Che cos'è l'amor...chiedilo al vento

Questo è il mio regno e per una volta la protagonista sono solo io.

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martedì, 26 febbraio 2008

Ed è arrivato, il festival!!! Puntuale come un orologio svizzero, anche quest’anno a riempirci di fiori e canzoni, la città di Sanremo fa l’ingresso nei nostri teleschermi. Parlano già di ascolti bassi eccetera eccetera, più o meno come tutti gli anni. Che palle. Tanto tutti gli anni è la stessa storia. E il festival non vale niente, e le canzoni non sono belle, polemiche su polemiche che non portano ad altro che alla preparazione della prossima edizione. Premetto che io vorrei vedere il dopofestival prima del festival in sé e a causa dell’orario non ci sono ancora riuscita. Premetto anche un’altra cosa, cioè che il festival è molto più divertente e interessante ascoltando i commenti della Giallapa’s band che tutti gli anni su radiodue cura le dirette. E altro motivo per guardare il festival: leggere i commenti sul Daveblog e nel blog di Selvaggia Lucarelli che quest’anno è lì in veste di inviata da Tiscali (beata lei!). Non mi dilungo nel racconto della serata, metto giusto qualche gusto personale da commentare. Mi è piaciuto moltissimo Eugenio Bennato. Sarà che ha portato il sud al festival? Sarà che ha movimentato la serata con la sua musica? No, sarà che è proprio bravo e non c’è niente da fare. Mi è piaciuta L’Aura, anche se assomiglia tanto a Elisa nel modo di cantare, propone testi molto differenti dalla collega di Monfalcone. Frankie Hi Nrg devo risentirlo bene. Durante la sua esibizione ero al telefono con la mia mamma!!!  Mi piace molto Max Gazzè, ma ne ero certa ancora prima di sentire la canzone e poi credo di avere ormai un debole per Tricarico, anche se ha stonato di brutto. Adoro i suoi testi e anche il modo in cui si comporta. Timido, educato. Se vince lui sarebbe una meraviglia. Peccato che lo faranno fuori alla prima occasione. Ma conservo ancora un po’ di speranza. Non mi è dispiaciuto neanche Fabrizio Moro, vincitore tra i giovani lo scorso anno e tornato di diritto tra i big, anche se diciamolo, la canzone è molto simile a “Pensa”.

 

Commenti brevi. Anna Tatangelo da quando è saltata fuori la notizia della sua relazione con d’Alessio che gli ha scritto anche questo testo, ha sempre difeso la sua storia d’amore con tutta sè stessa. Ha fatto il possibile per non far pesare la differenza d’età tra lei e il suo compagno e ci è riuscita. A oggi, dimostra rigorosamente 40 anni. Bellissima eh, ma pur sempre quarantenne. Ho sentito dire che con la sua canzone, mai come in questo modo il tema dell'omosessualità è stato trattato così direttamente. E io smentisco tutto, 14 anni fa Federico Salvatore ha presentato la canzone "Sulla porta" e siccome il tema sembrava scabroso, hanno fatto di tutto per troncargli la carriera.

Paolo Meneguzzi e Michele Zarrillo che ci fossero o no, era esattamente la stessa cosa.

 

Per massacrare i Finley devo aspettare. Non ho visto nemmeno loro. Ma ho sentito che i Gialappi hanno paragonato il loro look a una versione mal riuscita dei Placebo di parecchi anni fa.

 

E un occhio di riguardo ai giovani. I Melody Fall, che non ho visto, riesco a bocciarli solo perché li ho sentiti definire i Tokio Hotel italiani. No, fermateli! In più occasioni ho difeso gli originali tedeschi, ma i cloni non li voglio neanche vedere.

Promuovo: Valerio Sanzotta (bravo bravo) e Giua. E mi sa anche i Frank Head, talmente tamarri da essere semplicemente adorabili!!

 

Se mi gira commento di giorno in giorno… intanto guardiamoci la seconda serata!

In tema musicale, concludo per l'appunto con la citazione più attinente che mi viene in mente!!!

 

Negrita

Questa tivvù che non c’è mai niente,

che c’è solo stronzate e via,

ma questa sera tutti al televisore,


che c’è Pippo che ci porta via,


e così sia.

