Che cos'è l'amor...chiedilo al vento
Questo è il mio regno e per una volta la protagonista sono solo io.
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Sono sincera. Non mi è mai capitato di riciclare un regalo. Ma adesso faccio qualcosa che gli assomiglia. Riciclo, ma non un regalo. Un augurio meraviglioso che ho ricevuto da Meg, la mia amica blogger di Milano, e che ha lasciato in un commento in questo post.

Siccome è una poesia davvero meravigliosa, io la utilizzo sia per ringraziare Meg di avermela donata, sia per augurare a tutti coloro che mi stanno leggendo l'augurio di un meraviglioso Natale!!!
Auguroni!!!!!
"Il mago di Natale"
Gianni Rodari
S'io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l'alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all'Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po' di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.
In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d'ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock n'roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s'intende.
In piazza San Cosimato
faccio crescere l'albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l'albero del panettone
in viale Buozzi
l'albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.
Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all'albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.
Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l'albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.
-- Sara --

BIRTHDAY GIRL
La titolare comunica che oggi è il suo compleanno.
Sono assolutamente richiesti gli auguri.
Ribadisco l'assolutamente.
Beccatevi alcune foto (e relativa descrizione).

Con la mia coroncina

Vi guardo intensamente per ricevere uno straccio di commento con gli auguri.

Letteralmente a terra. Dopo due fette di torta. Al rum. Sono sobria. Giuro che lo sono.
Contessa Miseria.
Nella mia carriera scolastica, che ormai è decennale, ho avuto modo di trovarmi davanti alcune tipologie di insegnanti. Oggi voglio raccontarne una specie. La prima volta che me la sono ritrovata davanti è stata alle scuole superiori. Era l’insegnante di economia aziendale. In realtà pensavo fosse una specie più unica che rara. Una di quelle persone che secondo me, tutto avrebbero voluto essere, tranne che insegnanti. Non veniva mai a lezione ma a scuola sì e si divertiva pure tanto a gironzolare per i corridoi e a fare finta di lavorare, parlando una volta con uno, una volta con un altro insegnante. Peccato che non facesse altro che raccontare i suoi cavoli. Nulla a che vedere con l’insegnamento. Nulla a che vedere con noi. E in effetti il suo insegnamento si è trasformato per la maggior parte dei miei compagni in un totale fallimento. E dire che quando mi sono ritrovata a studiare economia all’università ho avuto tanta paura!! Invece per fortuna mi è andata bene, perché l’insegnate (un uomo stavolta) era davvero appassionato di quello che faceva e riusciva a rendere non dico piacevole, ma tollerabile, persino una materia pesante come questa.
Pensavo e speravo di aver finito dunque di incontrare persone di quel calibro. Pensavo che l’ambiente universitario doveva essere più serio e in più, visto che io l’università la faccio a Pisa che tutti mi hanno sempre decantato come università prestigiosa, pensavo che un po’ di selezione in più si facesse, prima di mettere delle persone inadeguate ai propri ruoli. Ma mi sbagliavo.
Ne ho ritrovato un altro esemplare. Anzi, due. Quando si dice la fortuna. Altre due donne della stessa tipologia della mia ex insegnante. Qui impegnate a insegnare le discipline teatrali. Con un modo talmente simpatico e disponibile da rendere a dir poco ripugnante una materia così bella come il teatro. Una di queste due l’ho già affrontata, una ancora no. Ci ho provato, ma non ci sono ancora riuscita. Ma torniamo a bomba. Quello che accomuna queste tre persone è il modo di comportarsi. Un esempio. Le vedi da lontano e le scambi per delle ragazze. Poi man mano che ti avvicini ti rendi conto di aver preso un abbaglio. Va detto che comunque, sono (quasi) tutte e tre delle belle signore e qui sta il punto. Che sono “signore” e non “ragazze”. Anche se fanno di tutto per assumere un atteggiamento giovanile che talvolta, sfocia nel ridicolo. Come la mia ex insegnante che il giorno della maturità implorava un altro prof e col fare da bambina capricciosa chiedeva “Me lo compri il gelato??”. Assurda.
