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Messaggio promozionale.
Su www.maialino.it è appena stato pubblicato il mio nuovo post dedicato alla festa del papà.
E naturalmente, lo pubblico anche qui.
La scorsa settimana c’è stata la festa del papà. Non avevo pensato a scrivere qualcosa, non mi veniva in mente niente di interessante da dire a parte i soliti auguri. Poi però, sono finita in un blog. Non un blog a caso. Il blog di Riccardo Rossi, l’attore. Non voglio fare pubblicità ma è giusto che io lo nomini perché sono rimasta molto colpita da ciò che ha scritto. Era una bellissima lettera dedicata ai padri e ai figli. O meglio. Alle figlie, alle figlie femmine. La lettera era stupenda e consiglio a tutte le figlie femmine di leggerla. No, non è un errore. O meglio, dire figlie femmine è una ridondanza, ma io lo uso come rafforzativo. Tornando alla lettera, io mi sono commossa e da lì, dalle sensazioni che ho provato mi è venuto in mente questo post. Quasi un post di risposta che io dedico a mio padre e a tutti i padri delle figlie femmine. Mi concedo la presunzione di eleggermi portavoce di tante figlie femmine per parlare con i nostri padri.
Cari babbi (o papà, come preferite), anche se la vostra festa è già passata concedetemi un modo per farvi i miei auguri. Dopotutto è una ricorrenza e i papà, i bravi papà, dovrebbero essere festeggiati ogni giorno. Come noi figlie, raramente facciamo e aspettiamo una data, un’occorrenza per farvi i nostri auguri. E alle volte, anche pronunciando quella parola non riusciamo mai a dirvi quanto siete importanti per noi, quanto non potremmo fare niente senza il vostro sostegno e quanto ci sentiremmo perse senza di voi che in ogni caso, siete sempre dalla nostra parte. Perché diciamolo, è la mamma che spesso prende le posizioni più difficili nei confronti di noi figlie femmine mentre voi padri, siete sempre pronti a spalancarci le braccia per dirci che anche se la mamma ha ragione, voi mai e poi mai potreste provocarci un minuto di sofferenza. E ci ribadite lo stesso concetto ma col sorriso e con quello sguardo che avevate il giorno in cui siamo nate, quando guardando noi, che eravamo delle esserine piccole piccole avevate ben capito che avremmo rivoluzionato la vostra vita e che non sarebbe stato facile.
Sappiamo bene quanto siate gelosi di noi ma sappiate, anche noi lo siamo di voi. Esigiamo la vostra fedeltà alla donna che avete al vostro fianco perché senza di lei, senza voi due insieme, non saremmo mai venute al mondo. E passano gli anni e noi diventiamo più grandi e voi crescete con noi, perché è così che va. Anche se nella nostra mente è sempre difficile vedervi come noi, vedervi non impegnati nel ruolo di genitori. Non pensiamo mai a come eravate quando noi non eravamo “in programma” ed ecco perché a volte, ci sentiamo incomprese, non pensiamo a quando avevate gli stessi nostri problemi di oggi che ci sembreranno così banali col passare del tempo.
Si dice sempre che i figli, a un certo punto, debbano prendere la propria strada. Che va seguita, anche se lontano dai genitori. Arrivano le età dei sentimenti, degli amori o presunti tali, delle sofferenze. E degli altri amori, magari stavolta veri, che medicano le piccole ferite passate e ci preparano a una nuova vita. Arrivano i ragazzi che alla fin fine, avranno sempre qualcosa in comune con i nostri padri. Qualche difetto, solitamente.
E verranno tutti i sogni, i progetti, le difficoltà nel conseguirli ma anche la consapevolezza di non deludere mai i nostri padri perché si sa, potremmo anche avere un percorso completamente diverso da quello che noi sognavamo e anche da quello che loro sognavano per noi, ma in ogni caso, in qualunque momento ci saranno loro. “Ci pensa babbo, non ti preoccupare”, di nuovo, ci penserà lui a risolvere tutto.