Postato da: Saretta83 a 18:42 | link | commenti (1)

sabato, 23 febbraio 2008

Credo che dentro me viva una percentuale di clochard. Già, perché appena mi chiedono di partecipare a qualcosa che somigli vagamente a una gita, sono assolutamente disponibile. Che la durata sia di due ore o di due settimane non importa!! L’importante è girare. E così, dopo la super partecipazione a Milano per il concerto dei 30 Seconds To Mars, ho partecipato a un altro mini viaggio. Tre giorni, assieme a mia mamma e mio zio. Passati tra Verona e Bolzano. Bella esperienza.

Si parte da qui domenica mattina alle 10. Notare che inizialmente dovevo essere l’unica L'Arena di Veronapersona a non partecipare. Dovevano andare mia mamma, mio babbo, mio zio con moglie e figli, altri due miei zii. Solo che: i figli di mio zio hanno avuto l’influenza e sono rimasti a casa con la mamma. A mio babbo è passata la voglia di girare per un motivo ancora ignoto, all’altro mio zio è venuta la febbre e mia zia è rimasta con lui. Da comitiva vacanze a duo solitario. Così entro in scena io. Il jolly di turno. Preparo poca roba in una borsa e si parte. A Verona ci arriviamo verso le 13, circa 3 ore di macchina. Entriamo in un ristorante e pranziamo. Dopodichè, un bel giretto per Verona non ce lo toglie nessuno. Avevo già visitato questa città con la gita organizzata in terza media, in assoluto la gita scolastica più bella cui io abbia mai partecipato. Mi sembra di avere di nuovo 13 anni. E ciò mi fa piacere, anche perché non mi fermo a pensare che l’anno prossimo i 13 anni, ce li ho per gamba (ohibò).Arena Vistiamo l’Arena e la visito anche dentro. Vista alla tv sembra immensa. Non che sia piccola eh, però un po’ più ridotta rispetto alle aspettative si. Ah, quello che vedete nella terza foto non è uno scafandro abbandonato, ma solo il mio cappotto con me dentro. Abbiate Io all'Arenapazienza, io sono freddolosa e al nord le temperature non sono poi così alte. Dopo aver girato per l’Arena ne usciamo e andiamo a vedere la casa di Giulietta. Trovarla è semplicissimo, la strada che porta a questa è tempestata di cuori, se non sbaglio viene proprio chiamata “la via dell’amore”. C’è ovviamente tantissima gente, così ci addentriamo nella folla e stiamo alcuni minuti. Uno sguardo alla statua di Giulietta, uno al balcone e ce ne riusciamo, prima che la folla otturi l’uscita!!Giulietta A seguire, altro giretto per la città, ci troviamo davanti alla Porta Leoni, agli scavi romani proprio al centro di una strada e alla Balconechiesa di San Fermo. Raccontato così sembra un giretto brevissimo, ma è durato due ore!!! Così saliamo in macchina e ci dirigiamo in albergo. Mia mamma e mio zio sono lì per partecipare a una specie di convegno per commercianti… io non c’entro una mazza, ma già che ci sono partecipo pure io. Dopo un cenone di gruppo, la stanchezza si fa sentire, così ce ne andiamo ognuno nelle proprie camere per la notte. L’albergo è a 4 stelle, che se non fosse perché era tutto organizzato da altri ce lo saremo sognato anche solo di passarci davanti!!! Il giorno dopo dobbiamo partecipare a delle riunioni e a uno show room. Visto che con quell’ambiente c’entravo poco e niente pensavo e temevo di annoiarmi moltissimo, invece per fortuna mi sbagliavo. È stato tutto divertente e interessante. Finita questa riunione dobbiamo partire per Bolzano. In questa città non ci sono mai stata. Arriviamo che sono le 18 circa,Bozen quindi è già buio. Onestamente… gli abitanti di Bolzano mi perdonino… non è che mi sia piaciuta tanto… Lì parlano il tedesco, i cartelli sono scritti in tedesco e poi quasi tutti tradotti in italiano. Non sentivo nessuno Cantiereche parlasse come me. Saranno stati i colori della città, il buio, la lingua, ma non mi sono mai sentita così straniera!! E i palazzoni, così alti, imponenti… le campane… la città semideserta… sembrava che se ne fossero appena andate via le SS. Sembrava di essere piombati all’epoca del fascismo. Non è bello da dire, per questo, se qualche bolzanino passa di qui, chiedo di comprendermi!!! Io dopotutto vengo dalla Sardegna e amo la mia terra, Bolzano è tutto l’opposto!!! Ciò non toglie che anche la mia Piazza Walthervisita lì sia stata una bella esperienza. Piena di sfumature. Tipo la scoperta che in tedesco la parola "cantiere" si traduce "Baustelle"!!! Tipo che poi ho scoperto che l’albergo dove stavo era quello sbagliato. Mi spiego. Nello stesso cortile sorgono due alberghi con lo stesso nome. Io dovevo andare nel secondo. Ma che cavolo ne sapevo, ne ho visto uno e ho pensato fosse una cosa sola. Tanto avevamo una prenotazione, i padroni dell’albergo sapevano tutto. E invece non sapevano niente, fingevano di avere una prenotazione in modo da fregare i clienti all’altro hotel. Che bel comportamento!!!!

