Che cos'è l'amor...chiedilo al vento
Questo è il mio regno e per una volta la protagonista sono solo io.
AleEatWorld
Cittadini del cielo
Daveblog
F.dB
Falledinpieces
Fede
Fiori di alluminio
Francix
Il blog di Beppe Grillo
Il fotoblog di Pika
Il ritorno della buoncostume
Io non tremo!!!
Iron Lord
James Douglas
L'onda del gufo
La vendetta non è mai una linea dritta
Le mie foto!!!
Lisa
M'illumino d'immenso
Maialino
Marco -Rufus Party-
Mia cuggginetta
Milano blog
Nenissima
Nessuno è innocente
Pagine Rossi
Parole sul vetro
Pazzerella
Pensieri di una vita
Placebo
Placebo Italia
Selvaggia Lucarelli
Skappuccetto
Tra sogno e realtà
Umberto Palazzo
Vera
visitato *loading* volte
Il ritorno delle cazzate con
Questa è in realtà una lettera aperta a Paolo Bonolis e Luca Laurenti.
Il 17 febbraio comincerà il festival di Sanremo numero 59. Previsti tantissimi co-conduttori, una su tutti Maria de Filippi, paladina di Mediaset prestata ala Rai per l’occasione. Benissimo.
Effettivamente Paolo Bonolis ha sempre detto che avrebbe voluto al suo fianco delle persone capaci, talentuose e affermate nel proprio campo. Così i nomi, sicuri e non, si sono susseguiti… Carla Bruni… Monica Bellucci…
Ma più leggevo notizie sul festival e più mi sorgeva un quesito… la moda è rappresentata. Il cinema è rappresentato. La musica c’è. La televisione è rappresentata. Uhm…
E il web???
Il web è ormai un altro mondo importantissimo che non va ignorato!! È la voce dei cittadini, è la vera voce dell’Italia!! È la gente normale che ha a disposizione lo schermo di tante altre persone che quotidianamente si connettono a internet!!! È un mondo nel mondo, con i suoi pregi e i suoi difetti… non potrebbe essere altrimenti, dato che è creato dall’uomo.
Fin qui siamo tutti d’accordo?? Penso di si. E voi vi domanderete: “ma allora le cazzate che c’entrano??”.
Vi rispondo subito. Io mi candido al ruolo di rappresentante del web sul palco dell’Ariston in occasione del festival di Sanremo!!!! E lo farò mandando questo post a Radio due, dove Paolo Bonolis conduce quotidianamente il programma “America me senti?”!!!
Io, quando faccio le cazzate, le faccio per bene, che credete!!!! Poi mi vengono a dire che non sono ambiziosa…
Io, Saretta83, nata a Muravera il 21/12/83, residente a Villaputzu e momentaneamente emigrata a Pisa per motivi universitari, lancio ufficialmente la mia proposta ai signori Paolo Bonolis e Luca Laurenti per candidarmi al ruolo di Co.Co.Co.Co e non ho sbagliato aggiungendo un “Co” poiché quella sigla, simpaticamente, qui significa Conduttrice a Contratto di Collaborazione Coordinata e Continuativa!!! Realmente invece il mio ruolo sarebbe siglato con un contratto C.C.C.C. che significa Conduttrice incapace Collocata in televisione alla Cazzo di Cane.
Pensateci bene. Sarebbe una rivoluzione e non perché un’incapace è chiamata a lavorare in tv, questo succede più o meno tutti i santi giorni, ma perché una qualunque sarebbe chiamata in tv a rappresentare niente di differente da quello che è: una persona normale.
Studentessa (pessima, diciamolo) spiantata.
Emigrata nostalgica.
Cassiera saltuaria.
Mai apparsa in tv.
Mai fatto provini per il Grande Fratello ma solo uno per Affari tuoi perché si sa, 500.000 euro fanno gola! E comunque, mai stata richiamata!!
La normalità fatta a persona. La ragazza della porta accanto alla casa del macellaio e della farmacista sua moglie. Iscritta a myspace seguendo le norme di un rigido regolamento da me redatto. Non iscritta a Facebook, la moda del momento, perché le mode del momento mi hanno sempre turbato parecchio!
Amante della musica e questo festival palesemente tifosa degli Afterhours!
