Che cos'è l'amor...chiedilo al vento
Questo è il mio regno e per una volta la protagonista sono solo io.
AleEatWorld
Cittadini del cielo
Daveblog
F.dB
Falledinpieces
Fede
Fiori di alluminio
Francix
Il blog di Beppe Grillo
Il fotoblog di Pika
Il ritorno della buoncostume
Io non tremo!!!
Iron Lord
James Douglas
L'onda del gufo
La vendetta non è mai una linea dritta
Le mie foto!!!
Lisa
M'illumino d'immenso
Maialino
Marco -Rufus Party-
Mia cuggginetta
Milano blog
Nenissima
Nessuno è innocente
Pagine Rossi
Parole sul vetro
Pazzerella
Pensieri di una vita
Placebo
Placebo Italia
Selvaggia Lucarelli
Skappuccetto
Tra sogno e realtà
Umberto Palazzo
Vera
visitato *loading* volte
Don Paolo.
Solo un pensiero. Credo di aver ricominciato a dare fiducia alla Chiesa dopo l'incontro con lui. Fiducia alla Chiesa, nel senso di provare a guardare oltre. La Chiesa come ce la insegnano al catechismo quando siamo bambini, che viene idealizzata nelle nostre menti e che poi viene distrutta da quella imponente struttura piena di bugie, segreti, denaro e corruzione che oggi chiamiamo Vaticano.
Se Chiesa è effettivamente quello che ci hanno insegnato da piccoli, sono certa che è formata da noi, sono certa che è la casa di Dio e di suo figlio Gesù Cristo che lotta per l'uguaglianza, il rispetto, l'amore. Che lotta per abbattere le distanze tra tutto, che lotta per abolire le differenze, che lotta per migliorare le cose e per farlo alla luce del sole, davanti a tutti.
Trovare un essere umano, uomo di Chiesa, che rispecchi tutte queste cose, sembra impossibile. Eppure io l'ho trovato, l'ho incontrato e ci ho anche parlato. E' passato di qua e non riuscirò a dimenticarlo. Era l'uomo perfetto per un paese come il mio, era il nuovo sacerdote che qualcuno da lassù aveva deciso di mandarci. Era un uomo decisamente straordinario, l'avete mai visto voi un prete che gira in motocicletta per le strade del paese? Per conoscere da subito la gente con cui deve convivere? Aveva qualcosa in più degli altri, forse anche dovuto alle sue esperienze passate. Un matrimonio alle spalle finito dolorosamente, un lavoro "normale", fino alla svolta e a un modo differente per stare accanto ad altre persone.
La fiaccolata di un paese poco distante da qui che si opponeva con tutte le sue forze al suo trasferimento. Fiaccolata che non è servita e che egoisticamente parlando è stata per me una fortuna, perchè ha permesso a lui di arrivare fino a qui. E poi si è messo di mezzo la malasorte, il destino e per quanto so che la fine è l'unica cosa certa di questa vita, non riuscirò mai a capirne il senso. Anche se credo che lassù si debba stare davvero bene.
Forse era l'ultimo apostolo di Dio, vero intendo. Un uomo che ha passato la vita ad amare, una moglie e poi tutte le persone che gli passavano davanti.
Si è nuovamente unito a sua moglie, adesso. Lui ha finito, ora.
E me lo vedo, lassù, con la sua motocicletta e con la sua splendida compagna alle spalle, a scorrazzare per il paradiso, perchè è lì che deve stare.
Forse era troppo per noi, forse non lo meritavamo.
E chiudendola in musica. "E se Dio fosse uno di noi?"
Beh, penso potresti essere tu.
Al don migliore che io abbia mai incontrato.
Bonus Bebè.
Sperando fortemente (ma conoscendo i tipi ne sono quasi certa, dai) che il tutto si risolva con un semplice "No! Grazie", trovo che i 1.800 euro mensili che lo stato francese ha offerto alla coppia Pitt-Jolie per aiutarli nel mantenimento dei loro gemellini, siano assolutamente soldi spesi bene.

Made in Sardinia.

È circa una settimana che voglio aggiornare ma ancora non ci sono riuscita.
Ma forse è meglio, almeno ho qualcosa in più da raccontare!
Cominciamo.
Sabato 16 agosto.

