Che cos'è l'amor...chiedilo al vento

Questo è il mio regno e per una volta la protagonista sono solo io.

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sabato, 30 settembre 2006

E finisce anche settembre. Caspita, le giornate volano per davvero. Nel mio bel paesello intanto, si respira aria di novità e di festa. Ne ho parlato gli scorsi anni, qui a ottobre si svolge la festa più importante del paese. E’ tutto bello, tutto addobbato e ormai non si parla d’altro. Io non vedo l’ora di portare in giro il mio cuginetto Nicola, ha 14 mesi e sono curiosissima di vederlo sui giochi del luna park!!! La novità invece sta nell’apertura di una caffetteria in cui io e le mie amiche riponiamo tutte le nostre belle speranze. Curiosità è tanta, sapremo tutto domani. All’apertura, appunto. Intanto, anche se domani è ottobre, qui fa ancora caldo e le spiagge sembra che aspettino ancora l’arrivo della gente. E credo che se il tempo continuerà così, non dovranno attendere a lungo. Avrei voluto mettere qualche foto nel blog ma la mia macchina fotografica fa i capricci. Oppure li fa il computer… beh, sta di fatto che non riesco a scaricarle e la cosa mi infastidisce, poiché fino a poco tempo fa funzionava benissimo. Oh, se qualcuno che passa di qui si intende di robe di questo genere, un consiglio è sempre ben accetto. Per quanto non capisca nulla mi piace armeggiare con la mia macchinina fotografica. E anche con la telecamera. Quest’estate mi sono pure comprata il cavalletto, mi sento quasi una professionista. Un cortometraggio mi piacerebbe girarlo. Qui, in paese. Appena mi verrà un’idea lo girerò. Diciamo che ho quasi deciso di lanciarmi anche in questo campo, ma non ho fatto ancor niente di concreto. Cercherò di provvedere al più presto. Mi piace scrivere e ogni tanto mi vengono i pallini artistici di qualcosa. Ho dei racconti e dei testi. Che diamine, se non divento famosa in niente, è proprio un’ingiustizia!!!

Vabbè, prima che mi monti la testa (da sola e per altro, senza alcuna valida motivazione), meglio che vada a cenare. Che a pancia piena ci si ispira meglio.

Vi lascio con una bella canzone. Se non la conoscete fate il possibile per procurarvela.

 

Cenere (Marta sui tubi)

Odio sorprendermi
e stare a un passo dal bisogno
di volere fare ancora un passo in più
sei schiuma sulle onde dei pensieri che si
affannano
sulle rocce calde di
quest'isola

comprerei da te...

ogni sorta di magia
ma se tu
vendi solo fuoco
brucerò sulla mia stessa cenere

E come anelli intorno al nulla
galleggiamo nell'inganno di un
sorriso
che ci schiaccia ma che non
c'incastra più
cerchi concentrici se vuoi
remavo contro ai tuoi
miracoli
gettavo ombre sui miei limiti
e non ho più...
più pensato ai sogni che ora

comprerei da te...

ogni sorta di magia
ma se tu
vendi solo fuoco
pagherò sulla mia stessa cenere

Postato da: Saretta83 a 20:27 | link | commenti (2)

sabato, 23 settembre 2006

Giuro che non è stata colpa mia. Giuro che non è stata un’ assenza volontaria. Giuro che ho sentito la mancanza di tutto. E di tutti. È stato un periodo strano, in cui io camminavo in una direzione e la tecnologia prendeva una strada opposta alla mia. Ovunque andassi, non riuscivo a trovare un computer funzionante. Per quanto mi impegnassi, non era possibile. Eppure io col mio pc ho sempre avuto un rapporto stupendo. Io lo stimo il  mio computer, lo rispetto e lo ringrazio tutte le volte che lo uso. Beh, non glielo dico sempre, perché si sa, non è che stiamo sempre lì a fare tanti complimenti, nemmeno quando ce n’è bisogno. Ma lui sapeva del mio amore sviscerato per lui. Ma forse era veramente pieno. E un giorno, all’improvviso, ha deciso di non accendersi. Di farmi vedere la sua bellissima schermata nera, con delle scritte incomprensibile e senza rispondere ad alcun comando. No, non comando. Che brutta parola comandare. A nessuna mia richiesta, così mi piace di più. Ho capito che oramai, non sarebbe riuscito ad andare avanti senza una cura reale. Io e i miei controlli non bastavano più. I miei controlli superficiali, perché cosa volete che ne capisca. E allora, la soluzione era una e solo una. Una terapia intensiva. Due settimane di cure. Ne aveva bisogno. Si è fatto le ferie, poverino, ne aveva bisogno. Adesso è tornato da me, il mio computer. E’ andato mio fratello a riprenderlo e io l’ho aspettato nel cancello di casa finché non arrivasse. Poi la twingo è sbucata dalla discesa e dietro c’era lui. Seduto e rilassato. Come non lo vedevo da tempo ormai. Lui mi ha vista. Ci siamo guardati io e lui.  Ci siamo capiti al primo sguardo. Perché ci amiamo. Lui mi è vicino nei momenti difficili e io faccio lo stesso con lui. Mio caro computer, te lo prometto solennemente che uno straccio di antivirus, appena riesco ad avere qualche soldo in tasca te lo regalo. Abbi pazienza, fidati di me. Magari cominciamo con qualcuno da internet, qualcuno gratuito per un periodo di tempo, ma poi prometto che ne avrai uno tutto per te. Uno che eliminerà i virus che si mettono in mezzo tra me e te. Non permetterò che ti facciano del male, mio caro pc. Lotterò con tutte le mie forze. Perché io ti voglio bene davvero e perché sei l’unico mezzo che possa far entrare il mondo dentro casa mia. Un mondo che può essere vicino a me, quelle bricioline di mondo che ho visto e che grazie a te riesco a vivere anche dentro casa. O quell’altra parte di mondo, quella lontana da me, quella che non ho mai visto, quella che desidero, quella che non voglio mai vedere.

E mio caro computer, per cominciare questo nostro nuovo sodalizio, non vedo modo migliore di pubblicare la mia lettera d’amore per te nel mio blog. Nelle mie personalissime pagine che mi sono mancate. Eccome, se mi sono mancate. Finalmente ritorno.

Postato da: Saretta83 a 13:46 | link | commenti (3)