli Afterhours che si sono sputtanati”. E certo. Ma per favore!!! Gli Afterhours poi, che io, con tutti i loro cambiamenti, non conosco gruppo più fedele a sé stesso degli Afterhours. A loro piace una cosa? La fanno!!! E se ne fregano di questi commenti lanciati a cazzo!
Quelli che sopporto meno di tutti sono quelli che, parlando delle nuove canzoni, commentano. “Si ma, niente a che vedere con Hai paura del buio!”… e ci credo imbecille, sono passati 12 anni, 12, ti rendi conto??? Vuoi che in tutto questo tempo facessero la fotocopia dell’album precedente pur di accontentare te, che ti palesi informatissimo, coltissimo, appassionatissimo – e se hai qualche altro issimo aggiungilo pure, tanto so che ce l’hai- e che in realtà non capisci un cazzo?
No, grazie a Dio hanno optato per la strada dell’intelligenza e del talento, cose che tu non puoi capire!! Vai ad ascoltarti “Hai paura del buio” e taci! Anzi, non lo ascoltare, a questo punto ho la sensazione che con te, quel disco sia finito proprio nelle orecchie sbagliate!)
Non avete ancora capito? Allora vi aiuto io e vi do una notizia in conclusione, notizia è l’anagramma del suo nome.
Insomma, sono andata a vedere Tiziano Ferro!!!
Buuuuuuuuuhhh!!!
Bravi bravi. Deficienti.
E com’è stato?
In una parola? Eccezionale!!!!

Dunque, Tiziano Ferro, classe 1980, divenne famoso con un singolo obbrobrioso di nome “Xdono” (per chi fa buuuuuh informo che si legge Perdono… no, sapete com’è…). E da quel disco (Rosso relativo) sono usciti altri singoli. Belli? Uhm, no, proprio belli no… diciamo che qualcuno può essere definito carino e qualcuno meno, molto meno. Per i miei gusti, non è stato un buon inizio e infatti lo detestavo. Qualche anno dopo esce l’album 111 trainato dal singolo “Xverso” (per i soliti… perverso). Ci risiamo, penso. A parte ‘sto gioco con
E poi? E poi lo vedo e soprattutto lo sento qui.
Oh santo cielo!!!! Ma allora sei bravo sul serio!!! Da lì in poi per me, per i miei gusti difficili e confesso, anche per un minimo di pregiudizio che volevano Tiziano Ferro solo un attrazione per le ragazzine, è cambiato tutto. Anziché sentire ho cominciato ad ascoltare. E lui non ha fatto altro che azzeccarle tutte: “Non me lo so spiegare” (sempre da quell’album), “Ed ero contentissimo” “Ti scatterò una foto” “E fuori è buio” dall’album Nessuno è solo.
E a fine 2008 esce il suo quarto lavoro, “Alla mia età”, trainato dall’omonimo singolo.
Come un terremoto in un deserto che… che crolla tutto ed io son morto e nessuno se n’è accorto.
Fantastico. Ne sono certa, questo ragazzo è bravissimo e venerdì, venerdì ne ho avuto ampia conferma. Salta come un matto sul palco, si ferma quando il momento è più suggestivo e la sua voce non cambia da quella del disco. È semplicemente perfetto, un artista completo, un cantautore e indubbiamente, tra gli italiani più famosi all’estero, Tiziano Ferro è colui che più di tutti merita questo successo internazionale. Più della Pausini, più di Ramazzotti.
Ecco perché non sono del tutto convinta che questo sia uno scheletro nell’armadio anche se sono certa che per alcune persone, sarà comunque difficile capire che io possa ascoltare i Placebo, gli Afterhours e… Tiziano Ferro. E sono quasi sicura anche del fatto che prima o poi, qualcuno dirà o penserà: “Chi? Sara? Ma quella non capisce nulla, fa tanto la rockettara e poi va ai concerti di Tiziano Ferro!”
Beh, non importa. O meglio. Non m’importa.
Non parleranno di lui nelle riviste rock specializzate, ma penso sia decisamente meglio dei Dari o dei Finley, che su queste stesse riviste sono trattati come musicisti seri.

E inoltre. Un sacco di volte mi è capitato di sentire: “Quell’idiota di Tiziano Ferro”.
Non penso che Franco Battiato si metta a duettare con degli idioti (“Il tempo stesso”).
Non penso che Ivano Fossati si metta a scrivere con lui la bellissima “Indietro” per farla cantare a un idiota.
Non penso che Fiorella Mannoia si faccia scrivere “Il re di chi ama troppo” da un idiota.
