Che cos'è l'amor...chiedilo al vento

Questo è il mio regno e per una volta la protagonista sono solo io.

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giovedì, 27 settembre 2007

Miss, mia cara miss (parte seconda).

 

E poi ce l’ hanno eletta, la Miss Italia. E io ovviamente non mi sono persa una puntata. Ero piena di belle speranze quest’anno. Tutti erano contro l’anoressia, tutti erano contro le troppo magre. Poi hanno premiato una che è alta 1.80 e pesa 50 chili. E indossa la taglia 40.

 

L’unica cosa che ho in comune con la Miss è il peso, pur avendo io una taglia in più (la 42) e 14 centimetri in meno. Non so voi, ma secondo me a fine mandato, dopo tutti gli impegni lavorativi e lo stress caratterizzante l’anno da vincitrice,  questa miss non avrà niente da invidiare alla modella fotografata da Oliviero Toscani per la campagna contro l’anoressia. Non so, è solo un’impressione.

 

Come al solito quelle per cui tifavo io non hanno vinto niente. Le sarde in pole position. Le uniche due sarde sono arrivate tra le prime 15. Ottimo piazzamento ma nulla di fatto. Poi tifavo per le ragazze basse in generale. Molte tra le prime 15 e poi fatte fuori pure loro. Uffa. Io sogno l’avvento della Miss Italia bassa. Di Italia non è che ne abbia girata tanta, mi mancano parecchie regioni ma di tutte quelle che ho girato io di stangone raramente ne ho viste. Evidentemente erano tutte impegnate nelle selezioni di Miss Italia.

 

Ma parliamo della vincitrice. Silvia Battisti, 18 anni, veneta. La prima cosa che ho pensato è stata questa. Ecco un’altra miss che non farà in tempo a diplomarsi. La Chiabotto ha vinto a 18 anni, doveva frequentare la quinta superiore, ha vinto Miss Italia, è diventata famosissima nel giro di un anno, è oramai una conduttrice affermata. Però non è diplomata. Gravissimo, scommetto che non si è ancora ripresa dallo shock di questa lacuna e che se potesse tornare indietro rinuncerebbe alla conduzione del "Festivalbar", de “Le iene”, di “Scherzi a parte” pur di iscriversi alle serali. Sarebbe proprio convenientissimo. Si si.

 

Ad ogni modo, sembra che la tradizione di Miss Italia si stia sfatando. Se ultimamente vincevano ad anni alterni una bellissima e poi un cessetto, quest’anno dopo la bellissima del 2006 ha vinto un’altra bella. Indubbiamente. Una ragazza più classica, che potrebbe davvero essere quella della porta accanto se fosse meno alta ma soprattutto meno magra. Viso acqua e sapone dopo due ore di trucco, sguardo angelico e sorriso innocente.

 

E mentre lei scalerà di giorno in giorno gli scalini dello showbiz, io non potrò fare altro che rimanere la solita, anonima e ordinaria Miss Vai e Caga.

 

La mia foto dell’altra volta non la pubblico per un semplice motivo. Ho già messo la foto della Miss Italia, non intendo agevolare insopportabili paragoni.

 

Al contrario della Miss adesso vado a mangiare.

Postato da: Saretta83 a 12:16 | link | commenti (7)

martedì, 18 settembre 2007

Non so di preciso in quanti l'avranno notato, ma è un sacco che non scrivo. Secondo me tanti di voi si stanno chiedendo il motivo e la verità è che scalpitavo per il ritorno di Maria de Filippi in televisione. Naturalmente mi sono registrata tutti i suoi programmi e non faccio altro che guardarli di continuo, è una cosa che faccio spesso, registro tutte le puntate e le conservo tra le cose più care. Un giorno potrebbero essermi utili per dimostrare la mia incapacità di intendere e di volere.

