Che cos'è l'amor...chiedilo al vento
Questo è il mio regno e per una volta la protagonista sono solo io.
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Quale modo migliore per tornare a scrivere se non per fare gli auguri di Pasqua a tutti???
Sono tornata in Sardegna martedì sera. Dopo un viaggio memorabile. Una serie di malintesi che hanno reso il tutto divertente. Dunque. Negli aerei Ryan air non ci sono i posti prenotati, tutti si siedono dove trovano posto. Stavolta, mi sfugge il motivo, le prime quattro file erano riservate. Non so se ci fossero stati personaggi importanti, ma non credo proprio, quando ho visto che lì si è seduto un tizio che portava un’ orribile cuffietta con una fantasia di fiamme e fuochi. Cammino cammino cammino e finalmente trovo un posto che sembra vuoto. Accanto c’è un ragazzetto di al massimo vent’anni… un pezzo della sua giacca è appoggiata nel sedile che ho mirato. Così, mi sorge il dubbio che quel posto non sia già stato occupato. Chiedo gentilmente al baldo giovane: “Scusa? È libero questo posto?” e lui, il genio della lampada con voce seccata: “Certo, nella Ryan air tutti i posti sono liberi”. Deficiente. Intendevo se una persona prima di me si fosse già sistemata in quella poltrona. Da questo capisco che la cosa ideale da fare è prendersi un libro e passare il viaggio a leggere. Tolgo la giacca e la tengo appoggiata sulle spalle. Intanto scopro che il posto in cui mi trovo è larghissimo… e infatti corrisponde con l’uscita di sicurezza, che in altri termini è l’unico posto dell’aereo in cui non si può fare un accidenti. Passa la hostess e mi dice che la giacca devo metterla nella cappelliera e che anche la borsa non si può tenere sotto la poltrona avanti a me. E vabbè. Postilla: il personale Ryan air è composto da stranieri e non parlano mezza parola d’italiano. Sapranno dire al massimo “pizza e mandolino” e solo perché l’ hanno sentito dire, non perché ne conoscano il significato. Dicono tutto in inglese e io mi domando che senso abbia questo in un volo che fa di continuo la tratta Pisa- Cagliari. Loro con la storia che l’inglese è la lingua ufficiale dell’Unione europea se ne fregano altamente, se vuoi comunicare tu, italiano, impari l’inglese e anche bene, perché non mi sembrano molto intenzionati a conoscere la minima parola d’italiano. Che poi… lingua ufficiale dell’Unione Europea e non hanno voluto neanche l’euro. Vabbè. Io mi metto a leggere e mi spengono le luci. Le riaccendono quando passa il servizio bar. Bon. Guardo il menù. Un caffè: 2,20€. Un succo di frutta: 2,80€. Un panino: 3,50€. Ottimo. Facciamo che non prendo niente. Il servizio bar è un’odissea. Anche perché una dipendente per capire “Scusi, può darmi una bustina di zucchero?” impiega mediamente mezz’ora. Quando il tutto finisce, mi rispengono le luci. Ma tanto siamo già arrivati. Atterriamo e mi sa che il pilota è nuovo. Se fosse stato alla guida di un automobile direi che ha confuso il pedale del freno con quello dell’acceleratore, perché la sensazione durante l’atterraggio era proprio quella. Un aereo che dentro la pista correva all’impazzata e poi si lancia in una inchiodata quando si accorge che deve fermarsi assolutamente. Emozionante. Mai successo prima.
Ma passiamo ad altro. Veniamo a oggi. Volevo trovare un modo carino per fare gli auguri e proprio come a Natale, è stata Meg a facilitarmi il compito. Così ne approfitto, la ringrazio per gli auguri, glieli ricambio e li rigiro a tutti coloro che passano di qui!!!
Buona Pasqua!!

Dall'uovo di Pasqua (Gianni Rodari)
Dall'uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: "Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio".
