Che cos'è l'amor...chiedilo al vento

Questo è il mio regno e per una volta la protagonista sono solo io.

Bottoni

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venerdì, 30 novembre 2007

Dopo aver pubblicato le foto del M.E.I. mi lancio in una debole considerazione avvenuta proprio durante la fiera di Faenza. Durante lo show case dei Ridillo, il chitarrista ha chiamato sul palco una tizia vestita alla marinara. A parte il “ma come diavolo si è conciata”, ho notato che questa qui, già l’avevo vista. E infatti è una delle conduttrici di quella grande televisione che è Rock tv.

Faccio l’ironica, perché per Rock tv avevo preso un po’ una svista. La consideravo una delle migliori televisioni musicali, prima di accorgermi che chissà come, anche lei era capace di trasmettere delle grandi cagate. Ma non dilunghiamoci.

 

Dicevo che quella tizia che ho messo in foto e di cui ignoro il nome, la vedevo alla tv in veste di conduttrice. Al M.E.I. le hanno chiesto dove si sarebbero svolti gli spettacoli del suo gruppo. Oh beh, allora è una musicista, deduco. Poi la rivedo in uno stand e mi sembra che questa sia la conferma ai miei interrogativi. Leggo un cartello dietro di lei con scritto “Sickgirls”… o beh… da ingenua quale sono penso che sia il nome del gruppo. Così, presa dalla curiosità, vado a sbirciare su internet.

 

E leggo.

 

Non è una conduttrice.

Non è una musicista.

Non ha niente a che fare col mondo della musica eppure c’è in mezzo, chissà perchè.

 

Brevemente. Le Sickgirls, sono delle tizie che si rifanno, dicono, alle pin up degli anni 50 e 60, il loro stile si chiama burlesque. Danze sensuali, atteggiamenti ammiccanti, abiti succinti.

 

Insomma. Queste qui ballano pur non sapendolo fare, si vestono poco e poi si levano i vestiti. Però sono alternative, dicono. E io vorrei sapere a chi. Il loro movimento è nato con una ragazza che un bel giorno si è vestita da gatta e ha ballato la lap dance in un vagone del treno nella metropolitana di Milano. La notizia ha fatto scalpore. Chi è che ovviamente si è interessato a una notizia simile? Studio Aperto, che domande.

 

Ora io non voglio passare per bacchettona, che magari lo sono anche, ma questo è un altro discorso.

 

Io mi domando perché queste qui si definiscono alternative perché posano nude. Azz. Ma allora il mondo è pieno zeppo di persone alternative!! Qui mi viene in mente l’esempio dell’adolescente incazzato, che ce l’ha con tutto il mondo, che non ha niente a che fare con le persone che lo circondano e poi va a farsi il piercing come centinaia e centinaia di suoi coetanei.

 

Mi sfugge la novità in tutto questo. Queste ragazze detestano le solite vallette e si comportano come se lo fossero. Detestano il sistema dei media e si venderebbero una cornea pur di farne parte. Perché non fatemi credere che lo fanno solo per divertimento e non per una contropartita economica e mediatica. In un articolo c’è scritto che sono lontanissime dalle veline e che questo si vede anche perché a loro non interessa mostrare il corpo ma avere qualcosa da dire nel loro blog.

 

Quindi siete avvisati, se vedete le loro foto completamente nude non è perché vogliono esibire il loro corpo ma perché vi stanno ricordando che hanno un blog.

 

E per questo dovrebbero essere intelligenti.

 

Persino Flavia Vento posa nuda e ha un blog. Eppure non mi sembra il simbolo dell’intelligenza.

Io non poso da nessuna parte, grazie al cielo, ma il blog ce l’ho. Eppure non posso vantare nessuna grande abilità mentale.

 

Una differenza delle sickgirl con le veline però, l’ho notata. E cioè le veline sono sempre bellissime, invece nelle sickgirl c’è spazio pure per i mezzo cessetti.

 

Così come nelle Suicide girls, che si definiscono le alternative alle conigliette di Playboy eppure fanno le stesse identiche cose. Però sono alternative.

 

Nota: la progenitrice delle sickgirl, cioè la ragazza vestita da gatta che balla nella metropolitana, ha fatto pure i provini del grande fratello.

Sempre più alternativa.

 

E andiamo a stupirci della Gregoraci.

Postato da: Saretta83 a 17:09 | link | commenti (4)

lunedì, 26 novembre 2007

Meeting delle Etichette Indipendenti
Faenza, 24-25/11/2007

La prima volta, nel 2005.
La seconda volta, nel 2006.
La terza, nel 2007. Ieri e l'altro ieri.