Prima che qualcuno venga ad accusarmi del fatto che io e solo io sono la rovina di un mondo che va a rotoli, prima che qualcuno voglia proporre il mio allontanamento in una comunità di recupero, o prima che qualcuno proponga la mia messa al rogo, voglio precisare che sto scherzando!!
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è da ritenersi puramente casuale.
Ciao El Bonito, non faccio che pensare a te :-)

Ad ogni modo, non è di questo che voglio parlare. Domenica sera, mentre cazzeggiavo al computer avevo in sottofondo la puntata di Controcampo. E per la prima volta da quando esiste, credo che si sia toccato per ben due volte il picco di qualità. Il primo nell'appuntamento pomeridiano, dove praticamente Mughini e Elisabetta Canalis hanno rissato. Purtroppo non ho visto il match, ma ho letto la telecronaca su Daveblog. Invece, al secondo momento clou ero ben presente. Principalmente perchè mio fratello stava guardando la trasmissione, in secondo luogo perchè qui a casa il computer e la televisione sono vicinissimi, è bastato voltarmi per essere partecipe. Una novità (credo) di Controcampo, è la presenza di Ciccio Valenti. Per chi non lo conoscesse, Ciccio Valenti è quell'energumeno di 200 chili che si limita a commentare qualsiasi avvenimento che gli capita sotto tiro. Esprime la sua opinione praticamente su tutto. Dalle candid camera al wrestling, dalle partite di poker a quelle di basket. Il mio incubo più ricorrente è ritrovarmi Ciccio Valenti appesso alla mia finestra a fare la telecronaca in diretta di me che lavo il pavimento della mia camera. "Ecco che sposta la sedia e la mette nell'andito, ma attenzione!!! il peluche posato sul letto cade e rischia di mandare a monte tutto il lavoro fatto finora!!!". Roba leggerina insomma.

Comunque, Ciccio Valenti, di cui pubblico la foto per la gioia delle donne alla lettura (perchè, non è così?) adesso è presenza fissa di Controcampo e commenta i comportamenti bizzarri del pubblico presente negli stadi. Al Ciccio nazionale va di lusso perchè spesso sa essere simpatico, quindi, anche se gridati con una quantità e una intensità di voce da far impallidire il verduraio che tutte le mattine armato di megafono passa sotto casa mia, i suoi commenti possono risultare piacevoli e divertenti. E domenica, come molti di voi avranno sentito, è stato un momento molto celebre per qualcuno. Il mitico quarto d'ora di celebrità che si avvera. Al delle Alpi di Torino stava beatamente seduto un tifoso juventino. Tale Nicola Ravasio. Il furbone, nella più assoluta tranquillità ha la brillante idea di lanciare un petardo in campo. Idiota. Ma l'avvenimento più straordinario deve ancora accadere. Chi sono i primi a sputtanarlo davanti a tutti e alle telecamere? I tifosi stessi!!! E' meraviglioso!!! L'hanno praticamente circondato, bloccato e aspettato che arrivassero le forze dell'ordine e gli addetti alla sicurezza a portarlo via, mentre la sua amica tamarra inveiva contro chiunque le capitasse a tiro. Risultato: un anno di carcere per Ravasio e tre anni di assenza forzata dai campi di calcio. Molto soddisfacente, ma io a questa pena ne avrei aggiunto un'altra. Già per il petardo gli avrei dato due anni così, giusto perchè ha una faccia che mi sta sulle balle, ma sopratutto per un altro motivo. No dico, avete visto che razza di maglietta indossava? La maglia con la scritta "Mi piacciono le ragazze che cantano: si la do". Io uno che indossa una maglietta così lo prenderei per i piedi e gli sbatterei la testa al muro, non prima di averlo preso a randellate per 12 ore consecutive

La notizia che mi ha fatto troppo piacere è stato comunque la reazione dei tifosi, ma dei tifosi veri, quelli che sono andati lì a vedere una partita e a passare un pomeriggio diverso, ma dettato dall'amore per la loro squadra del cuore. Ritengo questo episodio come un punto a favore per tutti quei tifosi veri che da sempre nella cronaca del lunedì sono coperti dai soliti teppisti che si fingono tifosi ma sono talmente acciecati dalla loro idiozia dal non rendersi nemmeno conto che per loro il calcio, non può essere il loro sport del cuore. Al massimo del culo. Cretini.

Viva lo sport, quello vero. E viva i tifosi. Quelli veri. Che ci sono e sono tanti, per fortuna.Qui metto la foto di Nicola Ravasio mentre viene portato via da uno degli addetti alla sicurezza, così chi la vede ha in mente la faccia della persona che sta mandando a cagare. Io per prima.

Postato da: Saretta83 a 23:22 | link | commenti (6)

sabato, 08 settembre 2007

Post lungo lungo.

E leggetelo lo stesso, che tanto se siete entrati qui e perché non avete nulla da fare!!!