Ci penserà lui. E allora anche noi figlie pensiamo a quando ci ha accompagnato per la prima volta a scuola e poi è venuto a riprenderci, così felice di vederci perché quelle sei ore senza di noi sembravano un’infinità di tempo e quella scuola sembrava a mille miglia di distanza. Pensiamo ai saggi di danza che abbiamo fatto e pensiamo a lui che si spaccava le mani a furia di applausi perché lì, in quel palco, c’è la sua bambina. Pensiamo a quanto fosse preoccupato quel giorno in cui è arrivato l’esame di maturità perché di lì a poco sarebbe arrivato il momento di separarci.
Personalmente, penso a quanto è stato difficile per lui accompagnarmi all’aeroporto mentre non dicevo una parola e piangevo a dirotto, perché in fondo lo sapevo che gli stracciavo il cuore e non poteva fare niente se non abbracciarmi fortissimo e forse piangere, quando ha visto che l’aereo decollava.
Ci saranno momenti bellissimi e altri più difficoltosi, cari babbi, ci saranno momenti in cui vi sembreremo delle wonder woman e vi sembrerà incredibile che quella forza sia proprio delle vostre figlie femmine. Ma ci saranno dei momenti in cui di quella forza non ce ne sarà nemmeno l’ombra e torneremo ad essere le piccole indifese che senza volerlo, vi hanno sconvolto la vita.
Ma una cosa babbi. In ogni posto del mondo, potranno esserci chilometri, miglia, oceani e continenti di distanza ma non potrà mai spezzare il legame indissolubile che ci tiene legati. E non preoccupatevi mai quando penserete che “un altro uomo ha preso il mio posto nel cuore di mia figlia”.
Babbi… siete voi il nostro cuore.
E non dimenticatelo mai. Saremo per sempre le vostre piccole bambine indifese.
A tutti i padri e a tutte le figlie femmine.
Auguri.
Si parla sempre di rivalità femminile, di invidia eccetera eccetera ma io adesso voglio smentire. E lo faccio parlando di colei che era tra le donne più belle del mondo. Bellissima.
Televisivamente inutile, per carità eh, ma almeno bellissima lo era sul serio.
Insomma. Ma che diavolo è successo a Nina Moric???
Ma guardatela com'era e guardate che mostro è diventato!!!
Qui in versione naturale

E qui come si è conciata adesso....

Sembra la cugina sfigata di terzo grado di Alba Parietti!!!!
La domanda che mi pongo è solo una: perchè??? Perchè se sei tra le donne più belle del mondo ti rovini così, solo perchè la chirurgia sembra un must tra le starlette da quattro soldi? Perchè Nina, diccelo!!! Mi stavi pure molto simpatica, si, ti trovavo atteggiata ma che diamine, te lo potevi permettere!!
Capisco che innamorarsi di Fabrizio Corona deve averti danneggiata anima e corpo, ma da qui farti sentire un cesso da rinchiuderti in una clinica e farti modificare la faccia come se ti avessero preso a pugni, guarda che ce ne passa!!! Ma tuo figlio ti riconosce ancora? Io denuncerei il chirurgo.
Qui sotto una foto presa da una recente sfilata di moda.

Che tristezza. E noi "normali" che siamo contente quando guardandoci allo specchio, qualche volta ci sentiamo carine, quando una donna così bella di natura si deturpa da sola per chissà quale motivo. A questo, aggiungiamoci pure che Nina Moric farà parte del cast del nuovo programma del Bagaglino e la fase down della Moric sembra destinata a non risalire più.
Vabbè. Guardate qui quando era una sconosciuta bellissima come si divertiva con Ricky Martin.
Ragazze, noi tanto guardiamo solo Ricky Martin, vero? Va bene la pietà, però...
(onde evitare di ascoltare realmente la canzone, la visione di questo video è consigliabile solo dopo aver spento le casse)
Perchè?