Mi rendo conto che rileggendo quanto scritto, sembra che sia io la prima a volermi giustificare. In realtà non è così, ma volevo parlare del concerto e della mia presenza a quel concerto proprio perché 10 anni fa, io stessa avrei fatto questi discorsi, che miravano unicamente a distruggere chi ascoltava ciò che poteva sembrare commerciale e esaltava chi si dedicava all’alternative.
Solo che io 10 anni fa avevo 15 anni e conosco oggi persone che di anni ne hanno 35 e che fanno gli stessi discorsi che io facevo a quell’epoca. Io col tempo ho capito che a 15 anni si capisce poco e niente. Loro facevano i vissuti prima, ora anche peggio.
Tiziano è bravissimo!
P.S. Qui qualche altra foto. Oh, le ho scattate io, mica Corona.
Ringrazio di cuore la mia amica Pika per avermi proposto di partecipare a questo evento!
Ci sono tanti modi per esprimere un'opinione in maniera velata.
La conduttrice di Uno Mattina Sabato e Domenica Estate, mentre si accingeva a presentare un servizio dedicato ai problemi gastro-intestinali, ha interrotto un momento la scaletta per informare sull'Iran.
"Abbiamo i risultati finali delle elezioni in Iran, vittoria schiacciante di Ahmadinejad. E a proposito di mal di pancia, andiamo avanti."
Come darle torto.
Beh...
...a questo punto, mi tocca tifare Real!

nonostante quella gran zoccola di Paris Hilton che, lo faccio apposta a scrivere minuscolo in modo che la grandezza del carattere sia direttamente proporzionale alla sua grandezza morale.... insomma, scrivo in minuscolo così il suo nome e la sua persona, in questo contesto non sembreranno altro che cacca di mosca. Cioè quello che è realmente.
'sta zoccola.
Referendum.
Io non posso votare nemmeno per il referendum, anche se una mia idea ce l'ho pur (confesso) di non essermi informata fino in fondo.
La notte scorsa mi è apparso in sogno Luigi de Magistris e mi ha detto di votare NO.
E io di lui mi fido.
Intanto divulgo il messaggio. Magari sono stata scelta dai piani alti come portavoce ignara di un messaggio importante.
Questo blog ha un suo perchè, che vi credete.
Il paese è reale.
È appena terminata la giornata di elezioni. Io non so più come comportarmi in queste occasioni. Purtroppo non posso votare, ma non è di questo che voglio parlare. Tutte le persone con cui ho parlato sanno a chi sarebbe andato il mio voto. Il punto è che a me, sembrano ovvie delle cose che forse, per altre persone, tante, troppe, non lo sono. E allora si fidano, si fidano di persone che mostrano una faccia sorridente e promettono loro tutto quello che vogliono sentirsi promettere. Posti di lavoro, meno tasse, ottimismo e felicità per tutti. Il fatto che siano promesse che non hanno alcun fondamento e che al solito, finiranno campate in aria, sembra non sfiorarli affatto.
Uno dei problemi che abbiamo qui in Italia, secondo me è il qualunquismo. Alle volte si tende troppo a generalizzare e come la scorsa volta, nel sito per cui scrivo, ho visto per la prima volta un mio pezzo tagliato con la successiva raccomandazione, la ripeto, “Fai la brava moretta rossa”, si tende troppo a puntare il dito. Non mi riferisco ovviamente a questo caso, ma ad altri incontri/scontri che ho avuto, dal vivo o su internet. Dove se oso mettere in dubbio la buonafede di Silvio, in tempo zero vengo additata come “Comunista!!!!!!”.
Ma per qualunque cosa. "O sei con me, o sei contro di me" Ah ecco. Nel mio libro di storia c’è una parte molto interessante che parla del ruolo che abbiamo, noi, elettorato. E dice quanto sia pesante questo ruolo perché tantissime persone si limitano ad abboccare alle finte promesse senza chiedersi il perché di niente.
Nelle ultime puntate di “Che tempo che fa”, Antonio Cornacchione ha ricreato una bellissima satira sulla politica italiana. È andato all’estero e alla gente incontrata per strada proponeva i suoi piani politici. Alla sua proposta di eliminare l’ICI un ragazzo inglese gli ha prontamente risposto “E come fai a garantire i servizi?”. Qui invece tanti hanno detto “Oh, toglie l’ICI, e pure il bollo auto, ma io lo voto subito”.