Vedete, se questa situazione si traducesse in un colloquio, alla domanda “Perché dovremmo scegliere te?” io risponderei “Perché dovreste scegliere me!”. Non c’è un motivo particolare e come ho detto non sono niente di straordinario. O meglio, sono io il motivo particolare, proprio perchè non sono niente di straordinario. Ma è una seccatura accendere tutte le volte la tv e sentire che “lei è la moglie di Briatore e lavora in tv” o che “lei è la ex fidanzata dell’ex marito della Ferilli e lavora in tv” o ancora che lei “è la quinta classificata a Veline e le facciamo fare un calendario per lanciarla nel mondo della tv!”.
O che “lei tempo fa è arrivata seconda a Miss Italia, poi ha fatto l’isola dei famosi, poi un calendario, poi si è fidanzata con un calciatore” e si è candidata alla conduzione del festival dopo aver sentito che Bonolis cercava una donna famosa e molto affermata nel suo campo!!! Affermata a che, ad accavallare le gambe in diretta tv??? Ah beh… difficile… che talento…
Non se ne può più.
Tanto vale che chiamino me che sono un’incapace molto meno dispendiosa e molto più semplice da gestire.
E se qualcuno dovesse chiedermi: "quanti soldi vorresti per un lavoro simile?"
Sparerei alto, se meritassi dei soldi. Ma non li merito.
Mi bastano duemila euro. Scrivevo per un sito e prendevo cinquanta euro al mese. Ora non li prendo più. Mi sono pagata la patente, presa a 23 anni, relativamente tardi rispetto alla media. Non ho ancora comprato un pc portatile. Provvederò a breve, ma rimarrò a zero. Cinquanta euro non sono niente, ma per me erano tanti, soprattutto perché erano la ricompensa all’unica cosa che so fare bene: scrivere.
In tv c’è posto per
E per concludere col tono cazzaro con cui ho lanciato la mia candidatura direi: “BONOLIS ME SENTI????”…
…ma siccome io non sono romana e il dialetto sardo lo parla bene anche lui gli chiedo direttamente:
“BONOLIS, CUMPRENDIU M’ASI?”
Il punto è che non sono serena. Il punto è che ci sono delle cose che non mi vanno bene. Il punto è che l’università mi spaventa ma sono momentaneamente dotata di un menefreghismo che mi impedisce di preoccuparmi seriamente. Il punto è che avrei più voglia di andare a lavoro nel mio negozio piuttosto che mettermi sui libri. Il punto è che la visione di una valigia mi urta i nervi. Il punto è che sono felice di vedere i miei cuginetti e tutti i parenti che ho qui ma preferirei di gran lunga essere qui solo per loro. Il punto è che mi ritengo una pessima studentessa*, ma non penso sia grave. E quindi non cambio. Il punto è che la pioggia mi dà una sensazione di compagnia e il sole di solitudine. Il punto è che potrei stare giorni senza proliferare parola.
Il punto è che non mi abituerò mai ad allontanarmi da casa per mesi.
Il punto è che non fa per me.
Il punto è che me ne andrei a letto adesso stesso.
*La domanda “ma allora che ci fai all’università?”è lecita, ma è una storia troppo lunga che eviterei di raccontare.
Potete anche non commentare se volete, avevo solo bisogno di scrivere.
A presto, con qualche cazzata, spero.
Pubblicità progresso.
Tratto da www.maialino.it
La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno.
No, adesso spiegatemi questa della pubblicità sull’ateismo. Non credo di averne capito il senso. Allora. Anche in Italia parte la campagna pubblicitaria sugli autobus con scritto "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno".
Bene. Commenti??? Premesso che ognuno è libero di pensare quello che vuole e ci mancherebbe altro, ma a me questo spot sembra velatamente una di quelle frasi che qualcuno dice sempre “per il tuo bene”. Ma scusa, secondo te non lo so da sola in cosa consiste il mio bene??
Non critico la scelta pubblicitaria, anzi, sicuramente è anche molto ingegnosa, però non ne capisco proprio l’utilità. No perché io, da credente, non è che cambio idea se vedo un pullman che mi passa davanti con quella scritta. Continuo a pensare che ci sia e che io abbia bisogno di lui, non basterà di certo lo spot a farmi cambiare idea.
Ho sentito che anche
In primo luogo perché più che una diffusione di un pensiero mi sembra un’imposizione.