Io a questo punto mi domando perchè Giuseppe di Vittorio non sia nei manuali scolastici di storia.

E adesso, fatemi riacciuffare anche il terzo post che avevo in sospeso, anche se oramai si tratta di un evento avvenuto un mese fa. Evento, si. Infatti, in data 14 febbraio 2009 ho preso parte alla mia prima e probabilmente ultima settimana bianca. No, scherzo.
Gentilmente invitata dalla mia amica Irene e dalla sua famiglia, ho accettato appena l’occasione mi si è presentata. E chi è mai stata in settimana bianca? E chi ha visto tanta neve da non immaginarsela neanche? Dovevo accettare.
Destinazione: Alto Adige. San Martino. Mai stata così a nord. Ma talmente a nord da sentirsi stranieri in patria. Sia perché dovevo essere l’unica ad avere capelli e occhi scuri, sia perché ovunque mi girassi, non sentivo una parola in italiano manco a pagarla. Solo tedesco. Only dutch. Si lo so, sarebbe stato meglio scriverlo in tedesco, ma non ho imparato neanche una parola. A parte “Rathaus”, ma vuol dire municipio. E Baustelle, che vuol dire cantiere.
Eh, beh, la conoscevo grazie a loro la parola, che pensate!
Comunque. Dopo ben sei ore di viaggio, arriviamo nella località San Martino nella val Casies, dove c’è il residence in cui siamo ospiti. Sono molto entusiasta finchè non scendo dalla macchina. Minchia che freddo. Sono già preoccupata, io che patisco il freddo anche a Ferragosto, non oso immaginare a come saranno i giorni a venire, ignara del fatto che alle nove di mattina e cioè quando il sole è già alto, ci troviamo a sedici gradi sotto lo zero!!!
Comunque. Scendiamo dalla macchina e entriamo nel nostro appartamento. Poi andiamo a pranzo. Sono appena arrivata e ho già l’impatto col piatto tipico. I canederli. Polpettone enormi ripene di formaggio fuso, almeno quelle che ho preso io. Ironia della sorte, me le ritrovo pure a cena, stavolta ripieni di spinaci. Abbiamo un servizio mezza pensione e colazione e cena la facciamo nel ristorante accanto al residence.
Rimangiamo questi canederli e basta.
In breve. Ho passato la notte a vomitare. E i due giorni seguenti chiusa in casa, nutrendomi di thè e riso. Non erano esattamente la cosa più leggera che avessi mai assaggiato, maledette polpette. Diciamo che non ne sentirò la mancanza. Ma al terzo giorno di vacanza, esco dal ruolo di malata immaginaria e comincio a gustarmi anche io la vacanza. Sono venuta qui con tanti buoni propositi, ispirandomi solamente all’unica, vera, inimitabile maestra di vita di montagna che la nostra storia abbia mai conosciuto: Heidi.

Heidi è arrivata in montagna in piena estate e non ha avuto problemi. Ma l’inverno, ha passato interi inverni con un solo vestito senza mai patire il freddo e io, che tremavo solo a vederla, non potevo non apprezzarla. Così i giorni successivi, sono stati bellissimi. Un giorno ha persino nevicato e quando siamo usciti di casa sembravamo catapultati in uno scenario da dottor Zivago.
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È stata una bellissima esperienza, nonostante il freddo cui non mi abituerò mai. La montagna è molto affascinante e così innevata lascia intorno a sé un alone di mistero, come se tutta quella neve servisse a nasconderla. Da ricordare anche i paese vicini, quali San Candido, Monguelfo e Brunico, che è il paese che mi è piaciuto di più.
E voi direte: “ma è possibile che non ci sia nemmeno una foto??”. Naturalmente no. Ma ho lasciato cavo usb e programma della macchina fotografica a casa in Sardegna e non posso scaricare le foto sul pc. Le metterò prossimamente su flickr!
Dopo i primi tre giorni difficoltosi, la vacanza è proseguita meravigliosamente. Mi sono cimentata persino nelle discese con lo slittino, in cui in preda alla gioia gridavo “Peteeeer” alla mia amica Irene.