Anche interessante sapere che nella sala della colazione girava un gatto che in tutta tranquillità si siede nel tavolo con i clienti. E che la donna padrona dell’albergo lavora all’insegna della lucidità. Mia mamma ha ordinato un latte macchiato e le ha portato un caffé macchiato.

Dettagli.

 

Ma sentite il dialogo tra la donna e un altro cliente.

Donna: “Cosa le preparo?”

Cliente: “Un cappuccino”

Donna: “Bene. Arriva subito.”

Cliente: “I miei colleghi sono già venuti a fare colazione?”

Donna: “No, ancora no”

Cliente: “Ok, grazie”

Donna: “….cos’è che mi ha chiesto?”

Cliente: “…le ho chiesto se ha visto i miei colleghi…”

Donna: “No, intendevo dire che cosa mi ha chiesto per colazione”

Cliente: “Un cappuccino…”

Donna: “Bene. Arriva subito.”

 

Olè. W l’attenzione costante. Il cliente intanto ha finto indifferenza ma io l’ho visto che spaventato, cercava sguardi di comprensione da chiunque avesse attorno. Da altri clienti che di italiano non capivano una mazza, da me che ero di fronte a lui e dal gatto che non lo lasciava un attimo.

 

Dopo aver fatto degli altri giri per lavoro, siamo saliti in macchina e rientrati. Adesso non devo andare da nessun altra parte, se non in facoltà a lezione. Che detto così non è tanto entusiasmante. Metto a riposo l’anima da clochard, in attesa di una nuova avventura!!

Postato da: Saretta83 a 17:24 | link | commenti

giovedì, 14 febbraio 2008

IMG_0960



12-02-2008 (Stasera mi invidio la vita).

 

Ora che mi sono ripresa posso raccontare. Il 12 febbraio non era una data come le altre. A me basta poco per rendere un periodo speciale e questo lo è. Da tempo avevo deciso di accettare la proposta di Ale, conosciuta qui, di passare una giornata a Milano a vedere un concerto vero e proprio dei 30 Seconds To Mars. La notizia mi arriva a ottobre. E dico di sì da subito. Appena vengo a conoscenza della notizia, chiamo Irene. Impiega ben 3 secondi per dire che è assolutamente disposta ad accettare l’invito. E così si organizza. Inizialmente dovevamo essere 6 persone, due però non sono potute venire. Siccome mi dispiace moltissimo, ci tengo a salutarle via blog: ciao Antonella, ciao Federica. E ci tengo a dire che anche se il momento non è bello e il dispiacere è forte, di occasioni per fortuna ce ne sono tantissime altre!!! Ci sono passata anche io, le occasioni non mancano e sono sempre più vicine di quello che sembrano!

