Che cos'è l'amor...chiedilo al vento

Questo è il mio regno e per una volta la protagonista sono solo io.

Bottoni

Contatore

visitato *loading* volte

 
giovedì, 29 giugno 2006

Una lettera aperta a... Omar Pedrini.

Caro Omar... ma che diavolo ti è successo?? Dimmi che è uno scherzo, dimmi che è tutto falso, dimmi che non sei tu. Vedi Omar, ho sempre ritenuto che come cantante, non è che brilli proprio, insomma, ci sono dei piccoli problemi d'intonazione ma visto le bellissime canzoni che hai scritto quando militavi nei Timoria ero del parere che potevi fare tutto quello che volevi, anzi, forse era anche giusto che le cantassi a modo tuo, anche se con qualche stonatura di troppo. Ma potevo sorvolare, la vocalità veniva surclassata dalla bellezza delle parole. Sai, Omar, ho diversi dischi dei Timoria, alcuni mi piacciono tanto, altri magari un po' meno, ma non ho mai smesso di pensare che tu fossi tra i migliori autori in circolazione e tutto ciò che scrivevi era perfetto per il tuo gruppo. Poi c'è stato quel festival sanremese e quella "Casa mia" che forse, si poteva evitare. Dai su. Veniva subito dopo il successo del bellissimo album "El topo grand hotel" trainato da quel Sole spento che fa venire i brividi solo a pensarci. Una canzone bellissima, quello era il momento giusto per farla uscire, c'era il bisogno di qualcosa di così bello. E quindi puoi capire, quella "Casa mia" ha lasciato parecchio l'amaro in bocca. Ma io, non ho mai smesso di pensare che tu fossi tra i migliori autori in circolazione, ho preferito attribuire la colpa di quella canzone alla fretta. Non era il caso di uscire immediatamente con un altro album. Che è andato così così, mi semnbra di capire e infatti, il capitolo Timoria ha deciso di interrompersi. Momentaneamente, spero. Anche se sono ormai 3 anni e io, ti dico la verità, comincio a sentirne la mancanza. Vedo i tuoi colleghi nei Miura ma non riesco ad ascoltarli, penso solo che lì ci sono due mebri dei Timoria e basta. Ma parliamo di te, Omar. Ti sei lanciato nella carriera solistica e ho storto il naso. Non ti ci vedevo proprio da solo. Sei tornato in quel di Sanremo e hai cantato il "Lavoro inutile". Mah...rimango perplessa. Una di quelle canzoni che quando le ascolti al massimo dici "carina" ma dopo un secondo l'hai già scordata. E infatti, di quella esibizione l'unico ricordo che ho è una tua giacca bianca. O forse nera...si insomma, non mi ricordo nemmeno quella. Forse avevi vinto anche un premio della critica per il testo. Non mi soddisfava granchè la canzone, ma anche stavolta, dopotutto, io non ho mai smesso  di pensare che tu fossi uno degli autori migliori in circolazione. E mentre Francesco Renga continuava a mietere successi su successi, tu continuavi a gironzolare per le vie musicali dell'Italia e continuavi dritto per la tua strada. E poi sei stato male, molto male, e tutti, qualunque amante della musica ha pregato per te, affinchè ti riprendessi presto, affinchè tornassi al meglio della tua forma, affinchè tornassi a fare le cose che hai sempre amato, insieme ai Timoria. Ho pregato anche io. Non ho mai smesso di pensare che fossi uno degli autori migliori in circolazione. E passo dopo passo, sei tornato alla salute e recentemente, anche alla musica. Ecco... ora devi dirmi la verità Omar. Devi dirmela, io ne ho il bisogno... queste parole, NON possono essere le tue.

 Shock

Lei è il sale
Lei è il sole
Lei è il mare lei

Lei è il pane col salame lei
Che fame lei

Le tue mutandine che mi fanno morire quasi tutte le mattine
Le crocerossine che mi fanno guarire pane burro e medicine

E’ come uno shock
E’ stato uno shock
Dolcissimo shock
E’ come uno shock

Quando piove non si muove e fa le fusa sai
Se si muove la pressione sale e sono guai

Le tue mutandine che mi fanno morire quando son così vicine
Le tue ballerine son tornate all’ovile ma non riesco più a dormire

E’ come uno shock
E’ stato uno shock
Dolcissimo shock
E’ come uno shock

Io sono un uomo
Chiedo perdono tu lo sai
So che perdonerai mai
Chiedo perdono ma sono un uomo tu lo sai
E so che capirai dai

Ridammi il mio shock
Dolcissimo shock
Rivoglio il mio shock
Caldissimo shock
Shock!