 

 

Questi giorni sono stata un po’ lontana dal blog. Beh, dopo aver pubblicato l’altro post non avevo granché da raccontare. Invece adesso ne ho eccome. Qualche settimana fa, come d’abitudine, sento via sms la mia amica Lisa. Chiacchieriamo un po’ e mi dice che sta pensando di venire in Sardegna a passare qualche giorno. Io sono molto contenta di questa sua decisione, le dico ovviamente di venire quando vuole!! Lisa viene dalla provincia di Padova quindi non riusciamo a vederci spesso. La distanza di mezzo c’è e un po' si sente. Sta di fatto che cerchiamo di compensare i chilometri sentendoci quasi tutti i giorni e commentando di tutto e di più, da cose serie a cose più leggere. E ridiamo, tanto. Voglio molto bene a Lisa e anche se è lontana la considero molto importante, come le amiche che ho qui in paese e senza le quali non potrei stare. La prima volta ci siamo incontrate a Venezia. Poi siamo andate insieme a vedere i Placebo a Jesolo e al M.E.I. a Faenza. Mi ha ospitato a casa sua per 5 giorni e mi sono trovata benissimo. Il fatto che lei sarebbe venuta qui rappresentava il modo per poterla ringraziare di avermi ospitato.

 

Martedì: ore 6.00. Sono già sveglia ma soprattutto mi sono svegliata da sola. Cosa che non succede praticamente mai. Mando così un messaggio a Lisa, solo con scritto “Ci vediamo in aeroporto”…lei mi risponde “Ma che ci fai già sveglia a quest’ora?”…si vede che mi conosce.

Ore 7.00. Io e i miei genitori partiamo per Cagliari, orario previsto dell’arrivo dell’aereo è all’incirca per le 8.00. Ma ahimè, il volo parte in ritardo causa una bufera di vento e pioggia in località Venezia. Qui splende il sole… soffia un po’ di vento che con lo scorrere della giornata diventa moltissimo vento. Ma non importa.

Ore 8.00. Siamo già in aeroporto. Anche qui il tempo è bello, è giusto il venticello che magari infastidisce un po’. Per ingannare l’attesa guardiamo una mostra allestita che riproduce moltissime torri e strutture della Sardegna di diversa importanza storica. Bellissimo. Un modo per conoscere meglio questa terra meravigliosa e per ricordare tutte le vicende che hanno contribuito a renderla così bella.

Ore 8.30-9.00. L’aereo ancora non arriva… l’attesa però scorre veloce e non mi pesa neanche il fatto di essermi alzata presto. Sono contenta e basta. Per curiosità decidiamo di fare un giretto anche al piano di sopra dell’aeroporto. E qui avviene una cosa senza precedenti. Il mio primo incontro trash!! Giusto che ho dimenticato la mia macchina fotografica a casa, altrimenti niente avrebbe potuto fermare il mio primo trash-servizio e la mia consecutiva trasformazione in trash-reporter! Un vero peccato. Comunque. Vi ho già avvisato che la situazione è molto trash. Avete presente il trash-programma Uomini e Donne condotto dalla trash-conduttrice Maria de Filippi? Benissimo. In questo momento io so che ci sono tante persone che questo programma lo guardano eccome, ma lo negano spudoratamente per non voler sfigurare. Magari sono le ragazze che guardano Uomini e Donne e che non lo dicono perchè non vogliono sfigurare davanti ai ragazzi che tutte le sere non si perdono l’ennesima replica di Walker Texas Ranger e che non lo dicono per non voler a loro volta sfigurare davanti alle solite ragazze citate poco fa. Uomini e Donne fa cagare ma anche la visione di un settantenne che ancora non si da pace se almeno tre volte al giorno non scatena una rissa a calci e pugni non è proprio la migliore delle visioni che una persona possa garantirsi. Quando sono in Sardegna a me capita spesso di guardare Uomini e Donne. Principalmente perché io il trash lo rincorro. In secondo luogo perché si sente sempre baruffa e a me la baruffa incuriosisce vederla… in terzo luogo questo programma va in onda nell’immediato dopo-pranzo, momento in cui i contatti cerebrali si scollegano e il cervello spegne la luce per andare a fare la siesta. Non c’è niente di meglio che guardarsi Uomini e Donne che nonostante tutto un pregio ce l’ha. Nasce come stronzata, vive come stronzata e non ha nessuna presunzione se non quella di continuare a seguire i suoi canoni standard di stronzata. In quel programma ci va chiunque sia in cerca di facile visibilità.