A concludere la festa della Madonna del Mare salgono sul palco di Porto Corallo i Tamurita!!! Yuppie!!! Adoro i Tamurita!! Dalla prima volta che li ho visti, perciò non potevo mancare! Mi organizzo da qualche giorno prima, l’inizio della serata è previsto per le 21.30 e mi viene una lacrima di sconforto… sapendo che è sabato, sapendo che quel pomeriggio lavoro, mi vedo alle 21.30 ancora in negozio (abbiamo un negozio di oggettistica) coi clienti che non vogliono saperne di uscire e io che sputo veleno a chiunque varchi la soglia. Per fortuna mi va meglio. I clienti non fanno particolare ritardo, chiudo le serrande immediatamente, corro a casa, ingurgito qualunque pietanza mi capiti sotto gli occhi, mi preparo, passo dalla mia amica Barbara e scappiamo al porto. Sono le 22.15 e si sente tanto silenzio. Ottimo, non sono ancora saliti sul palco!! Ma cominciano immediatamente. Mi avvicino al palco e assieme a Barbara notiamo una cosa sconvolgente a tratti allucinante. Ci sono le sedie. Sigh.
Piango. In queste situazioni se uno è stanco si butta per terra, non sta seduto nella sedia!!! Che tra l’altro sono popolate da persone non giovanissime, che seguono e non seguono. Intanto intravedo la mia amica Valentina e ci avviciniamo a lei. Cominciano a suonare ma il pubblico è un po’ freddo. Temo che sarà un pubblico antipaticissimo ma per fortuna mi sbaglio. I primi coraggiosi cominciano ad avvicinarsi, a ballare, nessuno sta più fermo, persino io e Valentina ci trasciniamo e io sono notoriamente un legno, non mi schiodo neanche se mi pagano a peso d’oro. Ma una volta all’anno si può fare.
Soprattutto se c’è tanta gente intorno che fa lo stesso.
Soprattutto se c’è buio.
Soprattutto se c’è la suddetta gente intorno che ti nasconde.
E lo so, che volete farci, sono fatta così.
Non sto a dilungarmi su scaletta e cose varie, dico solo che i Tamurita come sempre hanno dimostrato una professionalità e una bravura straordinaria. Messaggio promozionale: andateli a vedere appena potete. E compratevi pure il cd, che è bello e costa una cazzata (che non guasta mai).
Non credo di essermi ancora ripresa dall’entusiasmo, ieri per esempio in un locale al mare mi è sembrato di vedere il bassista avvicinarsi al bancone. Poi mi sono girata e non c’era più. Mah. Comincio con le allucinazioni.
Complice la luce soffusa del locale (e le mie lenti a contatto scadute, diciamola tutta). E io solitamente, dove c’è una luce soffusa, non vedo una mazza di niente e di nessuno.
Qui c’è il sito dei Tamurita.
E qui il myspace.
Giovedì 21 agosto.
Altra serata musicale. Formata dalle band che militano nella zona. Suonano i FiveTONsHertz e i Monstra.

I FiveTONsHertz vengono da Muravera e si presentano con due chitarre, basso, tastiera batteria e voce. Tutte le volte che li ho visti suonare sono stati sempre impeccabili, ottimi musicisti e una cantante a dir poco straordinaria! Voce possente in grado di interpretare senza alcuna difficoltà brani musicali originariamente interpretati da uomini (Muse) e da donne (Lacuna Coil). Vedere per credere!!!
E intanto mi dichiaro fan di Francesca.
La prima volta che ho visto la band suonare non sapevo ci fosse una voce femminile. Ma la vedevamo salire sul palco, così si è aperto un dialogo molto costruttivo con la mia amica Silvia.
“Ma canta la ragazza?”
“Boh… no, non credo.” (su che basi poi?)
“Io penso di si”.
E in effetti va avanti al microfono.
Ribatto: “Beh si, allora canta lei”.
Francesca apre bocca.
“Oh porca miseria se canta!!!!”
Senza parole.

