Che cos'è l'amor...chiedilo al vento
Questo è il mio regno e per una volta la protagonista sono solo io.
AleEatWorld
Cittadini del cielo
Daveblog
F.dB
Falledinpieces
Fede
Fiori di alluminio
Francix
Il blog di Beppe Grillo
Il fotoblog di Pika
Il ritorno della buoncostume
Io non tremo!!!
Iron Lord
James Douglas
L'onda del gufo
La vendetta non è mai una linea dritta
Le mie foto!!!
Lisa
M'illumino d'immenso
Maialino
Marco -Rufus Party-
Mia cuggginetta
Milano blog
Nenissima
Nessuno è innocente
Pagine Rossi
Parole sul vetro
Pazzerella
Pensieri di una vita
Placebo
Placebo Italia
Selvaggia Lucarelli
Skappuccetto
Tra sogno e realtà
Umberto Palazzo
Vera
visitato *loading* volte
Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva, un corvo portava la sua anima nella terra dei morti; a volte però, accadevano cose talmente orribili, tristi e dolorose che l'anima non poteva riposare. Così a volte, ma solo a volte, il corvo riportava indietro l'anima perché rimettesse le cose a posto.

La festa di Halloween mi ha sempre attratto. Per i costumi e per la tradizione misteriosa che la accompagna. E questa festa oggi tipicamente americana ma con radici celtiche così profonde, continua a incuriosirmi, tanto che cerco anche io qualche piccolo gadget che la possa ricordare. La tanto chiacchierata festa commerciale!!! Ma non è solo questo. Le tradizioni sono molto profonde ed è pieno di personaggi e immagini misteriose… Jack’o’ Lantern ad esempio, o il gatto, animale prediletto per la reincarnazione degli spiriti maligni.
E poi beh, anche il film “Il corvo”, vero e proprio film cult, ha un ulteriore fascino perché ambientato proprio la notte di Halloween.
Ma qui siamo in Sardegna, dove a questa usanza straniera che oggi invade l’intera Italia, si contrappone la tradizione fortissima de “Is animeddas” (alla lettera sarebbero “le animelle”), dove la mattina del 31 ottobre, i bambini bussano di casa in casa a chiedere un dono per le anime e tutto ciò che viene loro regalato viene riposto nella federa di un cuscino, per l’occasione utilizzata come sacco. L’immancabile domanda è: “Mi das faisi is animeddas?” che significa pressappoco “Mi daresti qualcosa in memoria alle anime?” (alla lettera: mi fai le animelle?). Si regalano soprattutto dolci, caramelle, cioccolati ma anche frutta secca. Ogni tanto qualche soldino e io ricordo perfettamente che da bambina (io sono andata a is animeddas fino ai 13 anni) un macellaio mi ha anche regalato un pezzo di salsiccia!!!
E se questa usanza vige durante la giornata, la notte non è meno affascinante.
Ehi, anche se non siete sardi… lasciate le vostre tavole apparecchiate.
È Ognissanti e le anime delle persone defunte a voi molto care possono venire a trovarvi. Lasciate che dunque possano trovare qualcosa da mangiare. Qui non c’è bisogno di vestiti da strega, di pipistrelli, nemmeno di zucche.
Basta un dono per le anime.
E poi non pensate che abbia ragione, quando mi viene da ridere sentendo che tanti connazionali invidiano la festa di Halloween non sapendo ad esempio che qui in Sardegna esiste una tradizione così forte?
Che dire per concludere?
Dolcetto o scherzetto?
Io però preferisco: “Mi d’as faisi is animeddas??”
October fest/3.
(ovvero San Narciso)
E dunque, cosa dicevo della festa di Santa Maria? Che è sfortunata perché piove spesso, il maltempo, il freddo bla bla bla. E che quest’anno è stata lasciata in pace.
E infatti la pioggia è a San Narciso che ha rotto le scatole. San Narciso è la terza e ultima parte del mio October fest e si svolge a Villaputzu, al mio paese. Dura solitamente tre giorni, ma quest’anno ha fatto eccezione.
Le serate previste sono due.
Poi tre.
Poi di nuovo due.
E com’è possibile? Succede che il programma prevede il sabato con lo spettacolo di Cristian Cocco e i Tenorenis che tutti conosciamo poiché sono gli inviati sardi di Striscia la notizia Ajòòò!!! E la domenica invece, concerto del giovane Italo Aresti e della sua orchestra. Chi? Urgono informazioni. Cristian Cocco come abbiamo detto, lo conosciamo tutti. L’altro no. Basta fare qualche ricerca su internet che si approda a un sito progettato probabilmente da Fred Flinstones con l’aiuto del suo amico Barney . Il sito presenta uno sfondo giallo, una foto e la lista dei componenti. Fine. Provare per credere. Ma torniamo alla festa.