 

Dimmelo Omar, io ho bisogno di sentire la verità dalla tua bocca....ho bisogno di sentirti dire che l'hai fatto solo per un riscontro economico immediato, perchè lo sai bene, lo sai meglio di me, come funzionano le cose ai giorni d'oggi. Dimmi che l'hai fatto solo per i soldi e io farò finta che questo Shock non sia mai successo, che non sia mai esistito.
Dimmelo, ti prego. Non farmi cambiare idea su di te, guarda che io ricordo bene le tue parole, la pausa dei Timoria doveva durare tre anni e poi il sogno era un grande concerto a Milano, in piazza duomo. Me lo ricordo bene Omar, tre anno fa stavo fantasticando proprio su questo, mi immaginavo immersa tra la folla a cantare con te (e un po' più intonata di te) "Milano non è l'America".
Ricordalo Omar. Ammetti questo errore  e riforma i Timoria.
E io, continuerò a pensare che, nonostante tutto, sei ancora tra i migliori autori in circolazione.

Postato da: Saretta83 a 13:06 | link | commenti (13)

giovedì, 22 giugno 2006

Ho appena finito di vedere Mean girls. Un po’ stupido, ma tutto sommato carino. Insomma, l’ideale quando non hai voglia di vedere niente di impegnato e non hai voglia di pensare a niente. E poi in tv c’era ben poco, ho gironzolato tra i canali. C’era uno speciale di Bruno Vespa sul referendum del 25 giugno. Prima di sentire le fesserie gratuite che sarebbero venute fuori, ho direttamente optato per qualcosa che nasce come stupido. Questo referendum mi fa paura. Spero che tutto vada bene e che quindi vinca il NO, altrimenti sarà veramente un casino. Appena prima e subito dopo le elezioni si parlava solo del fatto che il problema più grande dell’Italia era quello di essere un paese diviso. Nemmeno due mesi e salta fuori questa cavolata di referendum, dove se vince il “si” (mi fa talmente paura che lo scrivo anche in minuscolo) ci sarà veramente la netta divisione tra nord e sud. Che già c’è adesso, figuriamoci se fosse addirittura legittimata. Che schifo, per colpa di 4 dementi è a rischio la vita sociale di tutti. Mi stanno troppo sulle palle. E io non posso nemmeno andare a votare, perchè al momento, non sono nella mia bella isola. Confido nell’intelligenza delle persone, questo referendum non dovrebbe neanche esistere, tutti quanti dobbiamo avere gli stessi diritti e dovremo dare per scontato che tutto deve basarsi sull’uguaglianza. E intanto il principe Vittorio Emanuele se la dorme al fresco. Quell’uomo mi fa veramente schifo. Mi provoca ribrezzo. Mi fa venire i conati di vomito. Gugliez, un blogger appena conosciuto, mi ha lasciato un commento chiedendomi cosa pensavo del commento di Vittorio Emanuele sui sardi. Insomma, ha detto che sono dei puzzolenti e io vi so dire anche il perché. La sua bella barca, parcheggiata in Costa Smeralda se non sbaglio, si è guastata. Dunque ha dovuto farla aggiustare. Naturalmente, chi se n’è occupato, finito il lavoro ha chiesto il conto di 15.000 euro che lui non voleva pagare. Beh, ci credo, non ha mica i soldi lui, li ha spesi tutti con le squillo. Quando l’operaio si è rifiutato di consegnare la barca finché non avrebbe visto i 15.000 euro, lui e la sua gentilissima consorte (e pure cornuta, mi par di capire) hanno cominciato a insultarlo alla stragrande. Solo che alla fine hanno dovuto pagare. E da qui gli è saltato fuori che tutti i sardi sono puzzolenti. Bene bene bene. È un vero peccato che io non possa avere contatto con queste persone. Se potessi gli direi… “ciao principe. Come si sta al fresco? Sai una cosa, io sono sarda…ma chi è che puzza di più tra me e te? Adesso io vado a fare un giro, vuoi venire? Ah già…che sciocca, non puoi. Sei in arresto!!! Ahahahahah!!! E io ci godo!!! Mi dispiace solo per quell’ingenuo di tuo figlio che poverino, lui non ci arriva, ha solo il bel faccino e l’intelletto dell’orso Ciro.  Dovrà mangiare un bel po’ di olive Saclà per riprendersi. E poi è proprio sfigato, non può neanche lanciarsi nel calcio che tanto è juventino. Ahahahahah!!!” E intanto Galliani si dimette dalla lega calcio. E intanto si parla di penalità per tutti. E io sono simpatizzante milanista, ma qui non si tratta più di calcio, si tratta solo di immondizia. E quindi paghi chiunque abbia sbagliato.