 Ed ecco il mio trash momento. Mentre passeggio per l’aeroporto noto davanti a me un ragazzo alto e che da dietro promette proprio bene. Poi lo guardo meglio ed esclamo “Mamma!!! Ma quello è Marco!!”. E via col dialogo costruttivo tra me e mia madre.

Io. “Mamma mamma, quello è Marco!!!”

Mamma: “Marco chi?”

Io. “Marco Meloni!!”

Mamma: “Dove?? Io non lo vedo?”    Nota: mia mamma ha subito pensato a un omonimo del mio paese ma io non ho colto subito il fraintendimento.

Io: “E lì davanti!! E’ quello che corteggiava Antonella”

Mamma (che pensa a tutte le Antonella del paese) : ….boh….ma chi Antonella??

Io: “Quello che è andato a Uomini e Donne e che due giorni fa era in un articolo dell’Unione Sarda”

Mamma: “Iiiiiiihhhhh creia e chi fessidi!!! Ma deinnui d’asi connottu?? Mancu mi n’d’arregodu sa facci!! ” Traduzione: “E pensavo chi fosse!!! Pensavo a chissà chi!! Ma da dove lo riconosci?? Io non mi ricordo neanche la faccia”

 

Il merito va al mio talento trash, ha contribuito a farmelo riconoscere di culo.

 

Arpiono mamma a un braccio e non perdo di vista il ragazzo. Mi sento molto trash ma felice. Non perché sono trash, ma perché il già citato Marco Meloni è un figo da paura e ci credo che non lo perdo di vista, chi l’ha mai visto uno così e da così vicino??? La conferma ce l’ho quando una ragazza davanti a me gli va incontro e gli parla. Anche lei ha il sorriso di chi per la prima volta vive un momento trash ma soprattutto ha lo sguardo di chi si trova davanti uno che ha il merito di avere una bella visuale sia da davanti che da dietro. Dopo che lei lo saluta mi avvicino alla ragazza e alla madre per chiedere conferma. “Scusa, ma quello è Marco di Uomini e Donne???” e la madre risponde “Oh noo, anche tu!!!”. La ragazza invece risponde felice e contenta che è proprio lui e che non ha resistito a non fermarlo.

Dopo una breve chiacchierata saluto la ragazza che è stata molto simpatica e disponibile e mi punto di nuovo l’oggetto del desiderio. Questo Marco Meloni è uno che non so bene cosa faccia ma pare che la versione più accreditata al momento, lo definisca come modello, in cerca di visibilità come tutti quelli che vanno ai programmi di Maria de Filippi e gira voce che vada spesso in aeroporto a mettersi un po’ in mostra. Io detesto questi atteggiamenti, ma chissà perché, ciononostante lui mi sta davvero simpaticissimo!!! Mio padre, che mostra evidenti segni di sofferenza nel dover essere costretto a rimanere fermo in un luogo per ben più di cinque minuti, per disperazione si sacrifica. Si avvicina a quello che ormai è l’uomo che sogno di portare a casa. Ecco che babbo si avvicina. E con lo stesso entusiasmo di uno che è in fila alle poste domanda: “Scusa…puoi salutare quella ragazzina, così la smette di rompere?”. Marco si gira…Mio Dioooooo ora che lo vedo bene anche di faccia sono sicura al 200% che uno bello così non l’ho mai visto così da vicino. Il momento è sempre più trash. Io mi lancio su di lui con l’unica trash-intenzione di saltargli al collo e per arrivarci meglio gli salgo su un piede. Sono così trash-contenta!! Lo saluto e chiedo venia.

Io: “Scusa il disturbo, ora comunque me ne vado!”

Lui: “No no, nessun disturbo, figurati”… e nella sua testa pensava “Sono qui proprio per questo…”

E mentre andavo via sento da dietro: “Io comunque mi chiamo Marco”

E io rispondo “Si, lo so”

Lui: “E tu come ti chiami?”

Io. “Io mi chiamo Sara”……il cuore mi batte forte. Il trash incontro è compiuto, ma soprattutto, uno che fa il modello e che è fichissimo ha chiesto il mio nome. Cosa che non è mai successa prima e dubito succederà ancora. Lo saluto di nuovo e me ne vado. È fatta. Ormai lo amo.