I Monstra sono invece sparpagliati qua e là. Cantante-chitarrista di Villaputzu, batterista di San Vito, bassista di San Nicolò Gerrei, paese che mi sta a cuore poiché ci ho passato alcuni anni della mia infanzia.
Solo per dovere di cronaca, la mamma del bassista è stata la mia maestra di prima elementare.
Ma veniamo al gruppo che ad ogni modo, di base sta a Cagliari.
Così, a pelle, mi ricordano i Marlene Kuntz dei tempi d’oro. Ma ricordate che io sono un’appassionata e non una intenditrice, non mi ritengo tale. Mi ricordano i Marlene, anche dai movimenti del cantante, che oltre ad avere una bellissima voce, non sta fermo due secondi di fila. Meraviglioso. Le musiche sono potenti, i testi brillanti (il mio preferito quello di “L’ho uccisa, porta una bara”) e loro degli animali da palcoscenico. Li conoscevo grazie alla loro demo, ma dopo questa esibizione guadagnano un botto di punti in più. Semplicemente perfetti!
Sembra quasi che i Tamurita abbiano aperto una scia positiva per i gruppi della zona e mi auguro di poter seguire questa scia il meglio possibile.
Sono ben felice di aver visto tutte queste band e sono ancora più felice che siano tutti conterranei.
Eccheca**o, ce li abbiamo pure qui i talenti!!!
Si parla del diavolo...
Ricordate questo mio post, dove parlavo della Lotteria Italia e del programma televisivo ad essa abbinato, "Il treno dei desideri"? Per chi non avesse voglia di leggerlo, riassumo brevemente. Parlavo dell'estrazione finale della Lotteria e delle esibizioni che mi era capitato di vedere in quella trasmissione e ricordavo sopratutto il duetto che Max Pezzali ha eseguito assieme a un fan che canta cento volte meglio di lui.
Ebbene. Quel fan è stato qui!
Si è ritrovato nel mio post e ha lasciato una graditissima traccia del suo passaggio. Siccome adoro le persone che ritrovandosi nei miei turpiloqui decidono di intervenire, ho deciso di mettere qui sotto il video dell'esibizione e anche se lui nega, io penso sul serio che questo ragazzo canti meglio di Pezzali.
Non divento una seguace di Max ma da oggi mi dichiaro fan di Dimitri!!!
E lo ringrazio per la sua simpatia!
P.S. Già che ci sono dedico questo video alla mia amica Fede che adora Max!
A presto!!
Il viaggio potente nel cuore del tempo andata e ritorno.
Finalmente ho un po’ di tempo libero per tornare a scrivere nel mio bloghetto!!! L’ultimo intervento è quello che ho lasciato dopo il concerto del Liga e ammetto che non mi sono ancora ripresa del tutto!! Il Liga che, da come lascia presagire il titolo, ascolto anche in questo momento e proprio la canzone che contiene quella frase potrebbe essere qualcosa che io dico direttamente a lui, nel “ti prendi il mio tempo, ti prendi il mio spazio, ti prendi il mio meglio.” Beh si, non sto a dilungarmi, l’infatuazione non mi è ancora passata, non passerà mai. A questo punto andrà avanti all’infinito.
In questi giorni sono successe tante cose belle. In primis, sono venute a trovarmi due carissime amiche dalla Toscana, Irene, più volte nominata in questo blog, e Carmen, mia compagna di concerto nell’esperienza del Primo Maggio raccontato qui. Sono stati dei giorni bellissimi, dove ho avuto modo di far conoscere un po’ della mia terra alle mie amiche e ho approfittato per conoscerla un po’ meglio anche io. L’ultimo giorno che hanno passato qui Irene mi ha detto “adesso ho capito perché quando torni qui non vuoi più ripartire”. E questa frase è bellissima. Abbiamo passato dei giorni stupendi, nella cornice naturalmente meravigliosa che la mia terra offre.
Ecco qualche foto.



Sono state qui poco più di una settimana, passata tra giri, mare e tante mangiate, da segnalare soprattutto quella alla Pecora Nera, di cui ogni tanto abbiamo ancora qualche incubo relativa alla quantità impressionante di cibo offerto dal ristorante!!!
Il venerdì sono ripartite. Ma gli impegni per me sono continuati!! Sabato sono stata al matrimonio di Stefano, un ragazzo che abita vicinissimo alla casa di mia nonna, casa in cui ho vissuto per diversi anni. Essendo a due passi giocavamo sempre insieme, la sua mamma è persino stata la mia insegnante di francese alle scuole medie e la reputo ancora oggi la migliore insegnante di lingua che io abbia mai conosciuto. Il matrimonio si è svolto a Perdas e la festa in un ristorante vicino a Jerzu, e questo che vedete qui sotto è il panorama che si presenta davanti al locale.