Ad avvisarmi è come al solito Ramona. Il venerdì pomeriggio. Mi fa “Esci oggi? C’è festa”. Le faccio “Ah si? Che festa?”. Mi fa: “Boh. Non so. Ma hanno dato il bando per avvisare”. Decidiamo così di fare un giretto pomeridiano per vedere la situazione. Abbiamo appuntamento alle 18 e io mi presento puntualmente tre quarti d’ora dopo. Ma l’ho avvisata, quindi nessuno si arrabbia. Ero impegnata, io e Sylvia dovevamo assolutamente scambiarci dei documenti importantissimi!! Esco, giriamo e guardo un po’. Non c’è uno straccio di bancarella che mi faccia pensare a una festa e non so neanche di cosa si tratta lo spettacolo.
“Sarà una commedia”
“Sarà un’orchestra di liscio”
“Saranno i gruppi della zona”
No, è la discoteca all’aperto. Con un dj di Radiolina, ma non so quale. Va a finire che la sera ho dato parola a mio cuginetto Nicola che sarei andata a trovarlo e quindi nulla da fare, diserto la discoteca. Tanto non mi piace granchè, anche se all’aperto la tollero di più. Principalmente perché se parlo con le mie amiche riesco a sentirle e non c’è bisogno di messaggiare per capirci anche se siamo sedute una di fronte all’altra. I motivi per cui la discoteca non mi piace sono due, oltre al fatto dell'impossibilità di comunicare appena descritta. In primo luogo perché a volte, la gente che frequenta le discoteche mi spaventa. Sono persone normalissime che appena sentono un “Unz unz unz” non rispondono più di sé stesse. In secondo luogo perché io e il ballo non andiamo molto d’accordo, non mi schiodo dalla sedia ma confesso che se sento in lontananza i Village People allora divento un’altra persona e se mi metto a ballare YMCA non ce n’è più per nessuno. E mi sento talmente brava da pensare seriamente di fare il provino per Amici e proporre quel pezzo come mio cavallo di battaglia. Altro che arabesque e plongeès!!
Tutto questo per dire che comunque in discoteca non ci vado.
Sabato.
Sabato è la serata più attesa. Si svolge il “Cristian Cocco Sciò”, lo spettacolo di Cristian Cocco accompagnato dai Tenorenis. Il pomeriggio ho appuntamento con Nicola, non dimentichiamoci che ho in borsa tre biglietti del Carosello!! Insomma… mi preparo per uscire… esco… vado a prenderlo… ma diluvia di brutto e non possiamo uscire. E lui che aspettava tanto… povero. Ma la pioggia non accenna a smettere. E piove. E piove. E piove. E si fanno le 18. E si fanno le 19. E si fanno le 20. E si fanno le 21. E si fanno le 22. E si fanno le 23 e ‘sta caz*o di pioggia cade ancora e lo spettacolo di Cristian salta. Fanculo. E io ci tenevo. Siccome la pioggia mi ha tolto di sentimento, ho disertato persino le soluzioni alternative di uscita e me ne sono rimasta a casuccia tranquilla tranquilla.
Domenica.
La domenica è importante perché come per Santa Vittoria, la mattina si svolge una processione che porta il Santo per le vie del paese. Il caldo c’è, il sole pure, si spera che regga tutto il giorno. Mentre ci prepariamo all’idea di vedere chi diamine sia questo Italo Aresti scopriamo la novità: lo spettacolo di oggi è quello di Cristian Cocco!!! Viene recuperato immediatamente! Yuppi! Io e Grazia lo incontriamo nel pomeriggio che passeggia per i cavoli suoi, mentre Ramona se lo perde. E qui parte un utilissimo scambio di messaggi tra me e lei.
Io: “C’è Cristian”
Lei: “Dove?”
Io: “In piazza!!”
Lei: “Aspettami che sto arrivando.”
Io: “Ok. Siamo alle panchine”
Lei: “Non posso venire, la cena è pronta”
Io: “Ok… lo vedi dopo”
Lei: “Lui com’è?”
Io: “Grasso. Ma di viso carino.”
Lei: “Ma non dire fesserie”
Io: “……………..e che cosa c’è di strano nell’essere un po’ ciccioni e carini di viso???”
La discussione finisce qui. Utile e costruttiva che quando ho riposto il telefonino in borsa mi sono sentita come quando ho letto tutte le poesie di Boris Vian, consapevole di aver fatto qualcosa di buono per me stessa.
Usciamo e vediamoci questo spettacolo. Per dirla chiaramente. Le prime battute non mi piacciono. Le trovo un po’ volgari… forse in questo sono un po’ suora ma che ci posso fare? Poi cambia. Fa il carabiniere e lì mi diverte, racconta delle barzellette carine, lui è simpatico, i Tenorenis pure… si, la serata mi piace. Togliendo le battutine spinte, mi sarebbe piaciuta pure di più. Ma poi finisce con tutti loro che cantano “Pitzinnos in sa gherra” e passa tutto in secondo piano.
Beh, se avete letto gli altri resoconti, non vi stupirete nel sapere che……………….. si, pure Cristian Cocco e i Tenorenis sono passati sotto le sgrinfie della mia macchina fotografica. E siccome un po’ esibizionista lo sono, nelle foto devo esserci pure io. Eccole:




Alla fine scopriamo che la festa finisce qui. Che se Cristian Cocco ha recuperato la sua serata, Italo Aresti non può fare la stessa cosa. Paga il pegno di non essere famoso. Spero solo che, economicamente parlando, non facesse affidamento proprio su quella serata e su quell’esibizione mai avvenuta per poter pagare la rata della macchina.
La festa è finita.
In concomitanza col ritorno dell’ora solare.
Dove alle cinque del pomeriggio è buio pesto e ti passa la voglia di mettere il muso fuori di casa.
Il palco è stato smontato. Gli addobbi in paese sono già stati ritirati.
Si ritorna alla routine.
October fest/2
(ovvero Santa Maria).
Santa Maria è la festa che si festeggia a San Vito, un paese vicino al mio. È una festa che mi fa tenerezza perché non è mai aiutata dal tempo. Solitamente diluvia sempre per questo evento. Tempo guastafeste, nel vero senso della parola. Quest’anno però è stata un po’ più fortunata e le serate sono andate bene. In realtà ho assistito solo a una di queste serate, la principale, quella di domenica. Come per Santa Vittoria, anche qui la serata principale è caratterizzata dalla presenza di qualche artista noto. Se gli anni passati, Villaputzu ha forse vinto la gara del livello di fama degli artisti, questa volta è successo l’esatto contrario. Anzi no, siamo sinceri, l’anno scorso San Vito ha ospitato lo spettacolo di Sergio Sgrilli ed è stato bellissimo, quindi non ha nulla da invidiare. Per chi volesse rinfrescarsi la memoria, qui la descrizione della festa dello scorso anno e la mia foto con Sergio! Comunque. Torniamo al 2008.
L’artista che la festa ci propone è Pacifico Settembre, in arte Pago. Io una domanda per questo artista ce l’avrei… ma perché mettersi un nome d’arte quando già il tuo nome di battesimo è così particolare? Dai, uno che si chiama Pacifico Settembre non te lo scordi mica così facilmente! Di Pago conosco bene solo la canzone che l’ha reso famoso, "Parlo di te".
In tv, a parte varie ospitate in programmi musicali, l’avevo visto a Music Farm, il reality dei cantanti che poi ha anche vinto. Le impressioni a pelle sono buone, lui mi sta simpatico e poi è sardo!!! Come non lasciare un occhio di riguardo per un sardo che è noto a livello nazionale? Organizziamoci per la serata. Visto che mio fratello è troppo "sciapido" per essere coinvolto, la twingo non la prendiamo neanche in considerazione. Siccome una macchina mia non ce l’ho, chiedo direttamente ai genitori. Acconsentono. E con me vengono anche le mie amiche Sylvia e Roberta. Arriviamo in piazza alle 22.20 che la serata è appena cominciata. Arriviamo, ci avviciniamo al palco e vediamo. Quelle chitarrone elettriche che sentivamo da lontano e pensavamo fossero di un gruppo spalla, sono in realtà della band che accompagna Pago.
E già sono stupita… non me l’aspettavo.
Più ci avviciniamo al palco, più vediamo bene anche lui. È pure carino!!! E sono stupita di nuovo. Molto più carino della tv e delle foto.
Poco dopo ci raggiungono anche Giovanni e Ramona, che avete conosciuto nell’altro post della festa. Siccome anche Ramona non disdegna di partecipare quando si tratta di fare casino, si uniscono a noi e facciamo scemenze su scemenze. Gridiamo come matte, ci facciamo foto tra di noi ma soprattutto ci accorgiamo che “Oh, Pago è bravo per davvero!”. Fa le canzoni dei suoi album, intrattiene il pubblico, diverte con la naturalezza di uno di casa. O per la precisione, con la naturalezza di un sardo che torna nell’isola dopo alcuni mesi! Parla dei suoi album e dice “e so che a San Vito hanno venduto moltissimo… ajò, ce l’avete? Ma scaricato?”. Parla col pubblico, per la gioia di una distinta signora che dalla prima fila le risponde, dialoga, applaude e se lo mangia con gli occhi! Non me lo sarei mai aspettato da lei!!
Il comitato di San Vito, ha come prima preoccupazione la comodità del pubblico. Non mancano mai le sedie, in qualunque spettacolo si svolga sul palco. Anni fa si è esibita Neja, una cantante dance, e pure per lei c’erano le sedie sotto al palco! E diciamolo: le sedie sono un forte distacco e nuocciono al rapporto che dovrebbe esserci tra artista e pubblico. Così Pago dice che di solito fa venire il pubblico in avanti e gli piacerebbe che anche stasera fosse così. Parla ancora un po' e poi ci invita “Dai, avvicinatevi”. Noi, che siamo sceme fino in fondo, non ci facciamo pregare, spinte anche da Giovanni che alla notizia di avvicinarsi al palco reagisce nello stesso modo in cui una quattordicenne presa dal pubblico di “Carràmba che sorpresa” reagirebbe alla notizia che di lì a poco potrà abbracciare Marco Carta. Gridolini, spinte per arrivare davanti, ma soprattutto un sacco di risate. Poi si allontana, dileguandosi persino dalla moglie e lasciandoci in quattro a fare le cretine. Mica scemo.
La prima fila la conquistiamo sul serio, con in sottofondo il commento di Sylvia “Ma per favore, in prima fila al concerto di Pago!!!!”.
Ma a farla da padrona è il divertimento, credo di aver riso ininterrottamente per tutto il tempo restante dello spettacolo!! Pago continua a suonare e scopro che invece, di canzoni sue ne conosco anche altre. E confesso che alcune mi sono pure piaciute!!
Ho anche fatto delle fotografie. Per la precisione sessanta!!!!! Neanche per Ligabue ne ho scattate così tante! Ma qui era una postazione ideale e lui veniva molto bene, perciò ero propensa a continuare.
E poi sono un’aspirante fotografa dei divi, da qualcuno dovrò pur partire!!! Ecco qualche foto:



Verso la fine fa anche qualche cover. "Rewind" di Vasco Rossi ma soprattutto "Urlando contro il cielo" del mio amato Liga!!! Qui mollo la macchina fotografica e con Sylvia ci caliamo nella parte di fan entusiaste!! Io non ci metto molto, mi sto divertendo come una matta!!!