Insomma, come non lascio nascondere dal titolo, anche quest'anno sono tornata al M.E.I di Faenza. Che dire... io là dentro ci sto benissimo. Adoro quell'ambiente. Nonostante alcune scelte decisamente discutibili, come un tributo a Vasco Rossi che secondo me non ci sta a fare molto con l'ambiente circostante, Faenza nell'ultimo week end di novembre, rappresenta per me un vero e proprio paese dei balocchi. Adoro gironzolare in mezzo agli stand, infilarmi nei tendoni ad ascoltare gruppi a me nuovi (o quasi).

Naturalmente non sono sola. Mi sono infatti unita al gruppo iniziale formato da Michele e Nicola degli F.dB e da mia cugina Ely! Uno dei tanti motivi per cui adoro il M.E.I è dato dal mio spirito di "curiosa". O meglio: "pettegola". E' il mio punto debole. Se incontro per strada un artista che mi piace, io devo fermarlo. Devo assolutamente fermarlo. E costringerlo a posare con me in una foto-ricordo. Per poi far vedere a più persone possibili queste foto e poter dire "E qui ero con..." "e poi qui con..."...insomma, non ho nulla da invidiare alle più stereotipate comari. Ma non posso farci niente, adoro i musicisti, adoro le fotografie, unendo i due fattori il risultato è più che entusiasmante.

Sabato. Per cause di forza maggiore (ritardi, maltempo, soste, la mia guida in autostrada) a Faenza ci arriviamo alle 16.  Postilla: tra le soste ne segnalo una in un autogrill. Scendiamo dalla macchina per pranzare, entriamo allo Chef Express, mangiamo, beviamo e pronti a ripartire. Prima però: urgenza. Devo andare in bagno. Così mi avvicino alle scale e il mio sguardo si posa su un ragazzo che scende le scale con me... "mi sembra di averlo già visto" penso...proseguo e arrivo al bagno delle donne. Mentre apro la porta un'illuminazione: "Caxxo, era Dan Solo!!!".
Dan Solo, per chi non lo conosce, ex bassista dei Marlene Kuntz, quando i Marlene Kuntz facevano i dische belli belli, attualmente impegnato nei Petrol.
Entro ed esco dal bagno alla velocità della luce ma lui era sparito nel nulla...rimango perplessa... raggiungo gli altri. "Credo di aver avuto un'allucinazione" dico "e aveva le sembianze di Dan Solo". Risposta di Michi:"No no, era proprio lui".
Caz, me lo sono fatto scappare.
Proseguiamo nel viaggio e finalmente giungiamo a destinazione. Prima ci dirigiamo verso Forlì a prendere possesso delle nostre stanze nell'albergo Gardenia. Per la prima volta in vita mia dormo in una stanza singola. Singola con bagno personale. In corridoio. Cioè se durante la notte ti scappa la pipì, ti alzi, ti vesti ed esci in bagno. Molto comodo. Ma chi se ne frega, va bene tutto! Dopodichè andiamo alla fiera. Scalpito. Non vedo l'ora di trovare qualche star!!!! Ma purtroppo, in questo non ho  fortuna. Non so bene il motivo, ma quest'anno di stars ce ne sono proprio poche. Sigh. E sopratutto quest'anno, non c'è Manuel Agnelli, porca miseria!! E io che ormai lo vivevo come un appuntamento fisso con lui.

Giriamo e giriamo e la prima star ce la ritroviamo davanti. Frankie Hi Nrg. Ma io non sono una grande fan e la foto non mi attrae. Niente da fare. Poi vediamo Er Piotta...simpatico, sopratutto perchè a vederlo non gli daresti una lira bucata. Mi avvicino? Non mi avvicino? No, non mi avvicino. L'avro visto passare cento volte e tutte e cento le volte stava trangugiando cibo di ogni tipo. Ely mi fa notare che avvicinandomi a lui corro il rischio di essere identificata non come persona, ma come coscia di pollo e il pericolo di perdere un braccio è alto. Ho deciso: non mi avvicino.

IMG_0789Finalmente ecco la prima star che mi gusta davvero!!! Lo riconoscete??? Roy Paci!!! Gentilissimo e simpaticissimo!!! Mi avvicino per una foto ma c'è la fila...o meglio, ci sono delle persone che già lo conoscono e cominciano a chiacchierare e non li ferma più nessuno... finalmente Roy mi degna di uno sguardo. "Ora tocca a me!!!" gli dico. Lui acconsente e la prima foto vips è fatta! Che bello!!