Avrò un bellissimo ricordo di questa esperienza, tanto che ho deciso che quando vincerò i 500.000 euro ad Affari tuoi ci porterò i miei genitori e i miei parenti più stretti. Mio fratello non lo so perché si caga di freddo più di me.
Ringraziamento speciale a Irene e alla sua famiglia gentilissima!!!
La notizia che ho letto ieri e che ho pubblicato nel post precedente, mi ha infastidito e non poco. Forse è stata una coincidenza o forse il sesto senso ma pochi giorni fa ho pubblicato un pezzo che parlava del nucleare sul sito del maialino.
Il sito è linkato, ma pubblico il pezzo anche qui.
Facciamo un giro per l’Europa, vi va? Dove andiamo? In Francia. Si dai, sarà che è un po’ che in tv mi capita di veder persone che hanno a che fare con
A Roma, in questi giorni, si è svolto un incontro tra il nostro presidente del consiglio e Sarkozy, il marito di Carlà. E hanno deciso di collaborare insieme. Francia e Italia. E per cosa? Per fare la baguette più lunga del mondo? Da Roma a Paris? No, magari. Oppure si, solo che ce la metteranno in un posto in cui non sarà affatto gradita.
Vogliono collaborare per l’energia nucleare. Eh si. Lasciamo spazio alle nuove tecnologie, mi viene da dire. Hanno infatti deciso di costruire in Italia una serie di centrali nucleari.
La mia risposta è NO. Un NO secco e grande quanto una casa.
In primo luogo, perché con tutte le energie alternative che si sono scoperte in questi tempi, questa iniziativa mi sembra una baggianata mostruosa. È come se adesso che ci sono le automobili, ricominciassero a costruire carrozze e addestrare cavalli per il trasporto comune. Perché invece non investiamo nelle energie alternative? Mai sentito parlare dell’eolica ad esempio?
In secondo luogo, perché è risaputo che i rischi sono alti. Le fuoriuscite di radiazioni potrebbero essere molto più dannose adesso rispetto al passato.
In terzo luogo è proprio il luogo. Cioè. Se queste centrali non ci sono, significa che avranno intenzione di costruirle. E dove? Secondo voi qual è il posto prediletto? Sarà una zona ad alto o a bassa densità di popolazione? La seconda, non credete? Ho un deja vu.
2003. “Per lo smaltimento delle scorie radioattive prodotte dalle centrali dismesse il governo nazionale indica
Ci abito io.
Tralasciamo pure il fatto che mi viene in mente una canzone degli Articolo 31 che dice “Qui sono rimasti a farci da padroni i soliti ladroni che però hanno cambiato i nomi”, con la differenza che dal
Tralasciamo pure il fatto che sono ancora disgustata da quella orribile proposta, sono convintissima che il sito più idoneo alla costruzione delle centrali nucleari sarà
E no eh. Vaffanculo, no eh. Levatelo dalla testa.
Che già sono incazzata nera per il risultato delle elezioni regionali e non so che diavolo abbiano in mente i miei conterranei che hanno votato.
Che già sono incazzata nera perché adesso, col piffero che qualcuno si preoccuperà dei giovani sardi e del loro futuro.
Che già sono incazzata nera perché questo dire-non dire a riguardo mi urta i nervi. Vuoi costruirmi una centrale in casa? Abbi almeno il coraggio di dirmelo in faccia, vieni a casa e dimmelo, che almeno ho la possibilità di spaccarti la faccia.
Cosa mi devo aspettare? Mi aspetterei che il presidente della mia regione si opponga.
Ma non è possibile perché a quanto ne so, il nuovo presidente della regione Sardegna, è totalmente sprovvisto di parola. Alle campagne elettorali si è fatto scortare dal suo boss, ai confronti politici non si è mai presentato e a parte ridere e sghignazzare, nessuno l’ha mai visto fare altro.