La serata giunge al termine. E noi possiamo per caso lasciarlo scappare senza neanche salutarlo? Ma assolutamente no!!! Guidate da Ramona che è un’esperta di rompimento di balle ai vip e da me che sono una sua impeccabile allieva, ci lanciamo dietro il palco. Ci sono le transenne per non farci arrivare direttamente a lui.
Esaggerausu, là ca già non di azziu a pizzusu!!!
Traduzione: esagerati, non ho intenzione di saltargli addosso.
In realtà arrivo lì pensando di alzare di brutto l’età media delle carampane che vogliono foto e autografo. Invece la abbasso. Ma anche di molto. Le prime tre fan accanite sono tre signore che abitano nel mio paese. Poi ci sono le mamme che trascinano i figli piccoli cui non importa un fico secco della foto e dell’autografo. Poi ci siamo noi e delle altre ragazze poco più grandi di noi. Ci regalano le cartoline, lui ci fa l’autografo e io gli chiedo pure la foto. Eccola qui.

E pure un bacio, và. Già che ci siamo. Lui acconsente a tutto e poi commenta “Ok, soldi però no!”. Che simpatico! Osservazione sulla foto: la cosa che ho notato di questa foto è solo una e ve la pongo sottoforma di domanda. Ma è possibile che in una foto che ritrae due persone si vedano principalmente un centinaio di denti? Secondo me è incredibile!!! Pare la pubblicità di un dentifricio! Non contente, Ramona lo convince a fare una foto di gruppo… lui e noi 4. Bellissima. Vorrei tanto postarla, ma una delle componenti si è opposta alla pubblicazione e se la cosa non è unanime non si può fare. Pazienza.
E così, anche la seconda parte dell’October fest del Sarrabus termina. Manca solo una festa che si svolge il prossimo fine settimana.
E io lo aspetto con lo stato d’animo di sempre. Felice, ma un po’ malinconica con la consapevolezza che anche quest’anno il mese delle feste sta per finire.
P.S. Oh Pago, ma mollala a Miriana
Prendo spunto da un post di Sylvia per annunciare che:
su www.maialino.it è stato pubblicato il mio punto di vista sul digitale terrestre. Titolo del post: "Affanculo il digitale terrestre".
Si capisce che lo odio?
A presto, con un altro post serio!
October fest.
(ovvero Santa Vittoria)
No, non parlo della festa della birra. Prendo in prestito il termine solo per il suo significato più letterale. Ottobre e festa. E qui infatti, al mio paese, il modo migliore per descrivere questo mese è proprio il titolo della nota manifestazione tedesca. Se notate, negli anni precedenti, ho sempre parlato di questo periodo con molta gioia. È infatti un periodo che ho sempre amato, un modo per vedere la gente che esce in strada e gli spettacoli dei musicisti, noti o meno, che si esibiscono nella piazza. Non sto qui a descrivere le mie sensazioni, sempre molto belle in proposito, sia perché l’ho già fatto gli anni precedenti, sia perché penso che traspaiano da ciò che scrivo.
Analizziamo brevemente giorno per giorno.
Venerdì.
Dopo una girata di sms vengo a sapere che per una causa o per un'altra, nessuna delle persone con cui esco può uscire. Poco male, tanto io, per oggi pomeriggio, sono già organizzata e ho persino un cavaliere d’eccezione: Nicola, il mio cuginetto di 3 anni!! Dopo un rapido giro tra le bancarelle, che quest’anno sono poche, ci dirigiamo al luna park. E Nico esclama subito: “Ciala, ci sono i giochi!!!” (Ciala è il modo in cui dice il mio nome). “Si Nico, dove vuoi salire?” “Nell’altalena di Goku!”, che altro non è che il rifacimento per i bambini della mitica giostra “calcioinculo”. Nico fa il giro in giostra e si diverte tanto. Poi andiamo nella pista delle macchine, dove in una piccola pista a forma di ellisse ci sono cinque macchinine di forme e colori diversi che seguono per più giri il percorso della pista. Prendo i biglietti e Nico sceglie la macchina. Ci sale, ma quando scopre che deve salire da solo scoppia a piangere, si affaccia dal finestrino della macchinina e mi tende le braccia… glom. Per poco non mi metto a piangere pure io! Il ragazzino delle giostre, gentilissimo, mi restituisce il biglietto e mi dice di non preoccuparmi e di portarlo magari con qualche amichetto. Mi riprendo il bambino che mi abbraccia e io gli prometto che non lo faccio più salire da solo da nessuna parte!!! Infatti per rimediare gli prendo due biglietti del carosello e ci saliamo insieme. Lui sale nella macchinina… io mi appoggio al cavallino. Non so cosa mi abbia trattenuto dal cavalcarlo direttamente. Io adoro le giostre. Pomeriggio bellissimo. Fino a che non passiamo davanti a un gioco… in sostanza, mi sono ritrovata a lanciare le palline nella bocca di un clown gigante dipinto in una parete per dare a Nicola una serie di peluche: cagnolino, sole, Batman e Superman. Soldi spesi bene. Ma lui era tanto contento. Dopo andiamo a prendere un trancio di pizza, Nico ha fame e ci basta fare una fila di mezz’ora prima di vedere qualcosa che assomigli a cibo!!! Sono già le nove e la serata con lui è dunque giunta al termine.
Dopo cena ho disertato, niente resoconto dunque.
So solo che sono usciti Ramona e Giovanni e si sono incantati al gioco del braccio meccanico, dove lo scorso anno sono usciti trionfanti con uno scimmione in peluche aggrappato alle spalle.
Sabato.
Oggi si comincia sempre di pomeriggio e sempre con Nico. Un negozio di abbigliamento infatti ha organizzato una sfilata di moda e i modelli erano i bambini. Sfilava anche Nico, ecco perché non potevo mancare. Subito dopo:
- shopping con mia mamma.
- Giretto con Maria Grazia. E incontro con la mia amica Ramona e suo marito Giovanni.