Poi andiamo a fare un giretto, io sono felice per la foto con Roy e spero di poter replicare presto. Usciamo ed eccolo!! Colui che ho pensato fosse un'allucinazione!!!IMG_0792 Dan!!! Stava venendo qui!!! Mi pianto dietro di lui. Parla con un ragazzo che gli lascia il cd della sua band e gli racconta tutto. Da com'è nato a com'è stato inciso. Dalla storia del primo titolo a quella dell'ultimo. Io, che voglio fare la persona educata, non interrompo. Poi Nicola mi dice "Chiamalo, che tanto non gliene frega un ca**o!!".
E infatti mi basta sussurrare un "Dan" che lui si gira. Sorride. Che bello che è. Mi appiovro a lui. "Posso fare una foto con te?" domando. "Ma certo", risponde. "Ti ho visto prima nel bagno dell'autogrill, mi è preso un colpo, non sono nemmeno riuscita a realizzare subito che eri tu!!" Lui risponde:"Beh si...ero io..." e ha uno sguardo che sembra dire "chiamate i carabinieri, 'sta matta mi sta pedinando". Quando capisce che sono innocua l'allarme rientra e lui si tranquillizza di nuovo. Parliamo un po', mi chiede se suono qualche strumento, rispondo di no (sigh) e preciso pure che ci ho provato ma che sono negata.

In men che non si dica maturo l'idea di acquistare un basso anche di ventesima mano e di diventare una bassista bravissima, per poi andare sotto casa di Dan e fargli le serenate. Col basso. Dundundundun...bellissimo.

Chiacchieriamo ancora un po' e ci salutiamo. E' fatta. Ormai lo amo.
W Dan Solo, W i Petrol.

Andiamo anche a vedere alcuni gruppi suonare. Ma non mi hanno entusiasmato, infatti non ricordo nemmeno un nome. Torno negli stand e chi ti incontro che passeggia?? Incontro Roberto, il cantante dei FATA. I FATA sono un gruppo di Carpi che l'anno scorso io e Lisa abbiamo letteralmente assalito. Vado a salutare e a ri-presentarmi. Invece lui mi riconosce e la presentazione non ha bisogno di avvenire. Che meraviglia!! Per festeggiare gli salto addosso anche quest'anno!!  Mi dice che alle 21 suonano... "vieni a vederci?" domanda. "Penso di si" rispondo. "Come penso??" "Si si, vengo" "Guarda che ti bacchetto altrimenti."
Morale della favola: prima o poi qualcuno dovrà bacchettarmi. Contro la mia volontà,ma non ci sono potuta andare...
Non sto a spiegare i motivi,  ma il tutto per finire in un paesello minuscolo, carino ma un po' in culo al mondo,in un ristorante a mangiare ballanzoni e gurzul (e mo' voglio vedere quanti di voi sanno cosa sono o se l'ignorante sono solo io) che non sono il massimo delle mie preferenze e a spendere una mazzata. Sigh...mi viene da piangere...notare che durante la cena, oltre ai Fata suonavano pure i Vallanzaska, gli Statuto e i Karma.
E io non ho visto nessuno buaaaaaaaaaaaaahhhhhhhh!!!!!!!!!!
FATA, perdonatemi se potete.

Uhm...riprendiamoci. Andiamo in albergo a dormirci su e ci prepariamo per la seconda giornata.

Domenica. Alla fiera ci arriviamo in mattinata, ovviamente. Perchè dopo aver fatto colazione nel bar più affollato di Forlì, ci dirigiamo dritti dritti al M.E.I.
Giretto per gli stand alla ricerca di stars: zero. Niente di niente. Allora andiamo a vedere degli altri gruppi. Ci imbattiamo in un gruppo con una cantante, due chitarristi, basso e batteria. Sembrava un concerto di Laura Pausini. Benissimo. Io e Ely ci guardiamo e ce ne andiamo allegramente. Coi gruppi non siamo molto fortunate. Con le stars neanche.
Andiamo a mangiare, sembre dentro alla fiera. Alla faccia di ristoranti sofisticati e piatti sconosciuti, a pranzo ho mangiato un panino con prosciutto e fontina che ho ancora l'acquolina in bocca al pensiero.
Dopodichè, con Michele decidiamo di andare a vedere altri gruppi.
Se fino a ora mi sono lamentata delle bands che non erano di mio gradimento, eccomi IMG_0795accontentata. Tre di seguito. Io?drama, Jolaurlo, Gerson.
Il primo e il terzo vanno sul rock alternativo, i secondi sullo Ska punk.
Tutti bravissimi. Sono rimasta incantata in particolar modo agli Io?drama, forse anche per il carisma del cantante e per la bellissima voce che lo contraddistingue. Hanno dimostrato di come anche solo 15 minuti possano bastare a farsi notare se hai davvero qualcosa di interessante da proporre. Bravissimi, senz'latro i miei preferiti di quest'anno. Seguono gli Jolaurlo, coi ritmi ska ma supportati da testi per niente banali e i Gerson, altra potenza di rock alternativo condito tra l'altro dalla simpatia dei componenti. Bravi tutti.

Giorgio CanaliE finalmente, un'altra star. Giorgio Canali. Lo vedo gironzolare ma non lo fermo. La foto con lui non la voglio. Però dopo lo vedo suonare e mentre canta "No pasaran" la foto si che gliela faccio!