 

Ma veniamo al racconto. I viaggiatori siamo io, Irene, Ale e Gianni, conosciuto per l’occasione. L’idea è quella di prendere il treno che parte all’alba. In sostanza. Io lo perdo. Echeca**o. Vengo poi a sapere che quel cavolo di treno (che io dovevo prendere da Massa) previsto per le 6.50, parte in realtà alle 6.45… trenitalia di mmmmmerda!!! Prima mi viene lo scoramento. Quella che doveva essere una giornata me-ravigliosa sembra tramutarsi lentamente in una giornata di me-rda…è quel finale che fa la differenza. Ire al telefono cerca di tranquillizzarmi ma io sono disperata. Quel treno che si allontana mi ferisce immensamente. Sto per rinunciare. Sto perdendo le speranze. Finche non scorgo il biglietto del concerto dentro la borsa. Lo tengo in mano. Sta per scendere una lacrima ma si ferma lì. Il dispiacere si fa da parte e subentra la ragione. Si, è vero, il treno l’ho perso. Ho mai creduto al fatto che ci sia solo un’occasione? No, mai. C’è sempre una seconda occasione, ce le tirano addosso le seconde occasioni. Credere che le cose siano uniche non fa parte di me. Credo che ogni emozione sia unica, questo si, ma non che ci capitino una volta e mai più. Guardo di nuovo il biglietto: e no che non vi perdo, non vi libererete di me così facilmente, 30 Seconds To Mars!!! Ho passato anni a farmi ore e ore di treno e nave per andare a casa, cosa volete che mi faccia, prendere un treno da sola per arrivare a Milano!!! Esperienza già fatta più di una volta!!! Salgo su un altro treno. Il tragitto è diverso da quello previsto in precedenza. Passo dal litorale ligure. Spettacolo!! Non sono mai stata oltre Sestri Levante, devo dire che la visuale è proprio ottima. A Genova Brignole cambio e salgo sul treno che mi porterà a Milano. Naturalmente è in ritardo. Di un’ora. Trenitalia  di mmmmmerda e due! Finalmente quel ca**o di treno parte. Avviso gli altri, che fanno in tempo ad arrivare a Milano un’ora prima di me, ovviamente. Perdonatemi ragazzi!!! Mi aspettano alla stazione e io comincio a fremere. Guardo i paesi che attraversiamo. Novi Ligure, tristemente noto per Erika e Omar. Tortona, noto alle cronache di anni fa per il lancio dei sassi dai cavalcavia. Si, guardare questi paesi non è un bel passatempo. Chiudo gli occhi e sonnecchio un po’. Mi risveglio che siamo a Voghera. Prima delle due fermate. Dopo non molto siamo a Pavia. Ultima fermata. Bene Milano, arrivo. E ti riconosco immediatamente. Dall’inconfondibile nube di smog che ti sovrasta!!! A parte scherzi, io adoro questa città e penso che sia semplicemente bellissima!!! Finalmente vedo la scritta Milano Centrale e il cuore mi fa un balzo in gola!! Oddio ci sono!! Oddio eccomi!! Scendo e incontro finalmente i miei compagni di concerto!!! Che carrambata!!! Mi butto alle loro ginocchia implorando il perdono per averli fatti aspettare!!! Finiti i saluti ci incamminiamo verso l’Alcatraz. Saliamo in metropolitana, ci uniamo ad altri ragazzi diretti nella stessa meta e in men che non si dica ce lo ritroviamo lì, un cancellone enorme e sopra la scritta Alcatraz. IMG_0959Oh mamma mia, ci siamo. All’Alcatraz ci sono legata sentimentalmente. Lì ho visto i Placebo per la prima volta e con un passato così so che quel luogo non mi potrà mai deludere. Arriviamo e la fila è già immensa. Non è neanche mezzogiorno e mezza. A capitanare la fila miriadi di ragazzine che guardano in cagnesco e ruggiscono che “la fila è dietro!!”. Così ci mettiamo in coda. Dopo tre ore in piedi e due centimetri di avanzamento stabilisco che non ce la posso fare. Io e Irene usciamo dalla fila, Gianni e Ale resistono, non so come, ma resistono. Una volta uscite facciamo un giretto. Ci ritroviamo davanti alla chiesa di Scientology. Uuuuuuhhhhhhh che emozione. Dopo aver brevemente pensato al giro di miliardi che circola in questa buffonata di setta continuiamo la passeggiata. Siccome non abbiamo mangiato andiamo a prenderci un panino. E adesso state bene attenti.