Non esiste? Ah si? E a te chi l’ha detto? Vedi caro, anche se per te non è esistito niente, io sono come San Tommaso, non ci credo finché non lo vedo, quindi avanti, fammi vedere realmente che non esiste. Ma non mi bastano le spiegazioni del calibro “Perché, è un mondo sensato?? Ti pare che la pace sia il valore dominante?” perché io ti rispondo che Dio non ha imposto nulla ma ha fatto scegliere tra il bene e il male.
Ok? Persino Dio non mi ha dato l’imposizione che mi stai dando tu adesso.
E la risposta della Chiesa? Beh, spero che non ci sia neanche. Per lo stesso motivo. Sarebbe un’altra imposizione e diventerebbe un botta e risposta dove nessuno dei due vuole vedere al di là delle proprie idee. La mancanza di apertura mentale che viene rimproverata alla Chiesa, e che anche io rimprovero, è la stessa che alle volte sento nei ragionamenti di certi atei, in cui un credente è additato con i peggiori luoghi comuni che si possano trovare.
Esempio: “Sei cattolica credente?”. Si. “Allora sei contraria all’omosessualità perchè la tua religione te lo impone.” Ma veramente io sono favorevolissima e nessuno mi ha mai imposto niente. “E allora non sei una vera credente.” E invece si che lo sono. Guarda un po’ gli scherzi della vita. Sono entrambe le cose. “E allora sei contraria alle coppie di fatto!”. No… ti è andata male. Sono favorevole anche a questo. “E allora non sei una vera credente!!” Un’altra volta? Gesù, aiutami tu a sopportare questo supplizio. “Ma non lo sai che anche i mafiosi si proclamano cattolici?”. E perché, vuoi farmi credere che nel mondo ateo non ci sia neanche un coglione? Non c’è nemmeno qualcuno che sia vagamente idiota? No, non ci credo…
Ecco cosa penso io. Affinché non si danneggi il bene comune, ognuno può fare quello che gli pare. Gli atei sono liberi di diffondere il loro pensiero, i cattolici di rispondere come meglio credono.
Solo che è più forte di me, io non sopporto le imposizioni e quella frase che mi sa tanto di imposizione mi urta i nervi!!! E non perché io mi senta offesa, proprio mi suona come un obbligo!! Obbligare me? Io, che quando facevo le lezioni di scuola guida con mio padre, se mi diceva di girare a destra con un tono seccato, giravo appositamente a sinistra????
Io, che spesso in passato mi sono rimproverata di essermi lasciata convincere da qualcuno a fare qualcosa e non mi sono ancora perdonata??
Uhm… sto divagando. Torniamo allo spot. Appurato che se un cattolico vede quella scritta non cambia idea e appurato che se un ateo vede la scritta “Dio c’è”, non cambia idea lo stesso…
Era utile tutto ciò???? E lasciatemi spazio a un materialismo becero e squallido. Ma non c’era un modo migliore per investire tutti quei soldi??
Che ne so… tu, ateo, costruisci i pozzi in Africa e in prossimità di ognuno mettici la scritta che vuoi mettere sugli autobus.
E tu, cattolico, fai la stessa cosa e scrivici il tuo motto in un altro cartello.
A me sembra un idea migliore. Almeno giova a qualcuno.
Io non mi sento offesa da quella scritta. Non mi fa né caldo né freddo. Ma perché se io credente, non mi sento offesa dalla scritta “Dio non c’è”, loro, atei, si sentono offesi dalla scritta “Dio c’è”?
Che poi, andando a vedere sul sito che promuove questa iniziativa, capisco anche meno. Perché l’ateismo è qui presentato esattamente come una qualunque altra religione!!! Il cristianesimo comincia con il battessimo, l’ateismo con Sbattezzo… se vuoi essere ateo non ti basta non credere, ma è meglio iscriversi all’associazione degli atei…
Boh, io tra religione cattolica e religione atea comincio a vederci sempre meno differenze.
I cattolici hanno il Papa, gli atei il presidente onorario.
I cattolici hanno le chiese, gli atei i circoli territoriali.
Hanno anche la rivista, “L’ateo”, che a me ricorda tanto quel “Svegliatevi” che i testimoni di Geova ti danno per strada.
