Che cos'è l'amor...chiedilo al vento

Questo è il mio regno e per una volta la protagonista sono solo io.

Bottoni

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giovedì, 24 maggio 2007

Questo ragazzo si chiama Danilo di Luca. Per chi non lo conoscesse è un ciclista che proprio oggi ha ri-conquistato la maglia rosa al giro d’Italia. Premessa. Di ciclismo ne capisco niente o quasi, solo che mio padre, lui si che è davvero appassionato (dico solo che da piccolo lo chiamavano Bartali) un po’ di curiosità me l’ha trasmessa. E allora, quando mi capita, il Giro lo guardo pure io. Mi affascina. In più, quest’anno, hanno avuto l’idea meravigliosa di partire dalla mia isola. Non sto a puntualizzare la gioia di vedere la Sardegna, quella vera, alla tv. Ma torniamo al ragazzo della foto. Che dire. Se non fosse uno sportivo ma un personaggio dello spettacolo l’avrebbero cacciato da ogni palinsesto. Alla prima tappa, il suo compagno di squadra Gasparotto, un gregario, gli ha soffiato il traguardo e la maglia rosa inaugurale. Il di Luca, evidentemente non ha gradito tanto che, manco a farlo apposta, le telecamere della Rai hanno zoomato sul suo bel visino proprio mentre lanciava una delle più terribili delle bestemmie.

 

Pensiero generale: E ma che esagerato!!! Ma per la prima gara, ma è sempre uno della squadra che ha vinto, che bisogno c’è di bestemmiare!!! E' grave bestemmiare!

 

Pensiero di un suo fan, preso dal sito www.danilodiluca.com : “Cosa ti importava se un tuo gregario si godeva forse l'unica maglia rosa della sua vita? E' anche grazie a lui se oggi sei primo in classifica...Complimentoni per la bestemmia degna di un vero campione! Di sicuro non tiferò per te nelle gare a venire!”

 

Ok. Cosa buona e giusta. Condivido tutto. O quasi.

 

Da poco una mia cara amica mi ha mandato un giochino via mail, è un test psicologico. Ne è venuto fuori che spesso e volentieri mi piace fare l’avvocato del diavolo. Si, forse è vero. Deve essere così sicuramente. Oppure, cosa preoccupante, ma non credo proprio sia questa la situazione, la minima percentuale di cattiveria che vige in ognuno di noi sta aumentando dentro me a dismisura senza che io riesca a controllarla.

 

Perché a me, quella bestemmia grande da qui alla luna e tutt’intorno alle stelle ha fatto una tenerezza pressoché immensa!!!! Mi ha intenerito perché al di fuori di tutto, che siano ciclisti, calciatori, showman, personaggi pubblici, è sempre di uomini che stiamo parlando. Uomini che dicono e pensano cose, giuste o sbagliate, e dopo un minuto cambiano idea, si calmano e rivalutano tutto. Ho trovato un’umanità che mi ha quasi spiazzata, in questo mondo dove tutti giocano a fare i superuomini, soprattutto davanti alle telecamere.

 

A Danilo di Luca evidentemente la presenza della telecamera non ha creato nessun disagio e ha esclamato quello che aveva in testa al momento. E il fatto che non abbia chiesto neanche scusa pubblicamente mi fa ancora più piacere. Chiedere scusa a chi? A chi si scandalizza per delle brutte parole dette in un momento di rabbia? Come se non capitasse a nessuno...

 

Naturalmente io faccio il tifo per lui, da semplice spettatrice pure un po’ ignorante in materia.
Mi ha conquistato la sua umanità.

 

“Non ha tempo né voglia di pregare Dio perché

Vuol contare soltanto sul suo dolore, sui suoi colpi

E infine su di sé

(…) di così tanto mondo c’è solo un posto

In cui possa tornare

E gli scappa una stramaledizione”

 

Postato da: Saretta83 a 18:29 | link | commenti (9)

lunedì, 14 maggio 2007

Qualche tempo fa mi è capitato di entrare in un blog e di chiacchierare col padrone. È una persona che la pensa in maniera differente da me eppure ho voluto lasciare comunque delle mie tracce lì. Che siano state apprezzate oppure no, non importa. Mi è capitato di parlare di un po’ di tutto. Gli argomenti principali di quel blog sono la politica e la religione.

Insomma, ho avuto modo di pensare molto alla religione. Io mi ritengo una persona religiosa. Credo moltissimo. Prego, sempre. Anche a modo mio. E ho sempre creduto che la religione, vada vissuta in un modo molto soggettivo. Parlo spesso con Dio. Tempo fa gli ho anche scritto una lettera. Già, sul web. E sono pure sicura che l’ha letta. Ad ogni modo, la pubblico anche qui.