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
"Viva la pace,
abbasso la guerra".
Quest’anno, come avrete notato, sul blog ho snobbato la festa della donna. L’anno scorso ho messo la foto di un rametto di mimosa. Dunque. A me, la festa della donna, piace. È nata per un evento gravissimo e ha un significato importante. Il rispetto per la donna, il diritto delle proprie scelte, il diritto alla vita, al lavoro, alla famiglia. Insomma, a tutto. E di questi tempi, che si parla tanto di aborto che deve essere un argomento unicamente femminile (che Giuliano Ferrara vada a rompere le balle da un’altra parte) e che è tornato in voga lo slogan “Io sono mia”, ho ingenuamente pensato che quest’anno potesse essere diverso. Mi sono tenuta questi bei pensieri, di quanto la donna si sia emancipata, di quanto sono sempre più numerose le donne che anche nel lavoro riescono a emergere (e non è facile)… insomma, ho cominciato a credere fermamente a un presente e un futuro migliore. Fino a quando….
Eh. Fino a quando. Fino a quando non me ne raccontano una. A Muravera, paese a due passi dal mio, hanno organizzato una festa speciale in un ristorante. Mostre fotografiche di donne che hanno fatto la storia? No. Videoconferenze con donne che si affacciano al successo? No. Niente di tutto questo.
Per l’occasione hanno rinnovato il menù. Nelle pizze ne spiccava una che si chiama Rocco. E che non voglio assolutamente sapere se avesse qualche forma particolare. Non lo voglio sapere. Ma il punto saliente è che a portare questa pietanza, arrivava un cameriere speciale (professione: aspirante tronista a Uomini e Donne), in perizoma, che oltre a mettere il piatto sul tavolo, cominciava a baciare e accarezzare le clienti. E le clienti tutte entusiaste a ordinare la pizza condita dalle smancerie del cameriere. Bene, questa, nella classifica delle notizie più squallide della quotidianità è già in lista per finire al primo posto.
Ma io mi pongo un quesito: ma la donna, per sentirsi importante, deve necessariamente diventare una porca come il peggiore degli uomini maschilisti? Non voglio generalizzare, so bene che di gentiluomini ce ne sono tanti, per fortuna. Ma ci sono anche quelli che vanno in giro a dire “quella me la sono fatta, e con lei fanno dieci questo mese” oppure “speriamo che stasera ci sia qualche bella f**a così la rimorchio” e porcherie di questo genere. Ecco… la donna che acconsente a questo squallido giro, che per sentirsi desiderata deve finire nei letti usurati dei così detti playboy (giusto perché non volevo scrivere puttanieri) , che per sentirsi importante diventa un’oca con
Le ragazze che escono a mangiarsi una pizza con le amiche tanto per stare assieme, mi vanno bene. Quelle che dicono che “finalmente è l’8 marzo, almeno oggi faccio quello che voglio” oltre a farmi venire i nervi, mi fanno una pena inqualificabile. Innanzitutto perché se tu, solo l’8 marzo, hai la libertà che vuoi, sei messa piuttosto male. In secondo luogo perché sei una cretina di prima categoria. E poi, se per te la libertà sta tutta nel vedere un uomo che si sfila gli slip davanti a te, allora sei anche una sfigata. Non sei tu che sfrutti l’uomo, è lui che ancora una volta ti sfrutta, perché tu paghi per vederlo. Poi lui se ne va col gruzzolo e tu con un palmo di naso, perché intanto mezzanotte è bella che passata e la tua libertà per un altro anno è andata a farsi benedire.
Io non sopporto quelle donne che anche per andare a comprare il pane ci vanno vestite come se dovessero essere ospiti di Buona Domenica. Non sopporto quelle che si mettono praticamente nude per piacere a un uomo e poi si lamentano di essere trattate come un oggetto.
Sei tu che lo vuoi, cara la mia demente.