 

Entriamo nella panetteria. Esposizione di panini, pizzette, focacce…indecisione.

Commessa: Buonasera.

Io: Buonasera! Possiamo dare un’occhiata??

Commessa: ma certo!!

Io: Grazie!! (A Irene, sottovoce): che cosa prendi?

Commessa (riavvicinandosi): Where are you from?

 

Sbalordimento. In modo non troppo simpatico rispondo “dalla Sardegna!!”

 

Commessa: “Oddio scusami!!! Mi è sembrato che stessi parlando in inglese!!! Che figura!!!”

Io rispondo: “Non importa…non ti preoccupare…”

 

Ma in realtà penso “Ma sei scema??? È un quarto d’ora che sto parlando!!!”

Parafrasando ho quasi capito che in un modo o nell’altro mi ha detto che quando parlo non si capisce una mazza. Mah. C’è gente strana a Milano.

 

Torniamo e la fila è esattamente come prima, non si è mossa di mezzo centimetro. L’attesa è snervante. Dopo altre ore passate tra attese e altre passeggiate finalmente aprono questi benedetti cancelli. E riusciamo a entrare in modo quasi fluido. L’Alcatraz è esattamente come lo ricordavo. L’emozione sale!!! Ale e Gianni li abbiamo persi nella folla. Ancora un po’ di attesa e finalmente comincia lo show. Sale il gruppo spalla, di cui purtroppo ignoro il nome. IMG_0941Accoglienza freddina. Fanno una specie di house e il cantante ci canta sopra con una voce stile metal. Di primo acchito mi fanno cagare, poi il cantante si spoglia e scopro di apprezzarli moltissimo!! No dai, scherzo. Le prime due canzoni non mi sono piaciute affatto, la terza e la quarta un po’ meglio. Comunque scoprirò il loro nome.

 

Poi finalmente arrivano loro. Eccoli i ragazzi di Marte!!! Carichi al massimo!!! C’è spazio per tutto!! Primo e secondo album, versioni rock e acustiche… ottima presenza scenica, ottimo rapporto col pubblico, ottimo tutto. Jared Leto conferma di avere una bellissima voce, perfetta e potente, quasi indistinguibile dal disco. Coinvolge il pubblico, ci fa cantare e si ferma, una e due volte, quando vede che alcune persone del pubblico sono troppo concentrate a spintonare gli altri impedendo loro di godersi lo spettacolo. Ecco perché di solito opto per i lati!!! Ho scattato qualche foto, ma non sono venute bene. Comunque le pubblico lo stesso. Purtroppo della scaletta IMG_0947non ricordo assolutamente l’ordine, a parte che sono entrati sulla musica della Carmina Burana “Oh Fortuna” e partiti con “Battle of one”. Dico però che non sono mancati i singoli “The Kill” (con la presenza di Silvia!!!), “From yesterday”, “A beautiful Lie”. C’erano le splendide “Attack” e “Was it a dream”. Per gli amanti storici, dal primo album c’erano anche “Buddha for Mary”, “Oblivion” e la meravigliosa “Echelon”, per l’emozione collettiva degli Echelon presenti!!!

 

Un’ora e mezzo di musica e un’ora e mezzo di emozione fortissima. Gli Echelon sono coloro che i 30 seconds to Mars li seguono da sempre e che hanno fatto della loro musica una religione, un qualcosa in cui credere. E sono molto più che semplici fan.

Io al momento sono una che li ascolta e che apprezza moltissimo, non merito ancora il titolo di Echelon, ma sarei disposta a partire adesso stesso pur di rivederli. La serata meravigliosa finisce fuori dall’Alcatraz, sperando che uscissero anche solo per salutarli, ma niente da fare, purtroppo hanno lasciato il locale da un’uscita secondaria.

 

Chiamiamo un taxi e assieme ad altre due ragazze conosciute al momento ci dirigiamo in stazione per passare la notte. Si riparte alle 7. Tra una sonnecchiata e un’altra la mattina arriva. Saliamo sul treno e quando questo parte… beh, sento già la mancanza di questa giornata, sento già la mancanza di Milano.