Intanto Ely è andata a prendere il treno accompagnata da Nicola. Mentre aspettiamo Nicola noto uno spilungone che mi par di conoscere. E infatti: Roberto dall'Era, bassista degli Afterhours!!Sara e Roberto (Afterhours) Ho giusto due foto per riempire la memoria. Agisco. Lo raggiugno e gli chiedo una foto. E lui accetta di farne ben due!!! Evviva!! Lo costringo a rimanere seduto su uno sgabello...lui sarà alto due metri...io 1.66...non ho assolutamente intenzione di immortalare l'enorme dislivello. Lui sta seduto, io mi appiovro anche a lui (non faccio distinzioni) e mi sollevo pure con la punta dei piedi. Così sono alta come lui da seduto, pensate un po'...

Per qualche altra foto guardate qui.

Ed è proprio con queste immagini che per quest'anno si chiude la mia esperienza al M.E.I.

Con me il pensiero di queste due bellissime giornate e nel cuore un augurio e una speranza: all'anno prossimo, Faenza!!

Postato da: Saretta83 a 20:21 | link | commenti (4)

venerdì, 23 novembre 2007

I pensieri di una neo-patentata.

Ebbene si. All'età di 23 anni, in ritardo di ben 5 rispetto alla media, anche io, Saretta83, titolare del blog "Che cos'è l'amor...chiedilo al vento" sono entrata a far parte del grande mondo degli autisti!!!

Squillino le trombe!!

IMG_0775Tutto è cominciato in luglio. Decisa e fiera mi dirigo nell'autoscuola di Muravera, paese accanto al mio, per iscrivermi. Mi danno bollettini, appuntamenti per visite mediche. Superati questi impegni iniziali, posso cominciare con le lezioni. Credo che sia stata la prima volta in tutta la vita in cui non sentivo il timore o l'imbarazzo di presentarmi in un luogo dove non conoscevo nessuno. Fino a poco tempo fa (ma non è detto che la cosa sia superata) avrei esclamato "Oddio...non conosco nessuno"..."Oddio...chissà se incontro qualcuno che conosco almeno di vista come punto d'appoggio" e paranoie simili.

Il primo giorno all'autoscuola invece sono stata benissimo. Sono persino riuscita a fare subito amicizia con le ragazze che venivano a lezione con me e a trovarmi bene anche con la ragazza che fa le lezioni di teoria. Mi avevano avvisato che per una preparazione adatta all'esame di teoria, il periodo perfetto per seguire le lezioni doveva avvicinarsi ai due mesi. Io mi sono iscritta a luglio... agosto chiude per ferie...a settembre sarebbe stato previsto l'esame di teoria. Che dal primo giorno di lezione sembrava lontanissimo. E invece quel periodo mi è veramente volato. Di solito non amo tutto quello che ha a che fare con lezioni, libri da studiare e concetti da memorizzare. Invece non ho sentito assolutamente il peso di dovermi impegnare, nè di dover studiare tanto a casa. Le lezioni erano divertenti che tra una battuta e un'altra riuscivo a memorizzare tutte le cose importanti che venivano spiegate. E' stato divertente tutto, dal primo giorno all'ultimo. Il pomeriggio andavo al mare e poi schizzavo dalla spiaggia per andare in autoscuola. Tutto di corsa, ma stavo facendo tutto quello che mi piaceva. Così a settembre ci siamo arrivati. Di corsa. E il mio esame era previsto per la fine del mese. Manco a dirlo, quei 30 giorni sono volati. E via, ogni giorno coi quiz in mano, vero falso, segnali stradali, precedenze... pur sapendo le cose, un pochino di paura si faceva sentire. Arriviamo al giorno.

Sabato 29 settembre 2007 h.10.30

Attesa...

Esaminatore non arriva....

Prima ci sono le guide...

Una guida.

Due guide.

Tre, quattro, cinque  e sei guide.

E l'attesa che strazia...

E poi ci siamo.

Due ore d'attesa per venti minuti di quiz.

Si entra in sala. Consegna dei quiz. Panico. Le so, ma se sbaglio? E se non fosse così? E se questa precedenza è diversa? Oddio... basta. Compilo di getto. Leggo bene ma rispondo subito, non ci penso due volte, non riguardo le risposte.

Consegno.

Correzione.

Due errori. Idonea!

Festa!!!!!! Primi pensieri: ce la sto facendo!!! Ce la sto facendo!!!