Per le universitarie la solfa non è molto diversa. A volte l’abbigliamento, a volte i modi fanno trasparire gli sforzi per apparire sempre più giovani di quello che si è. Solo che il rapporto coi giovani, è allo stesso tempo un rapporto di amore e odio. Vogliono ostentare la loro esperienza ma senza mettere di mezzo gli anni passati. Sono le uniche insegnanti con cui non sono mai riuscita a trovare un dialogo. Un minimo punto d’incontro. Niente di niente. Il tono iniziale è già quello di sfida. Se sgarri non ti aiutano. Al massimo ti umiliano. In breve. Se per l’insegnate di economia era palese che volesse intraprendere un qualunque mestiere a eccezione dell’insegnate, per queste due l’atteggiamento non lascia vedere altro che l’insuccesso di una carriera d’attrice mai andata in porto. Quello che traspare è questo.
Anche perché confrontando il loro atteggiamento con quello di altri insegnanti conosciuti, la differenza è a dir poco abissale. Gli altri mi hanno sempre aiutato e per aiutato non intendo che mi abbiano sempre promosso anche quando non lo meritavo. Ci sono stati esami che ho dovuto dare più di una volta, eppure i prof non hanno mai fatto niente per dimostrarsi antipatici o per umiliarmi o farmi sentire in colpa. Niente di tutto questo. Anzi, tendevano a incoraggiarmi e a incoraggiare chi avevano davanti.
A me gli atteggiamenti di cui ho voluto parlare fanno una tristezza infinita. E mi ricordano una canzone meravigliosa della mia cantante preferita, Carmen Consoli. Canzone che per titolo ha lo stesso titolo che ho dato al mio post.
A volte non ci vuole niente per portare con classe la propria età. Basta un minimo di buonsenso.
L'ho incontrata diverse volte piuttosto ubriaca
la chiamavano contessa miseria
per la sua aridita'
era disperatamente sola
alle porte dei sessanta
tristemente avvolta da vistose piume di struzzo e volgari ferraglie
sul muro della sua casa la scritta
contessa miseria
la vita prima o poi
estiunge il suo debito
contessa miseria
la vita prima o poi colpisce a sorpresa
Nei suoi occhi il terrore costante del tempo che passa
ed avrebbe dato qualunque cosa per un elisir
di lunga vita
era disperatamente sola
alle porte dei sessanta
dolcemente assorta tra gloriosi ricordi impregnati di ciprie e di rien ve na plus
contessa miseria
la vita prima o poi
estiungue il suo debito
contessa miseria
la vita prima o poi colpisce a sorpresa
senza chiedere
senza preavviso
contessa miseria
la mente ibernata a vent'anni
vittima dell'inganno di questo secolo
che rincorre il mito di forme avvenenti
e di chirurgia estetica
contessa miseria
la mente non cambia
contessa miseria
la mente non cambia
contessa miseria
la mente non cambia
contessa miseria
la mente non cambia
contessa miseria
contessa miseria
la mente ibernata a vent'anni
Stranezze scolastiche degne di nota.
Numero 1.
Sapete quanto la questione "chiudi la porta del cesso quando sei impegnato dentro" mi rimanga molto a cuore. Cosa che ho notato in questi ultimi giorni in facoltà, ha a che fare con l'uscita dal bagno da parte degli uomini. Vorrei sapere perchè nell'80% dei casi, il ragazzo si allaccia i pantaloni solo dopo essere uscito dal bagno e solo dopo essere rientrato nel corridoio. Ma non si può fare tutto in gabinetto? Perchè rendere partecipi tutti i passanti?
Numero 2.
Nel bagno al secondo piano della facoltà di Lettere e Filosofia a Pisa, nella porta è attaccato il simbolo dell'omino che segnala che quel bagno è riservato agli uomini. Ma all'interno sorge un inspiegabile cestino per gli assorbenti.
Smarrimento.
Numero 3.
Questa non è una critica. Premetto che io la mensa universitaria la adoro e ritengo che nel campo scolastico rappresenti il mio migliore investimento, non posso comunque non rimanere perplessa davanti a cotanto menù.
Lunedì: patate.
Martedì: purè.
Mumble...mumble...
Numero 4.
Aguzzate la vista.
Accanto all'aula studio sorge questo profetico cartello. Simbolo certo che l'elisir di lunga vita non tarderà ad arrivare. (la foto è storta ma ero di fretta e non sono rimasta lì a prendere le misure!)