Il Times ultimamente ha parlato di noi italiani. Ha parlato di lui, di Noemi, delle veline, delle foto nella sua casa in Sardegna, ecco a cosa gli serve l’isola, e ha scritto che in qualunque altro Stato europeo, una vicenda simile avrebbe distrutto un uomo politico. E poi c’era scritto “Anche se in Italia…”. E l’articolo finiva con un interrogativo in cui il giornalista, meravigliato, si domandava come fosse possibile che abbia ancora così tanto seguito un uomo che in tutti i modi ha dimostrato di non avere alcun rispetto per l’Italia e per gli italiani.
Lui mi ha stancato. Non per le veline. Non per Noemi. Mi ha stufato lui, la sua faccia da culo e le sue prese per i fondelli. Le sue promesse impossibili e il suo pavoneggiarsi di essere un uomo piacente (mah!) e attorniato da giovanissime. Il suo legale, Niccolò Ghedini, proprio sul Times ha negato un’eventuale relazione con la diciottenne Noemi.
E subito dopo ha precisato che in Italia, avere rapporti sessuali con una diciottenne non è reato, poiché la legge consente i rapporti dai 14 anni in poi.
Lui mi ha stancato perché ha in mano il 90% della stampa italiana e non ha problemi a dire davanti alla telecamere che tutta la stampa è contro di lui, che il Times è influenzato dalla sinistra italiana (a casa mia si dice “n’danta tenni de bresgiu!”) e che
E nessuno che dica bah. Oh, se realmente fosse così...
Lui mi ha stancato. E non perché è di destra. Non è questo il punto. A me non fa paura la destra.
O meglio. A me fa paura questa destra, quella che c’è in Italia, fatta di alleanze impossibili, dove i ministri che dopo aver giurato sulla Costituzione si mettono la cravatta verde e gridano al secessionismo, a Roma ladrona, sollevano il dito medio quando sentono l’inno d’Italia e inveiscono contro la statua di Garibaldi perché ha distrutto il nord. Fa paura la destra xenofoba che cresce tra i militanti di Forza Nuova, quella che non si fa problemi a uscire di casa armata di bastoni e manganelli per pestare a sangue il primo straniero che trovano per strada. Perché è straniero e alla tv hanno sentito che gli stranieri sono cattivi. Loro sì che sono buoni, loro armati fino ai denti, sì che ti fanno stare tranquilla.
Ma tornando a lui, più di tutto non sopporto l’idea che tutte le volte, dopo un risultato elettorale che lo decreti vincitore, la sera possa tornarsene a casa, guardarsi allo specchio, sorridersi e, dopo aver mentalmente ripassato i suoi progetti (lodo Alfano e svariate leggi ad personam) pensare
“Anche stavolta ci sono cascati. Gli italiani sono veramente una massa di coglioni”.
Spero che abbiate votato con giudizio.
La musica è una salvezza. Arriva sempre nei momenti giusti e trova le parole che non riusciamo a dire ogni giorno. A volte poi, se la unisci alle immagini (in questo caso merito della regia di Cosimo Alemà) viene fuori qualcosa di talmente vero e descritto in una maniera talmente colta da risultare semplicemente sublime.
Il paese è reale
Testo: M. Agnelli
Musica: M. Agnelli/G. Ciccarelli/R. Dell'Era/R.D'Erasmo/E. Gabrielli/G. Prette
Dici sempre le preghiere
Conti sempre fino a dieci e
Preghi ancora che
Non tocchi a te
Decidere
Piangi fermo in tangenziale
Inseguivi una cazzata
Era splendida e dorata
Fresca e avvelenata
Ma il paese sa affondare
Tutto intorno a te a ballare
Bestemmiando disprezzare
E riderci un po' su
E tu vuoi far qualcosa che serva
E farlo prima che il tuo amore si perda
Non ti accorgi che se lo vuoi tu
Quel che valeva poi non vale più
Se ti han detto resta a casa
Vola basso non scocciare
Se disprezzi puoi comprare
Se vale tutto niente vale
Se non sai più se sei un uomo
Se hai paura di sbagliare
Se hai solo voglia di pensare
Che fra poco è primavera
Adesso fa qualcosa che serva
Che è anche per te se il tuo paese è una merda
C'è una strada in mezzo al niente
Piena e vuota della gente
E non porta fino a casa
Se non ci vai tu
Io voglio far qualcosa che serva
Fammi far solo una cosa che serva
Dir la verità è un atto d'amore
Fatto per la nostra rabbia che muore.

Mercoledì 3 giugno. Entro al tabacchino/cartoleria in cui solitamente mi rifornisco di materiale scolastico. Appena entro sento dalla radio un ritornello.
Cenicero cenicero mi corazon de cenicero.