Di ritorno dal matrimonio non potevo non fare un salto al Booze Party a Muravera, nella splendida cornice della Torre dei dieci cavalli. Dovevo farlo per tre motivi.
Il primo è che lo scorso anno ho sentito tanto parlare del booze party e non ho avuto modo di andarci, quindi mi è rimasta la curiosità.
Il secondo è che in quanto (assieme alla famiglia) possessori del negozio 99 cent paradise abbiamo partecipato come sponsor.
Il terzo è che avevo i biglietti gratis.
Vado con mio fratello. Prima tappa. Il chiosco bar. In queste situazioni si sa, scorre birra a fiumi. Peccato che io non beva alcolici. Quindi mi distinguo dalla massa immediatamente. Mio fratello mi chiede: "Cosa prendi?". Risposta."Una bottiglietta d'acqua". Fingendo indifferenza si gira al bancone e io l'ho sentito con le mie orecchie dire la frase: "Una birra... e una bottiglietta d'acqua. Ma non è per me, eh."
Entriamo nella location e non faccio in tempo a fare due passi consecutivi perché lui conosce qualunque persona gli passi accanto e quindi è buona educazione salutare. Al contrario, io non solo non conoscevo nessuno, ma non vedevo neanche una cippa perché c’era buio pesto. Sul palco si esibisce un gruppo di musicisti, indubbiamente molto bravi, ma senza cantante. Posso reggere un pezzo. Due. Tre. Quattro al massimo. Dopodichè è ufficiale: questi qui mi hanno rotto le balle. Nonostante (o anche a causa) della presenza di Daddy O. Grande, un omone che suonava la chitarra con una maschera che neanche il più pericoloso dei nemici dell’Uomo Tigre avrebbe avuto il coraggio di indossare. È talmente brutto che si merita una foto. Ma non è venuta grachè e ve la risparmio.
Mentre questi qui suonano, comincio a sentirmi lievemente osservata. Ma poi la presa di coscienza… osservano la mia meravigliosa felpa dei Placebo!!!! Così comincio a blaterare, e quante volte li ho visti, e dove e perché e come e quella volta che ero attorniata da sosia di Brian Molko e quella volta che nello stesso anno li ho visti sia a luglio che a novembre quando ci sono andata con Lisa e adesso che aspetto il nuovo album… insomma, per fortuna i Placebo mi sono venuti in soccorso altrimenti mi sarei annoiata. A tapparmi la bocca ci hanno pensato gli amici Rufus Party che spuntano quando meno te li aspetti.
A proposito. Messaggio promozionale.
Se non vi ricordate ne avevo già parlato qui, ma adesso i tempi sono cambiati. I Rufus Party hanno un cd in circolazione che si chiama "Civilization and Wilderness", un cd bello bello, con la copertina bella bella, ma soprattutto con tante canzoni belle belle. E poi io adoro la voce del cantante. Le mie recensioni sono queste qui, non aspettatevi niente di serio e se qualcuno dice che sono (anche solo un po’) ruffiana, sono colpi.
Torniamo al Booze. Salgono sul palco i Fleshtones. Mi sono informata e per fare bella figura vi dico che fanno garage punk. E che diavolo significa? A mio avviso che è una sorta di punk ma che si avvicina molto di più al rock. E che a differenza dei musicisti punk, i Fleshtones suonano bene sul serio!! Hanno anche un cantante, quindi guadagnano già tanti punti rispetto al gruppo precedente. Il cantante, si presenta con una camiciola brillantinata ed è un misto tra Mick Jagger e David Bowie. Per me è abbastanza. Lo amo di già.
Per darvi un idea, beccatevi questo video.
Divertenti, bravi e simpatici!! Subito dopo la performance vanno pure loro agli stand a vendere i cd. Ma io mi avvicino per un altro motivo. Cioè: voglio che qualcuno di loro si metta in posa per me. Dato che aspiro a diventare la fotografa dei divi, meglio fare esperienza. Ma io non parlo inglese, o meglio, non vado oltre il “The book is on the table and the pen is blue” e in questo momento non mi sembra molto utile. Ma colgo la palla al balzo. Dato che anche un altro ragazzo ha avuto la mia stessa idea, mostro ai miei soggetti la macchina fotografica e restano impalati per me, per la foto. Evviva. Non mi sforzo neanche di ringraziare ma mando un bacio volante che loro ricambiano. Simpatici. Quando il linguaggio dei gesti supera tutto.

Dopo vado ad acquistare un cd. E mi prendo un traduttore. Un Fleshtones si avvicina al banco e mi chiede quale cd voglio. E fin lì ci sono. Ne indico uno. E lui parte a parlare. Sono presa dal panico, ma ascolto. Il mio traduttore mi viene incontro:
“Ha detto che questo cd è una compilation dove suonano anche loro”.
Ma io ribatto: “Non dire balle, ha detto che in questo cd ci sono i loro brani suonati da altri gruppi”.
Ci azzecco io, i fiumi d’alcool hanno invaso il mio traduttore che a fine serata se n’è andato portando con sé un cartello stradale.
Acquisto quindi il loro cd, non il tributo ma l’originale. E me lo firmano pure, senza che tra l’altro, io glielo chieda. Yuppie. Con dedica. Mi chiedono pure il nome ed entra perciò in gioco la mia catenina col nome che mi risparmia un imbarazzante spelling.
Passa ancora un po’ di tempo, qualche chiacchiera, tante risate e poi tutti a casa. Giornata bellissima!!!
E le feste non sono finite. Da stasera comincia la festa a Porto Corallo, la festa della Madonna del mare, festa religiosa (molto suggestiva) e festa civile (molto divertente) di cui parlerò nei prossimi giorni.
E ieri, carnevale tipico regionale. Non mi dilungo, questa è una tradizione troppo importante e ha bisogno di un post a sé.
Ciao!!
P.S. dato che li ho nominati… vi presento Steve Forrest, il nuovo batterista dei miei amori Placebo!!

oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004