Happy birthday to you...

Tanti auguri a te
tanti auguri a te
tanti auguri a Brian
tanti auguri a te!!!!!!!!!!!!!
BUON COMPLEANNO!

(lo so, forse è un gesto infantile, ma non posso farne a meno)
Sogni. Di rock’n roll?
No, non credo.
Qualche mese fa (qui, precisamente) ho eletto il conduttore/attore Flavio Insinna al titolo di “Uomo dei miei sogni”. Molto probabilmente questo titolo, per il medesimo motivo, va condiviso con un altro personaggio. Stavolta spaziamo dalla televisione alla musica. Ebbene si. l’uomo che ultimamente si impadronisce dei miei sogni ha un nome, anzi, per citare uno dei suoi
numerosi album, ha un nome e un cognome: Luciano Ligabue. Premessa: nonostante il fatto che le canzoni di una volta erano molto più belle delle attuali, nonostante molti suoi fan ora diventati ex lo denunciano per “sputtanamento”, nonostante tutto, io quest’uomo continuo a seguirlo e pure ad apprezzarlo. Musicalmente, ma anche umanamente. Non si è montato la testa, è rimasta una persona molto umile, non fa parte del solito giro dello showbiz, ma soprattutto è venuto in vacanza a Villaputzu. Ecco, per questi motivi, potrei addirittura amarlo.
Ma veniamo al titolo e all’introduzione. L’unica cosa di attinente è proprio il sogno. Effettivamente il sogno è una grandissima cazzata, ma per colpa di Silvia che non ha ancora smesso di ridere dal giorno in cui gliel’ho raccontato, mi sono sentita in dovere di condividerlo con il mio amatissimo blog. Cominciamo.
Trama. Lasciata l’attuale fidanzata nonché madre della sua bambina, il nostro Liga cambia compagna. E chi poteva essere? Che domande. Il sogno è mio, quindi sono io, ovvio.
Già dal principio questo sogno è molto credibile.
Questa meravigliosa storia d’amore che coinvolge me e lui, viene però scoperta dalle riviste di gossip. Cose che capitano, ho fatto il possibile per nasconderla. Solo che appena la notizia si scopre, il tutto diventa un caso nazionale a causa della sostanziale differenza d’età. Lui, 47 anni, io 23 (ancora per poco…sigh). Diventa tutto un caso mediatico peggio della coppia d’Alessio-Tatangelo. E questo paragone mi fa rabbrividire. Sta di fatto che la notizia è talmente interessante che va assolutamente chiarita in pubblico.
Secondo voi, a chi potrebbe mai interessare un simile chiarimento da effettuare in diretta televisiva? Su…dai che lo sapete… vi do un indizio.
E’ bionda ma non è Barbie. Ha la voce di Gino Bartali pur essendo una donna.
Avete capito…lei… l’unica e inimitabile Maria de Filippi!!!
Si offre per chiarire la vicenda nel suo studio di Uomini e Donne. Che occasione ghiotta. Accettiamo immediatamente. Dopotutto, mi rivolgo ai fan di Ligabue, tutti noi vediamo benissimo il Liga in un contesto del genere che sicuramente adora, vero?
Benissimo. Io e il mio fidanzato (eh si, è proprio così) entriamo nello studio. A lui danno lo sgabellaccio che danno alle corteggiatrici mummificate, a me almeno danno una poltroncina rossa delle corteggiatrici che vengono calcolate un attimo (non fate gli scettici…so benissimo che tutti voi avete sulla coscienza almeno un quarto d’ora di puntata di Uomini e Donne e quindi sapete di cosa sto parlando). E parte la cagnara. Il pubblico insorge. Le comari attaccano Liga in una maniera impressionante. “E’ troppo giovane!!” “La prendi in giro” “L’hai plagiata!!” e via dicendo. Prendiamo la parola a turno, una volta lui e una volta io, per difenderci. “Ma no, non è come dice!” “Ma cosa ne sa lei!!” e altre risposte intelligenti di questo genere. Se non che, a un certo punto, spunta in mezzo al pubblico un’altra persona che si oppone con tutte le forze alla (ribadisco) meravigliosa storia d’amore in questione. Ohibò. E lei cosa ci fa qui?
Volete sapere chi è? Vi do un indizio…
È bionda ma non è una delle megere incartapecorite del pubblico.
Appare tanto ma non è Karina la consigliera (non continuate a fare i finti tonti…so bene che sapete perfettamente chi è Karina la consigliera…).
Questa è difficile…insomma, direttamente dalla fiction su Rino Gaetano, appare in mezzo al
pubblico Laura Chiatti. Incazzata nera con me perché è impossibile che io provi attrazione per un uomo più grande. Me ne dice di tutti i colori. “Tu lo stai usando” “Stai con lui solo per i soldi” “In realtà ti piace Poggipollini” “Lui è troppo grande per te” eccetera eccetera. Provo a rispondere ma lei
continua a inveire e non ce la faccio. Così interviene Maria con la sua voce femminea. Prende le mie difese. “Sara, secondo te vale la pensa rispondere a una che ha lo sguardo di chi rode d’invidia?”. Faccio cenno di no e la nostra Laura si ammutolisce dalla risposta ricevuta da Maria. La caciara però non diminuisce. Insulti, parolacce, grida, offese, pregiudizi volano come se niente fosse. Praticamente come in tutte le normali puntate di Uomini e Donne. Gli insulti sono quasi tutti per Liga che non vuole più neanche rispondere, ha lo sguardo perso ed è stanco di questa situazione. Intenerita, mi alzo e lo abbraccio. Pubblico sempre più agitato ma interviene Maria a chiudere degnamente questa puntata con una frase a effetto.
“Ma se due persone stanno bene e sono felici, quali problemi possono rappresentare degli anni di differenza?”
Brava Maria. Puntata finita.
E anche il sogno è finito. Grazie al cielo, aggiungerei.
Bene. A questo punto mi preme di dichiarare che io non faccio uso né di alcolici, né di sostanze stupefacenti. Non mangio pesante la sera e non ho pensieri che mi tormentano.
E solo per curiosità, Laura Chiatti mi sta pure simpatica.
Un messaggio per Luciano Ligabue: siccome è dato per scontato che tu leggerai queste pagine (voi non credete?) io ti chiedo umilmente scusa per averti coinvolto in uno scempio del genere anche se solo in sogno. Anzi guarda, lasciami il tuo numero di cellulare e il tuo indirizzo che vengo a chiederti scusa personalmente. Per scusarmi ancora di più ti organizzo un’altra vacanza a Villaputzu e ti accompagno io a mangiare il pesce in quel ristorante che ti è piaciuto tanto.
Poi però si passa pure da casa mia che il maialino allo spiedo non te lo toglie nessuno.
Basterà per farmi perdonare?
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