 

Ora non mi resta che tornare alla normalità. Ma non subito. La mente è ferma al 12 febbraio. Ci rimarrà per un po’ di tempo. Mi basta chiudere gli occhi e tapparmi le orecchie, estraniarmi da tutto ed entrare nel mio mondo dei sogni, fatto anche di verità, e chi lo dice che un sogno non può essere reale? Questo lo era.

 

Chiudo la porta della mia stanza e mi lascio avvolgere dalla musica. È sempre lei la protagonista. La sento alle mie spalle, mi segue, mi protegge e mi abbraccia forte, affinché le mie emozioni non si allontanino mai da me.

Postato da: Saretta83 a 22:59 | link | commenti (6)

sabato, 09 febbraio 2008

Carla BruniPosso affermare con certezza che non so se conosco una persona cui questa donna sia simpatica. Beh, in effetti è una figlia di papà, è sempre in mezzo alla cronaca rosa, ha un atteggiamento snob che la rende molto fredda e distaccata. È chiaramente una calcolatrice umana.

 


In sostanza, io Carla Bruni, la adoro!!

 

Ma non è che la adoro da adesso, la adoro ormai da anni. Quando era una modella non avevo idea di chi fosse. Ho cominciato ad apprezzarla come musicista. Quando è uscito il suo disco in francese, mi ha davvero colto di sorpresa. Di solito, una modella, o comunque qualcuno che non è diventato famoso per questa disciplina, quando si mette a fare musica fa storcere il naso. E in effetti di esempi ce ne sono a bizzeffe. Jennifer Lopez ad esempio. Bellissima e secondo me pure brava come attrice, ma cantante no, per carità. Ma non dilunghiamoci.

La Carlà invece, secondo me è pure brava come cantautrice. I testi non cadono in facili banalità e mi piacciono pure le melodie.

 

Adesso se ne parla di Carla, pure troppo!! Perché è la presidentessa. L’ha sposato, Sarkozy. L’ha sposato lei, che ha votato Ségolène Royal alle presidenziali. Secondo voi è falso questo matrimonio? Secondo me si, finto come un anello vinto nell’uovo di Pasqua. Si vede tantissimo, se ne accorgono tutti. Tranne uno. Sarkozy. Secondo me è andata proprio così. Questo matrimonio porterà a Carla altro denaro, altra popolarità. In sostanza. Le porterà tutto quello che vuole. Se poi c’è anche l’amore per davvero, beh, ben venga.

 

Il suo passato sentimentale è altrettanto movimentato. Carla si fidanza con l’editore Jean Paul Enthoven. Che nel frattempo è sposato con Justine Levy. Quest’ultima, nel suo libro “Rien de grave”, ha descritto il modo in cui una donna ruba il marito alla protagonista della storia. La donna, nel romanzo, è soprannominata “Terminator”. Chissà a chi si riferisce.

Carla ha anche un figlio, che si chiama Aurelian, che ha avuto con Raphael Enthoven. Il figlio di Jean Paul.

 

In un’intervista ha anche dichiarato: “Tradire gli uomini mi piace, perché in fondo se lo meritano.”

 

Capito che tipa?





QUALCUNO MI HA DETTO

 


Mi hanno detto che le nostre vite non valgono gran cosa,
passano in un istante come appassiscono le rose.
Mi hanno detto che il tempo che scivola è un mascalzone,
che dei nostri dispiaceri si è fatto dei mantelli.

Eppure qualcuno mi ha detto...
…Che...
…Tu mi amavi ancora,
c'è qualcuno che mi ha detto che tu mi amavi ancora.
Sarebbe possibile allora?

Mi hanno detto che il destino si prende ben gioco di noi
Che non ci da niente e ci promette tutto
Sembrerebbe che la fortuna sia a portata di mano
Allora si tende la mano e ci si ritrova pazzi

Eppure qualcuno mi ha detto...
…Che...
…Tu mi amavi ancora,
c'è qualcuno che mi ha detto che tu mi amavi ancora.
Sarebbe possibile allora?