Almeno il suo boss qualche promessa ce l’ha fatta. Centomila posti di lavoro. Beh grazie, ringraziamo tutti, anche quei 25000 lavoratori in esubero, dato che i disoccupati nell’isola sono 75000. Ma sono dettagli.
O ci vogliono centomila persone che lavorino nelle nuove centrali che hai in mente per noi? Cavoli, allora volete costruirne una moltitudine tutte in Sardegna? Oh beh, che bel futuro. Siccome il veleno che ci iniettano le basi NATO sono insufficienti a sterminarci tutti, meglio andare sul sicuro, vuoi mettere che quando in Sardegna non ci sarà più nessuno, potrà diventare la colonia personale del primo che se la comprerà con un colpo di fax? Tanto per citare Gianni Morandi.
Adesso ascoltami premier. E anche tu Sarkò. Io non sarò nessuno, ma quella terra e più mia che vostra. Io ci sono nata, io ci sono cresciuta e anche se sono momentaneamente emigrata, ci torno quasi tutti i mesi perché la mia casa è lì e soprattutto sogno di tornarci e viverci per sempre. Voi non avete il diritto di fare progetti su ciò che non è vostro, soprattutto quando c’è un popolo a non darvi il permesso. Ricordate? Allora vi rinfresco la memoria. 8-9 novembre 1987. Il popolo italiano vota per un referendum. Ci sono tre quesiti che riguardano il nucleare. Chi vota SI vuole l’abrogazione.
Il primo. Abolizione della procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari.
Vince il Si, per l’80,6% dei voti.
Il secondo. Abolizione dei contributi a regioni e comuni sedi di impianti elettronucleari.
Vince il Si, per il 79.7% dei voti.
Il terzo. Abolizione della partecipazione dell’Enel alla realizzazione di impianti elettronucleari all’estero.
Vince il Si, per il 71,9% dei voti.
E voi avete il coraggio di venire dopo 22 anni a rendere quel referendum carta straccia e farmi le centrali in casa? No, toglietevelo dalla testa.
Scriverò a Carlà di spaccarti il culo, Sarkò.
All’italiano invece, ci penso io. Stai bene attento. Anche se tanti sardi si sono fatti abbindolare dalle tue promesse fasulle, ci sono tanti altri isolani che non hanno paura a tirare fuori le palle per difendere ciò che è loro. E io, io che non sono tanto coraggiosa, sto imparando da loro a non farmi calpestare da niente. Non mi fai paura. Non mi fate paura, potenti del mondo.
Dovete chiedermi il permesso anche per prendere un granello si sabbia. E per voi, solo per voi, avrò sempre un NO dal profondo del mio cuore.
Dopo alcuni giorni, nella mia casella di posta, ricevo una mail che diceva così:
la sardegna e bella anzi bellissima ,io non ci sono sato per ferie ma solo per lavoro ,peccato che a rovinare la sardegna ci siano delle persone come te, voi siete solo capaci di lamentarvi ma non riuscite a risolvere un problema (e voi ne avete)e da quello che ho capito sei anche comunista , io ci sono stato nei paesi totalitari e ho visto come vivevano la le persone, vorrei vedere se tu fossi in un paese comunista se potevi scrivere quello che scrivi, dopo neanche mezz,ora eri a scavare gallerie in siberia , guardati allo specchio e sp...... adosso non so che cavolo studi all, universita, ma ti do un consiglio lascia perdere una come te farebbe dei danni incalcolabili non saluto perche vado a vomitare
Potevo non rispondere?? Ma figuriamoci.
Ecco la mia risposta.
Buongiorno.
Innanzitutto grazie per avermi scritto, apprezzo sempre accogliere idee differenti dalle mie, specie se impostate secondo una logica, secondo una serie di punti che contrastano la mia opinione, secondo una serie di visioni alternative e soprattutto secondo una forma di educazione che tante persone d’oggi sognano di avere. Grazie davvero.