Ormai le riconosco subito. Sono quelle che non ridono per non sciuparsi il trucco. Che si fermano davanti a ogni macchina parcheggiata per specchiarsi e vedere se i capelli sono sempre perfetti. E in caso di emergenza, sfoderano la trousse con spazzola e pettine annessi per restaurarsi ovunque si trovino. Sono quelle che a 50 anni indossano gli stessi capi di abbigliamento delle figlie poco meno che ventenni. Che pena.
Io la festa della donna la festeggio tutti i giorni. E per fortuna so che la maggioranza delle donne, fanno come me. Solo che è la minoranza distorta che appare. Peccato.
Comunque per i buoni auspici, rimedio ora.
Oggi, domani, l’otto marzo e sempre. Auguri a tutte le donne.
Quelle vere, intendo.

...e quelle che sanno
spiegarti l'amore
o provano almeno
a strappartelo fuori
e quelle che mancano
sanno mancare
e fare più male
possono ballare un po' di più
possono sentir girar la testa
possono sentire un po' di più
un po' di più
(...)
le donne lo sanno
com'è che son donne
e sanno sia dove
sia come sia quando
lo sanno da sempre
di cosa stavamo parlando
Un po’ di tempo fa ho detto anche io che avrei voluto parlare di quelle orribili scene viste al Senato, il giorno che il governo Prodi è caduto. Premetto che non voglio parlare di politica, ma solo di buongusto. E io lì non ne ho visto per niente. Quindi insomma, visto che uno dei personaggi che ha dato vita a quell’orribile sipario era membro dell’Udeur, diciamo che mi fa pure piuttosto piacere leggere che ha dato le dimissioni dal partito e che lo stesso partito oggi naviga in pessime acque. Quasi quasi mi lascia un’ondata di positivismo che mi fa pensare che davvero, almeno una volta tanto, ognuno ha quello che si merita!! E per commentare quelle scene orribili, che mi danno ribrezzo solo a pensarci, io mi avvalgo delle parole del Liga.

A PARTE CHE HO ANCORA
IL VOMITO
PER QUELLO CHE
RIESCONO A DIRE
NON SO SE SIANO
PEGGIO LE BALLE
OPPURE LE FACCE
CHE RIESCONO A FARE
Non nego che avrei voluto essere una giornalista per andare a intervistare Tommaso Barbato, quello dello sputo, e Nino Strano, quello della bottiglia e della mortadella. Per fare le domande che i giornalisti professionisti non hanno fatto a loro. Per pormi nello stesso modo arrogante che loro hanno definito ironico. Così, visto che la voglia era proprio tanta, mi sono affidata al web. I due politici hanno un sito personale con tanto di mail. Così gli ho scritto. Le mail sono queste, molto simili come vedete.
A Nino Strano.
“Da persona che non si occupa di politica, posso chiederle le sue
sensazioni rileggendo queste parole?
Squallida checca.
Io vorrei
sapere come reagirebbe, se un bel giorno qualcuno si rivolgesse a
lei in questo modo. Magari ingozzandosi di mortadella.
Non lo prenda come un attacco personale, è solo
una curiosità. Non voglio entrare in un discorso politico, sarebbe
inutile, la penso troppo diversamente.”
E per Tommaso Barbato.
“Mi piacerebbe sapere che sensazione prova a rileggere queste parole.
Pezzo di merda
Traditore
Cornuto
Frocio
Non lo prenda come un attacco
personale, io non mi occupo di politica. Sono invece
incuriosita dal lato umano delle persone, ma forse in questo caso
dovrei parlare di lato disumano.
Vorrei domandarle come reagirebbe se
un bel giorno qualcuno si dovesse rivolgere a lei utilizzando questa
serie di termini. Condito magari con uno sputo.
Le telecamere parlano
chiaro. Per fortuna o purtroppo.”