 

Ore 9.15. Torno al piano di sotto e vedo che finalmente l’aereo è atterrato. Mi piazzo davanti alle porte e aspetto che Lisa arrivi. Gente su gente, persone su persone…sigh, non la vedo!! Finalmente si riaprono le porte. E’ lei!!! È arrivata!!! Le vado incontro e la abbraccio forte forte!!! Non ci vediamo da novembre. Cominciamo a parlare, mi racconta che il viaggio è stato un po’ movimentato causa turbolenze e maltempo, ma ora era arrivata ed era qui. La presento ai miei genitori, poi saliamo in macchina e andiamo verso Villaputzu. Questi giorni sono stati bellissimi!! Abbiamo gironzolato per il paese, le ho fatto vedere dove abito, insomma, ho cercato di farle capire perché io sono tanto legata a questo posto, anche se tanti miei compaesani non la pensano come me. Siamo andate in giro per il paese, ha conosciuto tre mie carissime amiche (nell’ordine: Grazia, Ramona e Silvia), poi siamo andate al mare, le ho fatto vedere le spiagge della zona, culminate con la visita della bellissima spiaggia di Murtas, con tanto di mini-giretto archeologico a vedere le domus de janas. Insomma, ho fatto il possibile perché avesse dentro di sé la voglia di tornare appena possibile!!

Adesso vorrei scrivere tante cose, solo per ringraziarla di essere venuta a trovarmi, ma ora non riesco a trovare niente di meglio e niente di più adatto di questa canzone

 

Il mare è evaporato
Nonostante non sia una sorpresa
Queste nuvole che stiamo guardando
Le loro esplosioni nel cielo
Sembra che sia scritto
Ma non riusciamo a leggere tra le righe

Shh, è tutto ok
Asciugati gli occhi

Asciugati gli occhi
Amica del cuore, asciugati gli occhi
Asciugati gli occhi
Amica del cuore, asciugati gli occhi
Perchè gli amici del cuore non muoiono mai

Questa visione del mondo unica
Ci costringe al compromesso
Ma quale buona religione
Quando ci disprezziamo a vicenda?
Al diavolo il governo
Al diavolo le loro uccisioni
Al diavolo le loro menzogne

Shh, è tutto ok
Asciugati gli occhi

Asciugati gli occhi
Amica del cuore, asciugati gli occhi
Asciugati gli occhi
Amica del cuore, asciugati gli occhi
Perchè gli amici del cuore non muoiono mai

Gli amici del cuore non muoiono mai
Non muoiono mai 
gli amici del cuore non muoiono mai

 

È una canzone che già le ho dedicato in questo post, ma sembra sempre così adatta ad esprimere quel concetto che è l’amicizia. Il fatto che mi sia dilungata  parlare di stupidaggini e sia stata più breve nel raccontare i giorni bellissimi che ho passato con Lisa non deve far storcere il naso. Le parole giuste adesso non le trovo... tra qualche giorno però vorrei mettere qualche bella immagine!!

 

E se ancora non va bene il fatto che sia stta sbrigativa, mi avvalgo di una frase. Una frase che non è mia, ma è tratta da un romanzo, che si chiama The Body (di Stephen King) e dal film che nè è stato ispirato che si intitola "Stand by me"

 

Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poichè le parole le immiseriscono, le parole rimpiccioliscono cose che finchè erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov'è sepolto il vostro cuore segreto. Come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via e potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perchè vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Quando il segreto rimane chiuso dentro non è per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare.

 

Ecco, la penso così anche io. Per questo nell’incontro col modello mi sono dilungata e invece per quello che riguarda Lisa sono voluta andare sul sicuro, lascio fare ai nostri amati Placebo per descrivere le sensazioni e a Stephen King che ha trovato le parole giuste!!

Sono contenta. Il fatto che lei sia venuta fin qui, anche se per pochi giorni, ha fatto in modo che si sia creato un tassello in più che ci tiene legate anche quando siamo lontane.

 

Dolcissima Lisa, sappi che tu qui puoi tornare quando vuoi, tutte le volte che vuoi. Avvisami e io ti vengo a prendere immediatamente. Ora che hai visto la mia terra spero che porterai nel cuore questi posti, che porterai nel cuore queste giornate. Io lo farò sicuramente. Ti voglio bene!!

 

 

E se ti capita mai di essere nei dintorni,
nelle strade di periferia o nei vicoli
di questa città
Assicurati di passare di qua
Sarò a rotolarmi nella pietà
con espressione accigliata
come Pierrot il clown

Postato da: Saretta83 a 23:49 | link | commenti (11)