Col sorriso a 200 denti ritiro i bollettini per pagare le guide che comincerò a fare di lì a breve. 150 € per 6 guide. 25 € a guida. Perbacco. No problem, si paga. E lunedì vado a prendermi le prime due guide.
Tensione minima: oddio oddio, e se mi dicono che sono un'incapace???
Beh ma... io incapace lo sono, altrimenti non sarei qui!!! Non ce l'ho la patente, è ovvio che non so guidare!!! E arriva il giorno. E la tensione minima svanisce, perchè pure le guide sono divertenti. Io credo di aver scambiato l'ora di guida per una seduta di psicologia, non ho fatto altro che parlare, credo di non essere mai riuscita a stare zitta per più di due minuti di fila. Naturalmente dicevo fesserie, nell'80% dei casi. Ma era divertente. Così facendo, con la voglia di imparare e la consapevolezza di divertirsi, le sei guide prenotate sono giunte al termine. Si ma erano poche. Si ma ancora non andavo bene. Insomma. Io di guide ne ho fatte 14, prima di dare l'esame. Otto in più delle minime previste. Otto ore che mi hanno portato a conquistare il sopranome di Beep Beep. A causa della mia leggera frenata a inchiodamento.
E manco a dirlo, pure il periodo delle guide è volato.

E arriviamo così pure all'esame di guida. Previsto per il 17. Numero che di solito non è di buon auspicio. Ma non fa niente. Almeno non è accompagnato a venerdì. Per una coincidenza del destino, mi ritrovo a dare l'esame con la mia amica Ramona, pur essendo iscritte a due autoscuole differenti.

Sabato 17 novembre 2007, h.9.00

Reduce da una notte insonne...

Attesa...

Esaminatore in ritardo...

Ma poi arriva...

E stavolta, prima ci sono le teorie.

E passa un'ora.

E poi i risultati.

E passano altri 10 interminabili minuti...

E si comincia con le guide.

E la prima sono io.

Eseguo il percorso tra la porta della scuola guida e lo sportello della macchina con lo stesso sguardo di Saddam Hussein mentre veniva portato al patibolo.
Salgo in macchina. Poi sale l'istruttore. E poi sale l'esaminatrice. Cerca di mettermi a mio agio. "Fammi vedere il paese...portami a casa tua...o a casa delle tue amiche...o a casa del tuo pivello"
Io: "Non ce l'ho il pivello". "Allora a casa tua." Parto, terrorizzata più che mai, cerco sguardi di conforto dall'istruttore che manco a farlo apposta, non mi caga neanche di striscio. E cammino. E metto le marce. Poi lei si fa portare nella piazza del mio paese. Ce la porto. Giro per alcune stradine interne fino ad arrivare al mio vicinato. Poi si accorge di essere nei pressi dell'autoscuola e dice "Ok, possiamo tornare in autoscuola".Mi rilasso e infatti comincio a calcare tutti i pedali e la macchina comincia a saltare.
Merda, penso.
Oddio, mi limito a dire.
Entro veloce in una curva e devo frenare di botto perchè mi trovo davanti una macchina parcheggiata in mezzo alle palle.
Cazzo, penso.
Faccio un po' di retromarcia, dico.
Qui si che l'istruttore mi calcola e mi invita a non emozionarmi. Ormai lo sa che quando sbaglio una minima cosa, comincio a sragionare. Così riesco a calmarmi e a tornare in autoscuola. Parcheggio, poi l'esaminatrice mi fa delle domande che in realtà non ricordo. Ma non è che non le ricordo adesso. Non le ricordavo neanche dopo due secondi che lei me le ha chieste. Chissà cosa cavolo mi ha chiesto. Ma sopratutto, chissà cosa cavolo le ho risposto. Beh, sta di fatto che dopo aver compilato un sacco di fogli, porge al mio istruttore un rettangolino rosa plastificato con la mia foto e il mio nome. E l'istruttore a sua volta lo porge a me. E io sorrido. Poi mi viene una risatina isterica dovuta alla tensione che si scarica e alla gioia. Scendo, vado dalle altre ragazze con cui ho condiviso l'attesa che dal sorriso capiscono che è andato tutto bene e mi fanno pure l'applauso. Mi viene da piangere!!!

Questa è la prima volta che prendo da sola una decisione importante. Ed è la prima volta che riesco da sola, anche a potermi permettere una decisione importante. E' il mio primo grande acquisto, diciamo. Sono i miei primi soldi spesi davvero bene.

La gioia è immensa. Anche se devo confessare. Non è passata neanche una settimana e l'ambiente dell'autoscuola mi manca. Lì ho passato delle giornate divertentissime, lo so, può sembrare stupido, eppure è così. Ho dato il massimo per questo traguardo e non nego neanche che mi sono avvicinata a questo percorso con tutto l' entusiasmo che avevo e che non ho mai messo negli studi universitari. Non è bello dirlo, ma perchè nasconderlo? E' la verità.

I giorni dopo l'esame ho preso la macchina e devo dire che l'idea di poter fare un giro tutte le volte che voglio mi fa stare bene.

Dopo questa bella esperienza che mi ha trattenuto (più che voletnieri) in Sardegna, sono ripartita in alta Italia. Adesso ritorna tutto alla normalità. So già che qui non posso guidare, ma la mia patente me la sono portata appresso comunque, guardarla mi rassicura. Mi fa pensare che se sono riuscita a fare tutto questo, al primo colpo, tutto da sola, posso riuscire a fare tante altre cose.