Purtroppo non ho ricevuto risposta… e dire che ci tenevo!!! Sarei e sono ancora curiosissima di sapere se simili esemplari siano capaci di vergognarsi dei proprio gesti. O meglio, volevo sapere il modo in cui non riescono a provarla, la vergogna, perché persone così, sono senza pudore e non sanno più cosa sia il buonsenso.
Comunque, in questo ambiente elettorale, sono proprio indecisa. Non so dare il mio voto a Uolter.. o se votare Fausto… vabbè, ho ancora un po’ di tempo per pensarci. Persino le lezioni universitarie si sospendono e la docente ha premuto perché andassimo a votare.
Oh.. io se continuo con questa indecisione, taglio la testa al toro e voto per Silvia!!
Aggiungendo un punto al suo programma.
11. Ai fini del divertimento della popolazione, escogitare il modo più economico per partecipare a eventi di grande importanza, come un concerto di Ligabue a San Siro, riuscendo a spendere il minimo indispensabile. 
Si si, voto per lei.
Dopo festival!!!
E non mi sbagliavo!!!! Porca miseria se non mi sbagliavo!!! La penultima frase del mio precedente post si è avverata in men che non si dica!!!!
Il festival è stato vinto dal duo Giò di Tonno - Lola Ponce. Chi?
Si, due tizi che sono due attori di musical. Cosa che a sentirli era proprio inimmaginabile per una serie di motivazioni. Ad esempio per il fatto che questi due mentre cantavano non riuscivano a stare fermi due secondi nello stesso punto ma si muovevano a suon di tip tap, mambo, bachata, tango, cha cha cha, ballo del pinguino e gioca jouer. Oppure per il fatto che il brano è stato scritto da Gianna Nannini che non è mai stata impegnata col musical. A parte ultimamente, che sta preparando il suo spettacolo “Pia de’ Tolomei”, di cui il tonno col poncho è protagonista, ma sono dettagli. E sono sicura che voi non l’avete notato ma nel pezzo finale della canzone, dallo strascico del vestito luccicante della cantante usciva commosso il Gobbo di Notre Dame in persona.
Dopo il festival, Giò di Tonno ha dichiarato che continuerà la sua attività di cantautore e io sono rimasta sconvolta, perché mentre lui affermava ciò, io scoprivo nello stesso istante che costui una carriera di cantautore già l’aveva cominciata. Ohibò.
Ma andiamo avanti. Al secondo posto si è classificata Anna Tatangelo, che per chi non lo sapesse è la candidata al concorso di Miss Simpatia 2008. Con una canzone che è stata presentata come dotata di una sensibilità più unica che rara. Io poi l’ho sentita e ho anche letto il testo, ma quando lei ha dichiarato che voleva parlare del fatto che i gay sono più sensibili, ho capito che in effetti quella canzone era dotata di qualcosa di più unico che raro, ma era la banalità. Sono quelle quattro o cinque letterine che fanno la differenza.
Ovviamente la canzone è stata scritta da Gigi d’Alessio, come tutte le canzoni di Anna Tatangelo, che durante la premiazione ha colto l’occasione per lanciare al suo Gigi un “Ti amo”. Ma che emozione… non so più come fare a liberarmi dalle scorie emotive che da giorni vivono dentro di me dopo quel momento.
Anche io vorrei lanciare qualcosa a Gigi. A volte un insulto, a volte un calcio nel sedere, ma mi limito e gli lancio solo due domande attinenti al suo nuovo meraviglioso testo.
O Gigi, ma cosa ca**o vuol dire “Il mio amico si lascia accarezzare come un gatto”?
Ma soprattutto:
“Il mio amico mi confida le sue cose
Anche quelle che non sa”
Tralasciamo pure il fatto che quel “le sue cose” detta in questa maniera confidenziale sembra che si riferisca al ciclo mestruale e che con tutto l’impegno che può metterci, l’amico di Anna non potrà mai confidare di avere.