 
Ciao Dio. Avevo voglia di parlare un po' con te.
Sai, qualche giorno fa ho pensato un po' a tutto. A me stessa, a te, al mondo. Alle cose importanti e alle cose meno importanti.
Ho fatto una riflessione generale diciamo, ma senza essere troppo seria, sai che non ci riesco. E poi se ci penso troppo seriamente mi spavento e mi abbatto. E preferirei rinchiudermi da qualche parte evitando di andare avanti nella vita.
Lo sai, vedo tutto quanto come se fosse un enorme Grande Fratello. Vedo te che ci guardi dal paradiso, che commenti quello che facciamo. E vedo anche che pensi a me.
Vedermi, mi vedi per forza. Non credo ci siano tante persone col naso all'insù che ti cercano e che ti parlano. Forse è un po' strano il modo in cui mi avvicino a te. Eh perché sai, il sabato si esce e anche se mi riprometto la domenica mattina di venirti a trovare non riesco mai a svegliarmi in tempo. Sempre la solita. Però quaggiù mi fanno credere che questo sia l'unico modo per starti accanto. E io invece la penso diversamente. E' vero che potrei anche degnarmi di alzarmi a un orario decente la domenica mattina, però se tu mi odiassi per questo vuol dire che da bambina mi hanno raccontato un sacco di frottole sul tuo conto. A dire il vero la penso un po' diversamente anche da come mi hanno parlato di te. Ti immagino diverso. Ti immagino un Amico, ma per davvero. Immagino che se sbaglio non mi spedisci all'inferno, ma mi aiuti a rimettermi in sesto. Che non dobbiamo avere un rapporto conflittuale, che non devo avere paura di te. E poi mi sei simpatico lo sai? Perché a volte fai succedere delle cose strane a ciascuno di noi. Delle situazioni
divertenti,degli incontri piacevoli. Però mi sa che sta a noi gestirli e probabilmente in questo ho ancora da imparare. Ed è anche per questo che ultimamente mi vedi più spesso col naso all'insù. E' bello sapere che ci sei tu che hai sempre voglia di ascoltarmi. E' un peccato che non sia possibile incontrarti nelle nostre vesti. O forse è meglio, perché non riuscirei a parlare apertamente con te davanti. Beh,comunque non si sa mai. Nel caso tu decida di farti un giretto tra noi comuni mortali sotto forma di umano avvisami, così organizziamo e ti offro qualcosa da bere.

E’ una lettera che risale al 2005. Me lo ricordo bene perché la mia mamma l’ha fatta leggere anche alla mia nonna. I miei pensieri sono praticamente gli stessi, anche se sono migliorata, adesso a messa alla domenica ci vado quasi sempre. Io mi siedo, sempre agli ultimi posti, ascolto e soprattutto penso. Tanto lui sente anche lì, dentro la mia testa.

Penso che la religione e la politica non debbano avere niente a che fare. Penso che i conviventi e i divorziati non vadano all’inferno. Penso che gli omosessuali abbiano il diritto di vivere tranquillamente. Penso che se siamo tutti uguali e tutti figli di Dio, anche loro avranno i miei stessi diritti. Comincio a pensare che il male del mondo sia l’intolleranza.

Vi piace Fabrizio de Andrè? A me si, moltissimo. Penso che fosse uno delle poche persone che avessero capito tutto o quasi della vita, non sarebbe stato capace di scrivere certe cose altrimenti. Anche lui era molto religioso e beati gli angeli, che adesso possono ascoltare le sue parole.

IL TESTAMENTO DI TITO

 

Tito:
"Non avrai altro Dio all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevano che in fondo era uguale.

Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:

ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.

Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:

quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitano salmi
di schiavi e dei loro padroni

senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevano rubato:

ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:

Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:

guardate la fine di quel Nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel Nazzareno
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:

ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:

nei letti degli altri già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:

io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore".

Postato da: Saretta83 a 19:02 | link | commenti (11)

venerdì, 04 maggio 2007

 

Guardiamolo bene in faccia. Si vede che è pericoloso vero? E' l'ultimo terrorista che è stato messo all'Indice.  Bene gente, il primo maggio io ero presente a Roma. E' stata una giornata bellissima e magari posterò qualche foto. Il concerto è stato una meraviglia, di giornate così dovrebbero essercene di più.

Il ragazzo qui sopra, conduttore della manifestazione, ha creato un putiferio che neanche un attentato vero e proprio. Tutto ciò mi fa quasi sorridere. Io ci credo in Dio. Io ci ho sempre creduto e in lui ho piena fiducia. Secondo me sta ancora ridendo da quando ha sentito tutti gli attacchi che hanno fatto a questo ragazzo. Dio è buono. Mi hanno insegnato che la Chiesa è la sua casa, costituita dal popolo.

Domanda: Tu credi nella Chiesa? Facciamo ordine. Se la Chiesa è la casa di Dio, quella persona infinitamente buona, che prega per il bene di tutti, che lotta contro il razzismo, che lotta per l'uguaglianza allora si, io credo nella Chiesa.

Invece non credo alle persone che si autoproclamano vicine a Dio, che con la scusa della preghiera sono i primi a porre le barriere alla gioia delle persone, che predica il sacrificio e campa coi miliardi, che osservano il digiuno e la castità quando Dio ha chiesto invece "crescete e moltiplicatevi".
La cosa triste è che invece ci sono le persone che hanno davvero intrapreso un percorso spirituale, molti sacerdoti, molte suore che lavorano sodo per davvero, che passano i loro anni nelle missioni e che vivono nell'ombra, che raramente vengono menzionati perchè ai telegiornali interessa di più il Papa che dice di non votare per i Dico, che si scaglia contro l'omosessualità dimenticando che è stato proprio Dio a creare tutto quanto ed è stato Lui a chiedere di "amare il prossimo come te stesso".

Quali colpe può avere il ragazzo della foto se si è limitato a ricordarci queste cose e a beccarsi per questo 700.000 persone che applaudivano per lui? Le sue non erano battute, la sua è una verità.

 

IO SONO SOLIDALE CON ANDREA RIVERA

Postato da: Saretta83 a 18:38 | link | commenti (10)