Ti sei risposto da solo, sei stato in Sardegna solo per lavoro, mai per ferie e quindi permetti che di quello che succeda nel posto in cui abito da sempre, lo sappia meglio io di te.
Le persone come me sono buone a lamentarsi quando subiscono un torto, ad esempio quando un aspirante colonizzatore intende impossessarsi di un isola senza preoccuparsi minimamente dei suoi abitanti. Le soluzioni ai tanti problemi della Sardegna ci sono, eccome, basta vedere i ragazzi che in questi anni sono potuti rientrare per lavorare, basta vedere il turismo che indisturbato procede quasi in tutti i mesi dell’anno, ma non è solo questo.
Non mi lamento mica quando lo sviluppo della mia isola è possibile senza che ne venga in alcun modo intaccata la bellezza, non mi lamento quando
E in ogni caso, turismo non è sinonimo di cemento sulla costa.
Grazie per l’importanza che mi hai dato, ma non ti preoccupare, posso terminare con calma i miei studi, non sarò di certi io a fare danni incalcolabili, dopotutto non sono stata io ad essere stata eletta a capo di questa nazione.
Ultima cosa, visto che qui siamo in democrazia, io posso scrivere tranquillamente tutto quello che ho scritto, tra l’altro non ho detto nulla di grave e neanche di falso. Non finirò quindi a scavare tunnel, al massimo a pulire una centrale nucleare a due passi da casa.
Spero di aver chiarito tutte le questioni che ti hanno portato a scrivere quello sfogo, anche se sinceramente comincio ad avere dei dubbi che quella mail non sia stata scritta per ciò che ho scritto sulla Sardegna, quanto per aver nominato il nome di Silvio invano.
Grazie ancora per la mail,
cordiali saluti,
Sara.
In realtà penso che alla persona che ha scritto la mail non solo non importi un accidente della Sardegna, ma non importi niente neanche del nucleare, tanto mica le costruiranno a casa sua le centrali. Guai a toccargli Silvio. Ho riso come una matta leggendo la mail, anche perché quel “comunista” buttato là in mezzo mi ricordava tanto Beppe Braida quando faceva l’imitazione di Emilio Fede.
Ma veniamo a noi. Cappellacci ha dichiarato che non permetterà mai il nucleare in Sardegna e io me lo auguro di tutto cuore. Ma devi farlo, tira fuori i coglioni e dato che hai puntato tanto sul fatto di essere un sardo, fai vedere che ti importa almeno un pochino del luogo in cui vivi.
E ai sardi… ai sardi, a tutti quelli che passano di qui anche solo per caso chiedo: cosa avete intenzione di fare? Cosa abbiamo intenzione di fare?
Abbiamo dalla nostra parte un referendum datato 1987, ma il grande dittatore, appunto da grande dittatore, se ne frega di quello che il popolo vuole. Avevamo un governatore sardo vero, lui si, che amava
Io vi chiedo: siete ancora convinti del vostro voto????
La Sardegna “è l’area italiana migliore per la costruzione di centrali nucleari, perchè è la più stabile dal punto di vista sismico”, ha dichiarato il professore Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) nel corso di un’audizione presso la commissione Territorio e ambiente del Senato.
“La regione Sardegna è una zona con una storia geologica completamente diversa dal resto dell’Italia. Si potrebbero fare tutte e quattro le centrali nucleari che il governo intende costruire lì, anche se poi bisognerebbe risolvere il problema del trasferimento dell’energia - ha spiegato Boschi - Bisogna evitare che il problema venga affrontato con le informazioni sbagliate. Ho visto sui giornali che un sito proposto era quello di Augusta: non potrebbe esserci un’area più sbagliata, perché si trova su una faglia sismica”.
http://www.quinews.it/2009/03/04/nucleare-lingv-sardegna-e-zona-piu-adatta-per-le-centrali/
Ragazzi... dobbiamo fare qualcosa che serva.
P.S. E adesso li voglio vedere in faccia quelli che hanno votato il boss. Li voglio proprio vedere!
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