Ma chi è che mi ha detto che tu mi amavi sempre?
Non me lo ricordo più, era notte tarda
Sento ancora la voce, ma non mi ricordo i tratti
“lui vi ama, è un segreto, non ditegli che ve l’ho detto”

Vedi che qualcuno me l’ha detto…
…Che…
…Tu mi amavi ancora,
me l’hanno detto veramente che tu mi amavi ancora
Sarebbe possibile allora?

Mi hanno detto che le nostre vite non valgono gran cosa,
passano in un istante come appassiscono le rose.
Mi hanno detto che il tempo che scivola è un mascalzone,
che delle nostre tristezze si è fatto dei mantelli.

Eppure qualcuno mi ha detto...
…Che...
…Tu mi amavi ancora,
c'è qualcuno che mi ha detto che tu mi amavi ancora.
Sarebbe possibile allora?

 

Postato da: Saretta83 a 18:08 | link | commenti (8)

sabato, 02 febbraio 2008

Sarà la pioggia. Sarà il grigio. O più probabilmente, sarà il fine settimana che al contrario di molte persone, io non ami particolarmente. Mi intristisce. Fa in modo che aumenti la nostalgia, forse perché il fine settimana è vuoto di impegni, quindi la testa va molto facilmente a girare per conto suo, al di fuori di ogni volontà. Perché la casa, la lontananza, il paese, la famiglia, sono stabili nel cuore e quando si spostano nella testa diventano amplificati. Ogni pensiero viene ingigantito.

 

Anche se in fondo, qui sto bene e i rami di famiglia sono con me.

 

Eppure il week end agognato dai lavoratori, mi rattrista. Sarà perché lo trovo più lento. O sarà forse che sono una pseudo-bambocciona e dato che non ho impegni grossi, non mi rendo conto della bellezza di questi giorni. Sarà.

 

Avrei voglia di prendere la macchina e andare al mio mare, ora che la posso guidare io.

 

Avrei voglia di teletrasportarmi a casa. Oh, sarebbe veramente bellissimo.

 

Avrei voglia di andare a un concerto. Cosa che se Dio vuole farò presto, eppure mi sembra ancora così lontano… sarà che è periodo di esami e sarà la consapevolezza di non aver mai brillato in questo. E la consapevolezza di non brillare mai. Solo in questo, intendo. Eppure siamo qui. A tirare avanti.

 

Questo post sembra proprio vuoto a rileggerlo. Tuttavia, anche lui merita il suo spazio.

 

E con tanto di colonna sonora.


 

 

Non mi ferisce.
Vuoi sentire, che effetto fa?
Vuoi sapere, sai che non mi ferisce?
Vuoi sentire dello scambio che sto facendo.
Tu, tu ed io.

E se solo potessi
Fare un patto con Dio
Convincerlo a scambiarci di posto
Salirei di corsa quella strada
Salirei di corsa quella collina
Salirei di corsa quell' edificio
Se solo potessi, oh…

Non vuoi ferirmi
Ma vedi la pallottola quanto giace in profondità.
Inconsapevole che ti sto facendo a pezzi.
C’è un tuono nei nostri cuori, tesoro.

Così tanto odio per coloro che amiamo?
Dimmi, entrambi ci interessiamo, vero?
Tu, tu e io.
Tu e io, non saremmo infelici.

E se solo potessi
Fare un patto con Dio
E convincerlo a scambiarci di posto
Salirei di corsa quella strada
Salirei di corsa quella collina
Salirei di corsa quel edificio
Se solo potessi, oh…

“Dai tesoro, da, dai cara
lasciami rubare questo momento da te adesso.
Dai, angelo, dai dai, tesoro
Scambiamo l’esperienza”
Oh…
E se solo potessi
Fare un patto con Dio
E convincerlo a scambiarci di posto
Salirei di corsa quella strada
Salirei di corsa quella collina
(senza) problemi.

E se solo potessi
Fare un patto con Dio
E convincerlo a scambiarci di posto
Salirei di corsa quella strada
Salirei di corsa quella collina
Nessun problema.

Se solo potessi, salirei di corsa quella collina

Postato da: Saretta83 a 17:30 | link | commenti (8)