La serata si svolge con la musica degli Etnias. Sono bravi, li avevo già visti su Videolina e mi erano rimasti particolarmente impressi perché dopo l’esibizione il cantante ha pregato “Comprate il nostro ziddì!!!” (Nota: ziddì = cd). Per uscire sono passata a chiamare Ramona e Giovanni e poi li ho persi di vista.
Erano al gioco del braccio meccanico.
Domenica.
La domenica è il giorno più importante, sia dal punto di vista religioso che da quello della festa civile. La mattina si svolge una lunghissima processione in cui si porta nelle strade del paese la statua della Santa che dà il nome alla festa. E segue una celebrazione solenne. Chi non è abituato o non ha mai visto niente di questo tipo non può capire che significato importante possa avere una cosa del genere per la gente del mio paese.
Una festa simile ovviamente si deve festeggiare in tutti i modi.
Ragion per cui a pranzo a casa sono stati invitati i miei zii e i loro pargoli (tra cui Nicola).
Ragion per cui ci siamo seduti a tavola all’una e ci siamo rialzati alle quattro.
Ragion per cui nessuno ha più voluto vedere cibo fino al giorno successivo.
Ore 18.00: Giretto pomeridiano fino alle 20.30 circa.
Ore 21.00: Fuochi d’artificio. E da casa mia si vedono benissimo!
Ore 21.30: Altro giro in piazza.
La domenica è la serata principale. Solitamente quella in cui si esibiscono i cantanti famosi. Che lo siano o che lo siano stati, dettagli. Ma quest’anno, evidentementee i soldi erano pochi e hanno portato due giovani cantanti. Una, che un minimo di successo l’ha avuto. E una che sperano lo abbia. Insomma, hanno portato la cantante Linda e Marta Rossi, reduce dall’ultima edizione di Amici. Parte Linda.

Grandissima voce, grandissima stazza ma anche grandissima simpatia. Le sue canzoni non mi sono rimaste particolarmente impresse a parte una (Pasolini scrive) ma merita comunque la mia promozione. Per i miei gusti musicali, il punto più alto è stata la cover di "Berta filava" di Rino Gaetano.
Dura solamente un’ora la sua esibizione e mi ritrovo a fare un elogio fatto esattamente un anno fa. Ricordate che ho parlato dei Paps’n’Skar? Ricordate che ho parlato di una cantante bravissima componente dei Clisma, gruppo che accompagnava il duo? I Clisma quest’anno accompagnavano Linda ma la cantante (Adriana) purtroppo non si è esibita in prima persona, ma io ho una proposta: l’anno prossimo, una serata, facciamola fare direttamente ai Clisma!!!

Adesso giunge l’ora di Marta Rossi. Una ragazzina giovane giovane che fa tutte cover e una sola canzone inedita, accompagnata da un’altra band, gli Opera stavolta, riconoscibili dal fatto che indossano una orrenda maglietta con la scritta Marta. Roba di una tristezza infinita. Canta la ragazza, a volte prende qualche stecca, a volte confonde le frasi delle canzoni… insomma, uno spettacolo simile avrebbe potuto farlo chiunque. Sul palco ha un atteggiamento quasi infantile, si vede che viene dalla scuderia filippica, ma scesa dal palco, quando i ragazzini, le ragazzine, le mamme dei ragazzini e i babbi delle ragazzine la assaliscono per fare una foto ricordo, diventa una bambina. Ha solo ventuno anni, è gentilissima con tutti e forse un po' imbarazzata.
Si è anche voluta fare una foto con me la ragazza (e non sto scherzando), ma questa storia spero di raccontarvela meglio un po’ più in là.
Chi manca in questa descrizione? Le amiche. Erano tutte con me, commentavamo e ridevamo come matte.
Mancavano solo Ramona e Giovanni.
Erano al gioco del braccio meccanico.
La festa finisce il lunedì, con un altro momento religioso molto suggestivo, un’altra processione per le strade del paese che non sono state toccate la domenica e una messa solenne celebrata dal vescovo.
Dopo la messa, giretto mio e di Grazia. Poi cena e nuovamente in giro. Il lunedì è tipicamente una serata di liscio, oggi con l’orchestra Colorado. La prerogativa di queste orchestre è quella di non finire mai di suonare. All’una, con quattro gatti contati, loro sono ancora qui, una volta con una samba, una volta con una mazurca.
Visto che non siamo patiti del liscio decidiamo di farci un giretto e incontriamo Ramona e Giovanni. Davanti al gioco del braccio meccanico, ovviamente. Tentano e ritentano, poi si fa tardi e ce ne andiamo tutti.
Ma non loro. Loro se ne andranno mezz’ora dopo e non da soli. In dolce compagnia di tre gigantesche tartarughe di peluche vinte in quel benedetto gioco.
Avranno probabilmente speso complessivamente 200 euro. A serata.
E le feste non sono ancora finite. Il luna park è stato rimontato a San Vito, paese poco distante da qui. Anche il braccio meccanico è lì presente.
Il giostraio ringrazia.
Dopo aver conosciuto Ramona e Giovanni sa che il Cayenne dei suoi sogni, diventerà per lui una realtà.
Riflessioni personali prima di un post serio.
1. Somiglianze.