E' un tassello in più. Un aiuto ulteriore. Devo imparare ad essere più sicura di me stessa.

Postato da: Saretta83 a 13:45 | link | commenti (4)

martedì, 13 novembre 2007

Sono reduce da cinque giorni molto belli. All’insegna della musica, dell’arte e della cultura regionale. Eh si, a volte capita pure a me di avere a che fare con cose intelligenti. Stamattina ad esempio, sono stata a Cagliari. Un tocca e fuggi. Sono andata lì perché, ebbene sì, lo confesso, ho partecipato a un concorso letterario. Un concorso che si chiama Parole in corsa ed è organizzato dal CTM di Cagliari. Avevo letto nel giornale di questa iniziativa e ho mandato un mio racconto. Non ho vinto niente, ma è stato molto bello partecipare e ho visto per la prima volta come si svolge una premiazione di questo tipo. Così quando tocca a me so già come comportarmi!!

Qui c’è il sito con l’indice di tutti i racconti, sono tutti bellissimi e io vi consiglio di leggere quello dei primi due classificati, sono meravigliosi!!

 

Ma ora voglio raccontarvi gli altri giorni. Siccome mi dicono sempre che mi dilungo cercherò di essere breve. In realtà so già di non riuscirci, ma fingo di dimostrarne l’impegno.

 

Venerdì. All’insegna della musica. Nel baretto vicino a casa mia, l’amico Daniele organizza una serata con un cantautore. Nome in musica: Vittorio Cane. Non lo conoscevo. Così, piena di belle speranze mi dirigo nel locale. La cosa che mi rende felice è il fatto che qui in paese raramente vengono organizzati questi eventi ed è una cosa non bella. Anche i gestori dei bar dovrebbero interessarsi di più, anche perché a prescindere dai gusti musicali, è sempre un modo sia per attirare clientela, sia per promuovere qualche nuovo artista. Parte l’esibizione. Il cantautore si presenta da solo con la sua chitarra. Appena lo sento il paragone mi viene facile. Bugo lo conoscete? È simile. O meglio. È del genere. La somiglianza c’è, non lo nego, però delle differenze ci sono, diversità che secondo me traspare anche dai testi. Ironici e divertenti, ma non per questo banali e ovvi. Secondo me anche profondi. Io non sono una critica musicale, descrivo quello che ho sentito e la serata mi è piaciuta molto. Il pubblico assisteva inizialmente con uno sguardo piuttosto “in cagnesco”, giusto per fare pendant col nome dell’artista. Ma poi si è sciolto e ha cominciato a divertirsi. In tutta sincerità spero che abbiano capito qualcosa di tutto quello che hanno sentito, per quanto riguarda questo genere il debuttante non era l’artista, bensì il pubblico.

Io ringrazio l’artista per il cd di cui mi ha gentilmente omaggiato. E intanto lo promuovo a pieni voti!

 

Sabato. Continuità musicale. Anche il sabato è stato all’insegna della musica, stavolta a Muravera. Nel pub si esibiscono due gruppi. Creep Puppets e Okay Daisy. Purtroppo la gente non è tantissima, forse si è spaventata dal forte vento che soffiava dalla mattina e ha preferito stare in casa. Ma io non potevo mancare. Entro al pub, ordino da bere e mi siedo al tavolo. Finalmente i gruppi cominciano. L’ho già detto un’altra volta, io non so fare distinzioni tra i vari generi che non siano quelle strettamente definite in pop, rock, jazz, metal, punk. Non mettetemi in mezzo emocore, hardcore e baggianate varie che non ci capisco niente. Se proprio devo descriverli, dico che fanno rock alternative. E mi sono già allargata! Non conosco tutte quelle diramazioni di generi che si usano oggi ma soprattutto non mi interessa conoscerle. Sia chiaro questo concetto. I Creep Puppets spaccano. Ma davvero. Mai parola fu più adatta per definire un gruppo. Suoni molto forti, forza dimostrata anche dalla imponente presenza sonora della batteria. Sono sincera, purtroppo non riuscivo a sentire bene la cantante, quindi non posso dilungarmi per ciò che riguarda i testi, che sono la caratteristica che più mi colpiscono della musica. Salgono gli Okay Daisy. Impatto visivo. Il cantante mi ricorda Alberto Ferrari dei Verdena, il batterista mi ricorda il mio vicino di casa, la bassista-cantante mi ricorda mia cugina Heela. Ma tralasciamo. Cominciano. Il cantante ha anche una voce molto simile ad Alberto Ferrari e la stima per i Verdena traspare anche da alcuni loro testi. Magari odiano profondamente questo paragone e di solito anche io non adoro trovare sempre delle somiglianze. Solo che qui, almeno per me, è stato lampante. Mi è piaciuta molto la voce della bassista (oltre al look) e promuovo anche i loro testi, che ho avuto modo di riascoltare nel demo che mio fratello ha sapientemente procurato. Canzoni preferite: Inanime, Cristiane F, Oramai.