Volevo sapere per la precisione come cavolo fa a confidare le sue cose, anche quelle che ancora non sa. È forse un veggente?? Passa i pomeriggi con Anna a farsi i tarocchi?? Legge i fondi di caffé e poi li spalma in faccia alla Tatangelo a mo’ di fondotinta? Plausibile. Ti prego, fammi capire.
Il terzo posto è andato a Fabrizio Moro. Qui non commento perché il giovine mi sta simpatico e in fondo in fondo, ma molto in fondo, questa canzone non è poi così pessima. In fondo in fondo.
E ora, per tutti gli altri. I Finley. Che dire. Solo per il fatto che sono la nuova creatura di Claudio Cecchetto sputerei in faccia a tutti componenti. La canzone è orribile ma non li massacro per questo. Com’è che si chiamano i componenti? Ka, Dani, Ste e Pedro. Non so se l’intenzione sia quella di emulare Dodi, Roby e Red, ma quando questi qui si presentano per me ci mancano ancora Gig robot d’acciaio, Jem e le Hologram, Spongebob e Pikachu. Ma che cacchio di nomi.
Paolo Meneguzzi, di cui personalmente sentivo tantissimo la mancanza
, torna, in forma più che mai e con mille interrogativi. La sua canzone infatti comincia così:
“Quando io
Mi guardo intorno e vedo un mondo che non c’è
Per me
Diventa più difficile
Tra mille strade riconoscere la mia se c’è”.
No, non c’è. Credimi Pablo, non c’è. Comunque non preoccuparti, hai tutta la vita davanti per smettere di fare il cantante e cominciare un nuovo mestiere. Michele Zarrillo non sto manco a soffermarmi, la canzone non me la ricordo più. Ve lo descrivo l’anno prossimo, quando gli daranno un’altra spolverata e ce lo riporteranno lì sul palco dell’Ariston.
Little Tony, che si è pure infighettito, porta una canzone che, dico la verità, non è la cosa peggiore che abbia mai sentito, ma con la presenza di un coro a dir poco inquietante, che barcolla prima a destra e poi a sinistra a suon di musica e ti guardano con lo sguardo dolce e tranquillo di chi si trova davanti Bobby Solo col ciuffo a banana completamente sfatto. Ma comunque il mio giudizio su di lui è positivo. Perché anni fa è venuto a Villaputzu, mica per altro.
Veniamo ai gossip. Sulla diatriba tra i Tiromancino e Frankie Hi Nrg io sono assolutamente dalla parte del secondo. I Tiromancino si presentano con una canzone impegnata nel sociale e con sommo stupore mi rendo conto che l’intento non è affatto riuscito. Il testo non convince, la musica neanche. Frankie invece si presenta nel suo genere, sempre impegnato, ma riesce meglio, testo più genuino e interessante. Tra l’altro Zampaglione mio, che ad ogni modo ti stimo, nello scontro in diretta tv con Frankie sei stato piuttosto pesante e gratuito. Anche se vendi miliardi di copie più di lui, non hai comunque il diritto di dirgli che è un riciclato del festival e che non vende una cippa. E non puoi neanche dargli dell’incoerente per i suoi atteggiamenti e per aver partecipato, non tu che l’anno scorso hai dato del furbetto a Fabrizio Moro per essersi guadagnato facilmente la vittoria con un testo impegnato nel sociale e tu quest’anno hai tentato di fare la stessa cosa.
E uno sguardo veloce ai giovani. I Sonorha li ho già descritti nel post precedente. I Milagro, che sono parenti stretti degli Zero Assoluto, presentano una canzone con un titolo che risponde alla domanda comune a tutti. Quand’è che questi due spariranno? Domani.
I Melody fall. Quando sono apparsi,
In gara c’erano due figli d’arte. Uno è il figlio di Mogol, l’altro il figlio di Dodi Battaglia dei Pooh. Eliminati entrambi ala prima serata. Non ricordo neanche le loro canzoni, ma se proprio sento la necessità di ascoltarle, posso sempre ricorrere a Youtube.