Ho sempre provato molta simpatia per il Mocio Vileda, perchè noto in lui una fortissima somiglianza con Telespalla Bob.
2. Somiglianze/2
La nuova bond girl sembra Mara Carfagna.

3. Evoluzione della specie.
La miss e la ministra.
Capisco che la politica sia un brutto mondo ma perchè la Carfagna ha sempre lo sguardo di colei che ha appena assistito a un omicidio? Prima non era così, come potete vedere.
Oddio, in effetti per una come lei, col premier che si ritrova lavorare fianco a fianco, meglio tenere gli occhi bene aperti.

Anche Selvaggia si è espressa in proposito.
4. Si faccia una domanda e si dia una risposta

Nel pagina del pannello di controllo di splinder appare una foto di Debora Salvalaggio che domanda: "vorresti trascorrere una serata insieme a me?". Subito dopo appare un'altra foto in cui la stessa risponde "Ci sto, ma prima incontriamoci dal vivo su Tim Cafè".
Visto che fine si fa a voler finire a tutti i costi in televisione pur non sapendo fare una cippa?
P.S. Tempo fa ne ho anche visto una simile con Francesca Lodo.
5. Google news
Promuovo a pieni voti google ma la sezione news ha qualche problema. Nel non saper unire la notizia al settore che la ingloba. Nella pagina di oggi l'ennesima dimostrazione.
Sezione: Spettacolo.
Notizia: Tragedia sfiorata, teppisti causano deragliamento di un treno
6. Scoop.
Le notizione di tgcom.
"Non mi mancano gli uomini", parola di Rosy Dilettuso.
Di chi scusa??
E adesso torniamo al tono frivolo.
In tutta la mia demenza, dimostrerò le mille sfaccettature della sensibilità.
Dedicato a tutti coloro che hanno avuto, hanno, o avranno un amico di peluche che li accompagnerà per sempre.
L'idea di questo post è nato da questa pubblicità.
Adoro i peluches. Nella mia camera ce ne sono 30. Alcuni sono con me da pochi anni, altri da quando sono nata. Ma ce n'è uno in particolare che adoro. L'ho nominato altre volte (perchè la mia scemenza mica è limitata a oggi) ed è un orsetto celeste con una tuta arancione, che si chiama Chicco.
Ricordo ancora come l'ho avuto, come se fosse ieri. Era la festa di Santa Vittoria (che tra l'altro comincia oggi). Ero piccola ed ero al luna park con i miei genitori e mio fratello. Proprio quest'ultimo, prende tre gettoni per giocare nella macchinetta del braccio meccanico,
avete presente? E infatti proprio tre tentativi ci sono voluti per prendere il pupazzetto oggetto dei miei desideri. Ben 1500 lire di investimento per un compagno di giochi che mai avrei pensato potesse diventare così inseparabile.
Anche se gli anni passano, anche se a regola l'età di affezionarmi ai peluches l'avrei già passata da un pezzo, continuo a portare il mio orsacchiotto sempre con me tutte le volte che parto da casa per andare via. E ' come se fosse il mio portafortuna, anche se in realtà non sono superstiziosa. A questo che è solo un peluches è aggrappata tutta la mia meravigliosa infanzia, tutti i giorni della mia vita, perchè non passa giorno in cui non prenda in mano Chicco e lo tenga vicino. E' un discorso molto infantile, lo so, ma che importa, dopotutto sono la prima a pensare di non essere mai cresciuta più di tanto. Penso che quello di restare bambini sia una virtù molto difficile da gestire. Bisogna restare bambini, ma destreggiandosi bene nella realtà, comportandosi bene, nè troppo infantili, ma neanche troppo controllati. Lasciarsi andare quando è il caso, utilizzando la spontaneità propria dei bambini. "Non prendere mai questa vita nè troppo nè poco sul serio", come canta Ligabue. Sono perfettamente d'accordo.
I BAMBINI SONO DI SINISTRA
"I bambini sono di sinistra. Di sinistra, sì, nessun dubbio. Non soltanto per via dei pugnetti stretti in segno di precoce protesta.
I bambini sono di sinistra perché amano senza preconcetti, senza distinzioni.
Sono di sinistra perché si fanno fregare quasi sempre. Ti guardano, cacci delle balle vergognose e loro le bevono, tutti contenti. Sorridono, si fidano. Bicamerale! Sì, dai!
I bambini sono di sinistra perché stanno insieme, fanno insieme, litigano insieme. Insieme, però.
I bambini sono di sinistra perché se gli spieghi cos’è la destra piangono.
I bambini sono di sinistra perché se gli spieghi cos’è la sinistra piangono lo stesso, ma un po’ meno.
I bambini sono di sinistra perché a loro non serve il superfluo.
Sono di sinistra perché le scarpe sono scarpe, anche se prima o poi delle belle Nike o Adidas o Puma, o Reebok, o Superga gliele compreremo. Noi siamo no-logo, ma di marca!
I bambini sono di sinistra malgrado l’ora di religione obbligatoria.
I bambini sono di sinistra grazie all’ora di religione obbligatoria.
I bambini sono di sinistra perché comunque, qualsiasi cosa tu gli dica che assomiglia vagamente a un ordine, fanno resistenza. Ora e sempre.
I bambini sono di sinistra perché occupano tutti gli spazi della nostra vita.
I bambini sono di sinistra perché fanno i girotondi da tempi non sospetti.
I bambini sono di sinistra perché vanno all’asilo con bambini africani, cinesi o boliviani e quando il papà dice: “Vedi, quello lì è africano” lo guardano come si guarda una notizia senza significato.
I bambini sono di sinistra perché quando si commuovono piangono, mentre noi adulti teniamo duro, non si sa bene perché.
I bambini sono di sinistra perché se li critichiamo si offendono. Ma se li giudichiamo non invocano il legittimo sospetto e se li condanniamo aspettano sereni l’indulto che prima o poi arriva: la mamma, Ciampi, il Papa.
“Papà posso vedere la cassetta?”. Chi l’ha detto? “Il Papa”.
I bambini sono di sinistra perché si fanno un’idea del mondo che nulla ha a che fare con le regole del mondo.
I bambini sono di sinistra perché se gli metti lì un maglioncino rosso e un maglioncino nero scelgono il rosso salvo turbe gravi, daltonismo o suggerimento di chi fa il sondaggio.
I bambini sono di sinistra perché Babbo Natale somiglia a Carlo Marx.
Perché Cenerentola è di sinistra, perché Pocahontas è di sinistra, perché Robin Hood è di avanguardia operaia… fa gli espropri proletari.
I bambini sono di sinistra perché hanno orrore dell’orrore. Perché di fronte alla povertà, alla violenza, alla sofferenza soffrono.
I bambini sono di sinistra perché il casino è un bel casino e perché l’ordine non si sa cos’è.
I bambini sono di sinistra perché crescono e cambiano.
I bambini sono di sinistra perché tra Peter Pan e Che Guevara prima o poi troveranno un nesso.
I bambini di sinistra, perchè se ce la fanno, conservano qualcosa per dopo. Per quando diventa più difficile, difficilissimo, ricordare di essere stati bambini.
Di sinistra, poi."
Ecco... per me, il conservare qualcosa per dopo, significa anche tenere con me Chicco. Perchè rappresenta qualcosa di materiale in cui anno dopo anno, tutti i miei ideali si sono accumulati e so che lì rimarrano per sempre.
E tornando al mio lato più infantile, oggi è il compleanno di Chicco. Compie 18 anni (domani lo iscrivo a scuola guida).
Auguri Chicco!!