 

Domenica. Non più di musica, ma questa giornata è fatta di tradizione e cultura. Partenza alle 9.30. Si parte per Gavoi e Ovodda. Io assieme ai miei genitori e i miei zii assieme al mio adorato cuginetto Nicola. Partiamo tutti nella multipla di mio zio che già sembriamo un pulmino vacanze. Si parte allegramente, il viaggio è lunghetto ma procede bene. O quasi, Nicola poverino soffre il viaggio e ci siamo dovuti fermare più volte.Immagine 005 Anche io soffrivo il mal d’auto da piccola. L’ho sofferto fino ai 13 anni. Coincidenza (o no?) ha voluto che smettessi di soffrirlo nello stesso momento in cui il mio insegnante di matematica delle medie ha smesso di venire in gita insieme a noi. Vabbè, dettaglio poco rilevante. Sta di fatto che a Gavoi ci siamo arrivati a mezzogiorno e mezza passate. Ora di pranzo. Benissimo. Ecco il programma. Prima si mangia e poi andiamo a Ovodda a vedere le Cortes Apertas. Arriviamo al ristorante Santa Rughe. Locale molto accogliente e anche molto bello, diciamolo. Affamati ci mettiamo a un tavolo e ci divoriamo antipasti di ogni genere, un misto di primi, frutta, dolce e caffè. Dopo esserci rinforzati, ci spostiamo verso Ovodda. Cortes Apertas è una manifestazione molto bella, dove i cortili privati vengono aperti a tutti e all’interno si svolgono Immagine 008degustazioni, esposizioni e mostre d’arte. Bellissima una mostra di pittura di un pittore che si chiama Manuel Puddu, bellissimi quadri e bellissimi soggetti. In giro per le altre cortes abbiamo visto i costumi tradizionali sardi, cibi ottimi esposti in modo da essere vere e proprie opere d’arte e altre mostre di pittura. Mi ha incuriosito molto una statua, raffigurante un pastore con accanto delle forme di formaggio. Un bel giro anche per Ovodda e poi si torna verso casa.

 

Domenica sera e lunedì sera. Qui non ho vissuto niente in prima persona. O meglio. Non l’ho vissuta attivamente. Mi è bastato infilare il pigiama, mettermi in poltrona accanto alla stufa e accendere la tv. E si, perché per una volta la Rai, il coraggio diRino e Claudio raccontare una bella storia tramite fiction l’ha avuta. È andata in onda la fiction dedicata a Rino Gaetano. Ho sentito svariate critiche su questa soap, la stessa sorella di Rino non era del tutto soddisfatta, diceva che non era tutto reale quello che veniva raccontato. E può anche essere. Ad ogni modo, a me questa fiction è piaciuta tanto, gli attori erano veramente bravissimi. Kasia Smutniak l’avevo già vista recitare ed è brava. Laura Chiatti, ne ho parlato anche poco tempo fa, non l’avevo invece mai vista se non in qualche spot. A me è piaciuta anche lei.

 

Claudio Santamaria invece è quello che conosco meglio. Ho visto diversi film in cui compariva anche lui e niente da dire, si è visto subito che ha talento da vendere. La somiglianza con Rino era Claudioimpressionante. Certe volte gli facevano dei primi piani da brivido… sembrava lui. La rai ci ha rotto le scatole con ilRino conto alla rovescia su Guerra e Pace quando aveva questa perla su cui puntare. Bellissima storia. Commuovente. Soprattutto perché non potevo non pensare a Rino. A Rino che chissà quante cose avrebbe da dir oggi. A Rino che ha costruito il suo presente e poi l’ha perso per un maledetto incidente d’auto.

 

A Rino che per me rappresenta qualcosa di astratto. Come se fosse un passato che non si è mai concluso. E allo stesso tempo un presente che con lui sarebbe diverso.