Ma anche no.
All’anno prossimo, festival di Sanremo!
P.S. Diamo a Cesare ciò che è di Cesare. Il nomignolo Tonno col poncho è esilarante e appartiene alla mente di un commentatore del Daveblog.
P.P. S. Ciao Franci!!
Perché Sanremo è Sanremo.
E ci siamo arrivati alla serata finale del festival!!! Eccomi pronta a commentare!!! Dunque. Lo show è decisamente troppo lungo. Non sono riuscita a guardare fino alla fine nemmeno una puntata, ho preferito trasferirmi in camera a seguire la telecronaca della Gialappa’s band! La serata che ho preferito, manco a dirlo, è stata quella con i duetti. Anche dal punto di vista televisivo è stata più veloce e meno statica. E anche le canzoni presentate ne sono uscite migliorate.
Giudizio dei conduttori. Pippo Baudo è un bravo conduttore, indubbiamente, solo che forse dovrebbe essere un po’ più intermittente nella conduzione del festival. Come dire, va bene tornare al classico, ma ogni tanto anche una ventata di nuovo non guasterebbe. Visto che il festival oggi come oggi è principalmente un evento televisivo, badiamo anche a questo. Piero Chiambretti è bravissimo, adoro la sua lingua biforcuta, anche se qui è un po’ più “controllato” diciamo. E veniamo alle conduttrici. Andrea
E adesso, veniamo alle canzoni. Parliamo prima dei giovani. I miei preferiti, come al solito, non hanno vinto niente. Mi riferisco a Giua e Valerio Sanzotta. Mi piacevano le musiche, i testi e le voci. Sanzotta, debitore di Finardi, piacevole e con un testo che parla di pagine di storia sempre attuali usando frasi secondo me bellissime (“e mi svegliai un mattino in una vita sconosciuta/ una vita che sembrava già vissuta/ tra la luce che barbaglia e la casa che bisbiglia/ un sogno scolorava tra le ciglia”). E Giua, che parla d’amore senza cadere nel banale. Non mi dispiace il gruppo
E veniamo ai big. La canzone più bella è quella di L’Aura e che nessuno lo neghi! Tanto che merita il primo video del mio blog!! Nel duetto coi Rezophonic poi è diventato qualcosa di straordinario. È stato meraviglioso vedere tutti quei musicisti suonare insieme, il risultato è stato davvero esplosivo!!! Dopo L’Aura ci metto Tricarico. Tricarico si è fatto conoscere con la canzone “Io sono Francesco”. Io mi ricordo che ero in seconda superiore e questa canzone la mettevano al luna park come musica accompagnatrice dei giochi. E mi ricordo alcuni miei compagni di classe che la canticchiavano molto divertiti e allora ti rendevi conto che non avevano capito una m**ch*a, perché “Io sono Francesco” è tutto fuorché divertente. Io adoro Tricarico. Fa queste specie di filastrocche con testi che sono talmente veri che non puoi non riflettere, non puoi non rispecchiarti dentro e non puoi che dire “Cavolo, hai ragione tu Tricarico”. E allora io te la do la mia preferenza, anche se ti sei presentato in una condizione non proprio elegante e hai stonato di brutto. Ti adoro! Mario Venuti che ritorna con i Denovo? Che emozione!!! Che meraviglia!!! Anche lui non mi delude mai, sapevo che era una bella canzone appena ho letto il testo!!! Grandissimo!!! E una nota di merito anche per Max Gazzè, sempre originale nel modo di fare musica e anche di apparire. Bellissimo anche il duetto con Paola Turci e Marina Rei.
Siccome oggi ho solo elogiato, smetto qui e i giudizi negativi li lascio ai giorni dopo la finale.
Anche perché temo che vincerà qualcuno di terribile...
Spero di sbagliarmi.
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