(questa fotografia è stata scattata da mio babbo contro la sua volontà)
Nostra Signora di Bonaria
Mamma della Sardegna.
A Villaputzu, per due giorni, è stata ospite la statua della Madonna di Bonaria.
Ecco qualche fotografia.



Queste immagini, in questo blog, sembrano quasi fuori luogo. Stonano col tono leggero che solitamente assumo. Sta di fatto che questa immagine ha accompagnato la mia vita in un momento difficile a mia insaputa e ha continuato a farlo nei momenti belli. Così non mi vergogno a dirlo, mi commuovo davanti all'immagine che risplende in questa Madonna, che è la Madonna dei sardi.
Ho già parlato troppo.
Guardatela anche voi. Anche se non ci credete, ammiratela, se non altro come splendida e misteriosa opera d'arte giunta fino a noi.
Di Bonaria celeste Regina
Salve, o Madre, che il cielo ci diè.
Te saluta e devota s'inchina
La Sardegna che esulta per te.
Da www.bonaria.eu.
Già dall’anno 1335 la comunità fondata dal mercedario fra Carlo Catalano aveva preso in consegna il tempio sul colle di Bonaria che divenne da allora sede della famiglia mercedaria a Cagliari.
I religiosi, quindi, cominciarono ad occuparsi anche del decoro di questa casa di Dio. Il loro impegno fu talmente grande, da spingere molti a salire sulla collina, non solo per pregare la Vergine, ma per chiedere aiuti, consigli e lumi ai religiosi, specialmente a fra Carlo.
Un giorno venne a far visita a fra Carlo un gruppo di genovesi, per ascoltarlo e raccomandarsi alle sue preghiere. Ad uno di essi, che gli chiedeva aiuti particolari, per risolvere alcuni suoi problemi importanti, il pio religioso rispose, parlando di una misteriosa Signora che presto sarebbe venuta ad insediarsi sul colle di Bonaria. Inizialmente le parole di fra Carlo sembravano sibilline, oscure. In seguito esse apparvero ben chiare, quando una misteriosa cassa approdò sulla spiaggia antistante Bonaria. Ciò accadde il 25 marzo 1370. Le parole di fra Carlo ebbero compimento proprio quel giorno. Il contenuto della misteriosa cassa era l’oggetto della sua profezia: un meraviglioso Simulacro di Madonna col Bambino tra le braccia.
L’arrivo della misteriosa cassa.
Una nave, proveniente probabilmente dalla Spagna, si dirigeva verso l’Italia quando, all’improvviso, fu colta da una terribile tempesta, che mise a repentaglio la vita dell’equipaggio e dei passeggeri. Pur essendo esperti di navigazione, nessuno dei marinai riuscì a portare l’imbarcazione al sicuro. Il capitano, in un ultimo tentativo di salvare almeno gli uomini, ordinò di gettare in mare tutto il carico della nave. Così fu fatto ma senza risultato alcuno. C’era anche una grande cassa, di cui s’ignorava il padrone e il contenuto. Fu gettata per ultima. All’improvviso, quasi per incanto, la tempesta cessò. Si cercò di riprendere la rotta prestabilita ma la nave, quasi costretta da forze misteriose, seguì la cassa che, dopo qualche tempo, si arenò sulla spiaggia, ai piedi della collina di Bonaria.
La Grande Signora venuta dal mare.
Molta folla, comprese le autorità religiose e civili, accorsero sulla spiaggia per rendersi conto dell’accaduto. Tutti contemplavano la cassa chiedendosi quale misterioso segreto racchiudesse. Si cercò di aprirla, ma nessuno ci riuscì. Si cercò di sollevarla, ma ogni tentativo fu vano. La cassa era troppo pesante. All’improvviso una voce di bimbo, - un fantolino in braccio a sua madre – gridò: Chiamate i frati della Mercede! Questi arrivarono in fretta e, senza difficoltà alcuna, sollevarono la pesante cassa e la trasportarono nella loro chiesa. Cosa mai poteva contenere questa cassa misteriosa e perché soltanto i religiosi avevano potuto sollevarla e trasportarla in quel luogo sacro?