Non ho capito il perché di questa iniziativa. Forse gli atei sono stanchi di vedere ogni giorno il Papa al tg? Beh, quello anche io. E adesso, se c’è qualche ateo non mi venga a dire “Ma guarda che se dici così sprofondi all’inferno” perché gli spacco la faccia fino a deturparla, almeno all’inferno ci vado per un motivo valido.
Forse a darmi un pensiero finale è di nuovo un vergognoso materialismo, ma a me tutto ciò ricorda solo una strana voglia di… di… di… celebrità!!!!!
Domenica è succesa una cosa incredibile. Non sono uscita da nessuna parte, non ho incontrato nessuno, alle 20 ero già in pigiama davanti al camino con la tv accesa. Ecco. Quel "con la tv accesa" porta poi a qualcosa di straordinario. Ero ovviamente sintonizzata su raitre. Fabio Fazio dedica la puntata speciale di Che tempo che fa a Fabrizio. E dall'inizio alla fine, dalle 20.10 alle 23.30 circa, la Rai ha fatto servizio pubblico, come è stato osservato in un commento su youtube.
Che ormai Fabio Fazio sia rimasto tra i pochi a fare programmi belli e intelligenti è cosa risaputa.
Ma una prima serata come quella andata in onda domenica, è stata a dir poco incredibile.
Spero che l'abbiate vista, non ce ne saranno molte altre di così intense, nella tv di oggi poi.
Sembra strano, ma non mi sono mai sentita così felice di aver seguito un programma televisivo. Dovrebbe essere così tutti i giorni.
Capolavoro
Oggi cade il decimo anniversario della morte di Fabrizio de Andrè. Ed è una data che non può e non deve essere dimenticata, una data che dovrebbe finire in tutti i testi scolastici, una data triste in cui avviene la morte di un poeta, ma non solo. Di un cantante, ma non solo. Io direi di un uomo che aveva capito tutto.
Un uomo nella concezione più poetica del termine. Un uomo che ti racconta la vita così com’è, senza fronzoli, senza eccessi. Solo la pura verità ed è una verità così vera che non può che essere bellissima. Un musicista, ma più di questo. L’umanità fatta a persona.
Ho sempre trovato incompleta qualunque spiegazione su Fabrizio. Ognuno cerca di farne quello che vuole. Per gli anarchici, era un anarchico. Per i musicisti, un musicista, per i poeti un poeta…
E per me? Cos’è lui, per me?
Per me era solo Fabrizio. Era quell’uomo che quando io avevo 5 anni, cantava dal mio stereo Bocca di rosa nella mia cucina mentre mia mamma faceva le pulizie di casa e mi preparava la colazione.
Fabrizio per me è quell’uomo che amava la mia terra come se fosse la sua ed è uno dei rari casi in cui penso che un non nativo si meriti di essere chiamato sardo, si meriti il titolo di mio conterraneo. O forse sono più io a dovermi sudare il titolo di sua conterranea.
Fabrizio è quell’uomo che non ha mai smesso di amare
Fabrizio è per me un mito irraggiungibile ma allo stesso tempo un uomo come tanti, di quelli che se incontri per strada e dici “Buongiorno” loro ti rispondono, magari sorridendo anche. Io lo immagino così.
Fabrizio è per me una guida, che quando hai bisogno di una dritta, ascolti una sua canzone e ti sembra già di vederci più chiaro.
Fabrizio è il padre di Cristiano. E Cristiano secondo me ha tanto talento quanto ne aveva suo padre, anche se non si possono, anzi, non si devono confrontare, perché sono due strade musicali completamente diverse, ecco l’errore che fanno in tanti. E che sofferenza rimanere anni senza che Cristiano faccia un nuovo lavoro, sapendo a priori che sarà qualcosa di bellissimo.
Fabrizio è per me quell’uomo che dove ti giri, adesso la trovi una “Scuola Statale Fabrizio de Andrè”.
Per me è un uomo. Nient’altro che un uomo. Con i suoi pregi e con i suoi difetti. E con una capacità di cognizione del mondo che mai avrei potuto immaginare che un solo uomo potesse avere. Ed è disarmante quando cerchi di trovare un termine per descrivere un uomo e ti accorgi che ogni parola, anche la più bella non può bastare, perché è troppo riduttiva per lui.
È un uomo che dieci anni fa se n’è andato. La sua compagna Dori dice che è un uomo con cui passerebbe molto volentieri altri 25 anni.
Io ucciderei per scambiarci uno sguardo e un sorriso.