Caz!! Sono i Placebo e stanno presentando il nuovo album su Virgin radio!! Il mio passo spedito rallenta. Mi dirigo al reparto matite. Impiego dieci minuti per scegliere un pastello bicolore (da una parte rosso e dall’altra blu). Vado a pagare. Improvvisamente mi ricordo che ho bisogno anche di una matita. Torno al reparto. Impiego altri dieci minuti. Vado a pagare.
Alla fine cedo. “Senti” dico al tabaccaio “posso rimanere un po’ qui… per sentire l’intervista dei Placebo alla radio??”. Lui è gentile: “Ma certo, non dai fastidio a nessuno!!”. Rimango nel tabacchino per circa mezz’oretta… venti minuti passati a fingere di scegliere matita e pastello. Gli altri dieci passati ferma e imbambolata a sentire l’intervista. Col tabaccaio che ogni tanto lanciava uno sguardo e pensava “poverina, com’è ridotta!”
Oggi è venerdì. Una giornata qualunque? No. Oggi è il 5 giugno 2009 e in tale data è prevista l’uscita del nuovo album dei Placebo!!!!! Così stamattina mi dirigo fieramente verso Mediaworld alla ricerca del cd.

Appena arrivi da mediaworld bisogna sempre superare una prova. Tempo fa era quello di lasciare la borsa negli armadietti perché non si può entrare con borse e zaini voluminosi. Bene. Il guaio è che lasciavi lì la borsa ma ti ritrovavi con mille cose in mano. E si, perché la borsa la lasci lì ma il portafogli lo prendi. E poi metti che ci siano problemi di resto, prendi anche il portamonete. E poi non sia mai che qualcuno mi telefoni, prendi anche il cellulare. Cos’è questa umidità? No no, c’è il rischio che coli il naso e prendi anche i fazzoletti. Praticamente se entri con una borsa e rubi un cd, ti sgamano subito. Se entri con tutta quella roba in mano e rubi un cd non se ne accorge nessuno, perché se hai in mano venti oggetti, uno in più o uno in meno non dà nell’occhio. Ma l’armadietto oggi non c’è più.
Adesso ti mollano una borsa di
Ma vabbè. Entri finalmente nel negozio e speri di fare presto. Ma solo per levarti la borsa di mezzo. Mediaworld è un paradiso tecnologico. Io penso che una persona un po’ depressa, dopo un giro a Mediaworld riscopra la felicità.
Ma veniamo a oggi. Vado dritta per i miei passi. So quello che voglio. “Artisti stranieri”, eccomi. “Nuovi arrivi”, eccomi. Non li vedo. Un gentile commesso si avvicina. “Hai bisogno di aiuto?”. “Si, grazie, oggi esce il nuovo album dei Placebo”. “Si, certo!! Non li abbiamo ancora esposti, te lo vado a prendere!”. Gioia. Torna da me con uno scatolone enorme. “Vuoi la versione classica o quella col dvd?”. La differenza di prezzo è di 3 euro. “La seconda che hai detto!”. Mi porge il cd. Lo ringrazio, gli sorrido, lo sa che d’ora in poi gli vorrò bene.
Sono accompagnata dalla mia sempre fedele amica Irene che ritrovo al reparto dvd mentre si ripete “Mai uscire da Mediaworld a mani vuote”, prima di afferrare un film che uscirà con lei. Andiamo alla cassa, paghiamo e usciamo.
La gioia è doppia.
Quel cd adesso è ufficialmente mio.
Qualcuno mi tolga questa borsa, possibilmente prima che la mia spalla decida di lussarsi.
Tengo in mano il cd e sono felice.
La settimana scorsa sono stata due giorni in Sardegna. E tre giorni fa mi sono resa conto di avere dimenticato lì il cavetto usb, fondamentale per ricaricare il mio meraviglioso i-pod. “Porca miseria!!!”. E sapete a cosa ho pensato? A questo post. Il mio fedelissimo compagno è scarico e io, da cretina quale sono, non posso caricarlo. Ma non sono sola. Perché il lettore cd portatile, quello ce l’ho! E lui mi fa compagnia durante i miei viaggi sui mezzi pubblici. Così il cd l’ho sentito. Splendido. Ma già lo sapevo, perché alcuni giorni fa l’ho sentito in anteprima sul sito. Non potevo che aspettarmi un lavoro meraviglioso, tanto che ho già alcune canzoni destinate a diventare le mie preferite di questo album. Appena prima di tutte le altre, ovvio.
Che dire? Non mi lancio in recensioni, mi limito a dire che è splendido!!
A presto Placebo…..

oggi
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