E che mi manca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbasso e alè
abbasso e alè
abbasso e alè con le canzoni
senza fatti e soluzioni
la castità
la verginità
la sposa in bianco il maschio forte
i ministri puliti i buffoni di corte
ladri di polli
super pensioni
ladri di stato e stupratori
il grasso ventre dei commendatori
diete politicizzate
evasori legalizzati
auto blu
cieli blu
amore blu
rock and blues
NUNTEREGGAEPIU'
Eya alalà
pci psi
dc dc
pci psi pli pri
dc dc dc dc
Cazzaniga
avvocato Agnelli Umberto Agnelli
Susanna Agnelli Monti Pirelli
dribbla Causio che passa a Tardelli
Musiello Antognoni Zaccarelli
Gianni Brera
Bearzot
Monzon Panatta Rivera D'Ambrosio
Lauda Thoeni Maurizio Costanzo Mike Bongiorno
Villaggio Raffa Guccini
onorevole eccellenza cavaliere senatore
nobildonna eminenza monsignore
vossia cherie mon amour
NUNTEREGGAEPIU'
Immunità parlamentare
abbasso e alè
il numero 5 sta in panchina
s'è alzato male stamattina
mi sia consentito dire
il nostro è un partito serio
disponibile al confronto
nella misura in cui
alternativo
aliena ogni compromesso
ahi lo stress
Freud e il sess
è tutto un cess
ci sarà la ress
se quest'estate andremo al mare
solo i soldi e tanto amore
e vivremo nel terrore che ci rubino l'argenteria
è più prosa che poesia
NUNTEREGGAEPIU'
Ue paisà
il bricolage
il quindicidiciotto
il prosciutto cotto
il quarantotto
il sessantotto
il pitrentotto
sulla spiaggia di capocotta
Cartier Cardin Gucci
portobello e illusioni
lotteria a trecento milioni
mentre il popolo si gratta
a dama c'è chi fa la patta
a settemezzo c'ho la matta
mentre vedo tanta gente
che non c'ha l'acqua corrente
e non c'ha niente
ma chi me sente...
ma chi me sente
e allora amore mio ti amo
che bella sei
vali per sei
ci giurerei
ma è meglio lei
che bella sei
che bella lei
vale per sei
ci giurerei
sei meglio tu
che bella sei
NUNTEREGGAEPIU'

 

Postato da: Saretta83 a 19:53 | link | commenti (4)

lunedì, 05 novembre 2007

 

E dopo una settimana di silenzio, un po’ dovuto ai pochi argomenti, un po’ al computer che faceva scherzi tutt’altro che simpatici è sempre un piacere (almeno per me) tornare con le mie

 

Riflessioni personali.

 

Numero uno.

 

Ennesimo scandalo reale. Pare che stavolta il principino Harry sia protagonista di un filmino a luci rosse e con questo venga minacciato. Non so voi, ma io il momento più agghiacciante riguardante questo argomento l’ho visto in un attimo di zapping a “L’Italia sul due”, dove con la scritta in sovrimpressione “Famiglia reale, perché così in basso?” ospiti del calibro di Paolo Mengoli e la moglie di Fulvio Collovati  (presente in quanto moglie di Fulvio Collovati) discutevano sulle gesta e le marachelle del principino prima di passare all’argomento “Se mia figlia torna tardi la sera”.

 

 

Numero due.

 

Ne abbiamo discusso anche con Sylvia. Vorremo capire i motivi che hanno spinto i dirigenti Rai e Mediaset a organizzare un vero e proprio countdown per l’inizio delle fiction “Guerra e pace” e “Il capo dei capi”.

Aggravante per Mediaset: il conto alla rovescia è partito anche per “La figlia di Elisa- Ritorno a Rivombrosa”.

 

Numero tre.

 

Argomento: Isola dei Famosi.

L’inviato Dj Francesco, che col cavolo che comincio a chiamarlo Francesco Facchinetti, come vorrebbe essere chiamato lui in quella che definisce la sua svolta seria, può anche fare a meno, a parte di apparire in pubblico, di sforzarsi di avere la faccia pulita del cantautore di livello poiché è palese la sua incapacità di rivelarsi tale. Oltre al fatto che aveva una credibilità maggiore quando faceva il cretino e sbraitava le sue canzoni del ca...pitano (fregati!), la sua seriosità ha i minuti contati dopo che nell’ultima puntata non ha resistito dal gridare “Bella di padella”.

 

Numero quattro.

 

Argomento: Isola dei famosi /2

Qualcuno mi spieghi come sia possibile il fatto che l’uomo scimmia, qui chiamato Nicola Canonico, abbia potuto vincere il titolo di Più bello d’Italia.

 

Numero cinque.

 

Raffaele Cutolo, ovvero la versione cresciuta del nano mafioso, ha avuto la brillante idea di dare alla luce una figlia. Ma vista la momentanea indisponibilità dell’uomo, causa galera, lui e quella cima di sua moglie hanno ben pensato di ricorrere all’inseminazione artificiale.

Il mondo ringrazia, il solo pensiero che la dinastia Cutolo potesse un giorno finire ci aveva già fatto venire un nodo alla gola. Simile a un cappio, giusto per stare in argomento.

 

Numero sei.

 

È assolutamente dato per scontato che se un giorno, un qualunque telegiornale si trovi a corto di notizie ci propinerà l’ennesima intervista a Vasco Rossi. Una semplice opinione su ogni cosa. Dalla patente a punti alla pizza Margherita. Dalla deriva dei continenti alle doppie punte. Dalla lotta alla mafia al Big Mac.

 

Postato da: Saretta83 a 19:51 | link | commenti (3)