In un’atmosfera di silenzio e di pietà, i religiosi aprirono la cassa e restarono, assieme a tutti i presenti, sbalorditi nel vederne il contenuto. In quella cassa vi era una meravigliosa statua della Madonna con il Bambino in braccio e, nella mano destra una candela accesa. La profezia di fra Carlo si era avverata. Maria, la gran donna, venuta dal mare, aveva scelto la sua casa, sulla collina di Bonaria.
Il Simulacro della Vergine.
Nessuno ha mai saputo donde venisse e dove fosse destinato il meraviglioso Simulacro racchiuso in quella cassa misteriosa. Sappiamo solo che il suo arrivo a Bonaria fu una precisa volontà della Madre di Dio. Da quel fatidico 25 marzo 1370, la piccola chiesa di Don Alfonso è diventata la casa di Maria, il Santuario di Cagliari e della Sardegna, destinato a diventare il maggior centro di devozione alla Vergine di tutta l’Isola ed uno dei più importanti d’Italia. Il Simulacro della Vergine e del Bambino, è stato ricavato da un unico pezzo di legno di carrubo, misura un metro e 56 centimetri di altezza.
“Ha il capo scoperto con la lunga chioma, senza inviluppi, sparsa maestosamente sugli omeri. L’angelico sembiante è di color naturale tendente al bruno, di esatte proporzioni, maestosa ad un tempo ed amorevole. Dal collo fino ai piedi veste un’ampia e lunga tunica cremisi, da cui spunta appena il piede destro, bellamente dipinta, quasi broccatelle d’oro, e strette ai fianchi da una elegante e ricamata cintura.
La copre un gran manto azzurro con i risalti di squisito lavorio a fiori dorati che, affibbiato al petto, ripiegasi dal braccio destro sotto il sinistro con molta grazia. Sporge dal manto la mano destra col braccio alquanto disteso; ed il pollice è ravvicinato alle altre dita riunite quasi in atto di sostenere una candela. Colla sinistra sostiene il Bambino di pari bellezza e nudo, il quale ha i capelli alquanto ricciuti e discriminati sulla fronte, porta nella sinistra un globo, e colla destra è in atto di benedire”
Riflessioni personali.
Numero 1.
Italia uno non finirà mai di stupirmi. Forse è il caso di regalare alla redazione un dizionario inglese-italiano, così anche loro si renderanno conto che italianizzare un programma della tv americana che si intitola Saturday night live e mandarlo in onda il martedì notte è abbastanza insensato.
Numero 2.
Non si vede Mediaset. Qualcuno non deve aver preso bene il quorum non raggiunto del referendum di ieri.
Numero 3.
Ho letto l'articolo di una tizia (mi rifiuto di nominarla) che si definisce un'artista, che vuole fumarsi le ceneri di Kurt Cobain. Chiamate la polizia. Tu sei pazza e pericolosa, artista dei miei stivali.
Numero 4.
Ho passato circa due anni a girare ogni negozio di dischi che mi capitasse sotto gli occhi alla ricerca del cd dei Francesco C. Nel frattempo non avevo mai pensato al fatto che si potesse semplicemente ordinare sul sito della casa discografica a un prezzo decisamente più conveniente. Olè.
Numero 5.
Una delle notizie di gossip che più mi fanno sorridere sono quelle che riguardano le varie veline-modelle-aspirantifamose ritratte senza trucco. Tutti sappiamo che sotto quei chili di fondotinta, cipria, ombretti e rossetti si nascondono persone normalissime... ma allora perchè chiunque metta piede in tv viene spacciata per bellissima?
Ecco alcune bellissime.
La modella Belen Rodriguez. L'ex velina Thais

L'ex velina Veridiana L'attrice Laura Chiatti

Per non fare troppo la comare: Laura Chiatti è comunque carina.
Numero 6.
Sono simpatizzante del Milan. Ma io sono sarda e contro il Cagliari non c'è storia!!! Forza Casteddu!!!!
Leggerezze.
E poi gli uomini si domandano "ma perchè spesso le donne guardano programmi trash? "
Beh, io un'idea ce l'avrei...



Donne... rifatevi gli occhi.

oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004