È un musicista, ma è più di questo. È uno scrittore di canzoni, ma è più di questo. È un poeta, ma è più di questo. E dire che anche lui, era solo un uomo. Ma incredibilmente, era anche più di questo. Geniale.
Secondo me, oggi come non mai si sente la sua mancanza. Cadiamo ogni giorno in un turbine di volgarità gratuita, in una concezione sbagliata del mondo e della vita, dove pensiamo che la violenza abbia una nazionalità e dove a una parola d’amore viene sostituito un messaggino telefonico.
Cosa avrebbe potuto darci oggi Fabrizio? Sicuramente una chiarezza che oggi non abbiamo più. E anche se è andato via, come tutti dobbiamo fare, difficilmente per lui ce ne faremo una ragione.
Fabrizio è Fabrizio. Qualcuno di irripetibile.
Certe persone, sono come certe rare emozioni. Nascono, vivono, muoiono e non si ripetono mai.
Per fortuna o purtroppo.
Ci manchi.
Mi manchi.
Non me ne capacito.

Il maestro Roberto Pregadio è stato sotituito da Vince Tempera. Mai scelta televisiva fu così insensata.
Ciao Befana. Ti scrivo solo per dirti che ti voglio tanto bene. Che tempo fa ho scritto una lettera per te, te la vorrei far leggere. Ecco, te la linko qui sotto, tanto lo so che la tecnologia è arrivata anche da te e che hai un adsl che è un razzo.
Questa è la mia letterina.
E siccome non posso lasciarti andare così, ti dedico una bella poesia.
Ciao Befana, ti voglio bene.

VOGLIO FARE UN REGALO ALLA BEFANA
Se c'è una cosa che mi ha sempre preoccupato, è l'ingiustizia. Quella purtroppo, c'è sempre e in ogni ambiente. Che sia scuola, lavoro, arte, televisione. C'è sempre quello bravo che non emerge e c'è sempre il raccomandato, che non è nemmeno bravo e che viene trattato come se lo fosse.
A scuola emerge il secchione e il secchione non è mai il migliore.
Nel lavoro emerge il leccapiedi.
Nella tv di oggi emerge chi va a letto coi potenti.
Certo, non bisogna generalizzare, ma anche nel campo della musica, quella targata festival di Sanremo, ci sono delle ingiustizie storiche, che alle volte hanno fatto la fortuna dei cantanti peggio classificati. Altre volte no.
Un Sanremo che mi è sempre rimasto impresso è quello del 2002, quello che ha dato vita a quella mostruosa creatura di Anna Tatangelo. Vinse il festival quell'anno e al secondo posto, ricordo che si classificò una ragazza di nome Valentina Giovagnini. Essendo due sconosciute, avevo un giudizio obiettivo sulle due cantanti che si è sviluppato col tempo.
Mentre la Tatangelo cominciava a raccogliere l'immeritato successo che ancora oggi, inspiegabilmente e immeritatamente, le appartiene, Valentina Giovagnini non appariva più in televisione e si sentiva sempre meno in radio. Eppure, se proprio una delle due avrebbe dovuto raccogliere fama e successi, proprio la Giovagnini sembrava avere le carte in regola. Più interessante (vabbè che contro la Tatangelo non ci vuole molto), più genuina e un modo di esibirsi particolare. In ogni gesto, in ogni sguardo sembrava dire "Sono io, è la mia musica...". Ma appunto, era quella "mia" che mi colpiva. Penso che ogni artista debba avere tanto coraggio per portare su un palco, e su quel palco in particolare, la propria personalità.
Le l'ha avuto. La Tatangelo no. Le canzonette sono più facili e le banalità orecchiabili, si sa, aprono le porte del passaggio radiofonico.
Un vero peccato e un'ennesima ingiustizia.
Sarebbe bellissimo recuperare la Giovagnini e spedire la Tatangelo nel dimenticatoio che merita.
Ma ormai è tardi.
Valentina Giovagnini
6 aprile 1980 - 2 gennaio 2009
... e un 2009 pieno di salute e serenità!!! Non mi dilungo a elencare tutto il bene che auguro perchè penso che in quei due concetti sia racchiusa la chiave della felicità!!!!!
Auguri!!!
P.S. Tra l'altro si dice che a Capodanno il rosso porti fortuna 
L'anno nuovo
oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004