Non ci rimane che il mondiale. Non ci rimane che tifare la nostra nazionale, quell’Italia che gioca così così ma fa i punti e allora ben venga. E Super Pippo Inzaghi torna al gol e mentre lo vedo salto sul divano dalla contentezza. Perché tifo per la nazionale. Perché sono italiana. Ripartiamo da questo mondiale. Facciamo una bella figura e ripuliamo il campionato. E cerchiamo di farla noi l’Italia unita, sperando veramente in qualcosa di pulito e di corretto. Nel calcio, come in tutto il resto. Uniamoci davvero, se siamo nati tutti in questa penisola, ci sarà un motivo e allora perché dividere tutto per colpa di 4 idioti vestiti di verde? Per colpa di uno che dà dei coglioni a chi non vota per il suo partito e degli indegni a chi non vota per il si, solo perché lui la pensa in questo modo assurdo? Eccola, la presunzione che vuole farla da padrona a tutti i costi. Ecco la sporcizia che inonda tutto quanto. Ecco le incoerenze, fino a due mesi fa a parlare di Italia unita e ora a volerla dividere ancora di più. A creare un Nord e un Sudditalia… fateci caso a pronunciare le parole “sud Italia”, guardate come sia già nascosto il concetto in una semplice pronuncia.

Tutta gente che ha tempo da perdere e vai a farglielo capire che sei sempre a Sud di qualcosa.

Ma è tardi per questi discorsi seri e il sonno la sta vincendo di brutto. Vado a dormire.

Postato da: Saretta83 a 23:23 | link | commenti (8)

venerdì, 16 giugno 2006

A volte sento la gente parlare e mi viene lo sgomento. Anzi di più. Mi preoccupo. Anzi di più. Mi spavento. Anzi…ancora di più. Mi incazzo. La soluzione sarebbe presto trovata. Mi basterebbe farmi gli affari miei e non ascoltare le altre persone che parlano tra loro. Ma siccome ho un’indole sul pettegolo andante e se sono in un luogo pubblico non è che posso tapparmi le orecchie, il mio udito finissimo alle volte sente di quelle castronerie da far venire la pelle d’oca. Comincio con un esempio, il più recente. Ieri due ragazze parlavano tra di loro. Io ero nelle vicinanze. Sento che una dice all’altra “Sai, l’anno scorso sono andata in Corsica e in un’edicola ho comprato Topolino, è completamente diverso da quello italiano!!! Quest’estate invece vado in Sardegna…chissà se lì è uguale!”……………………….ora……….forse qualcuno dovrebbe avvisare questa simpatica ragazza che la Sardegna è una delle isole maggiori e anch’essa fa parte dell’Italia!!!! Ma che baggianate vai dicendo??? Secondo te come doveva essere il Topolino?? Scritto in sardo? Con Topolino che fa il pastore e va a mungere capre e pascolare pecore?? Col suo amico Pippo che arriva col suo yacht e lo parcheggia in Costa Smeralda?? Ma fammi il favore…e ringrazia che anche se mi faccio gli affari degli altri non mi sento ancora in grado di intervenire nelle chiacchiere altrui, anche quando si rivelano delle assurdità sproporzionate. Ma cosa crede la gente??? Che in Sardegna o ci sono pastori o ci sono i ricchi della costa Smeralda? Certo, ci sono i pastori, perché la pastorizia è una delle attività principali ma non è come lo immaginano molte…troppe persone. È un lavoro serio e importante, se non ci fossero queste persone non avremo niente da mangiare!!! E sono delle persone in gamba, che lavorano duro per mandare avanti questa attività. Sono delle persone da cui c’è sempre qualcosa da imparare. E giusto per la cronaca, esistono anche gli altri mestieri. Ovviamente.

Un’altra volta, sempre ficcandomi nei discorsi di altre persone, ho ascoltato il racconto di un ragazzo che era stato in vacanza in Sardegna. Ma lui è stato in costa Smeralda. Tutto contento raccontava al suo amico : “Sai,sono stato in Sardegna…un bel posto, sono stato in Costa Smeralda”…e già qui ci sarebbe stato da dirgli che allora, in Sardegna non c’è nemmeno passato…e poi continua “mi sono divertito molto, un sacco di locali…però peccato, non ho visto nemmeno un sardo, sai quei sardi tipici, quelli bassi bassi, neri neri e coi capelli ricci ricci.” Un altro…caro ragazzo, credo che dovresti rispolverare i tuoi libri di geografia…quella popolazione che speravi di incontrare tu non sono i sardi… sono i Pigmei!!!! Razza di asino patentato, per quelli devi andare in Congo!!! Non in Sardegna. E dimenticavo, se devi andare in Sardegna la costa Smeralda che vedi alla tv la devi saltare a piè pari, perché lì c’è solo una mafia di ricconi che la mia isola la danneggiano e basta!!! Che ora che probabilmente dovranno pagare una tassa per le loro diecimila case sparse per la costa, minacciano di lasciare l’isola e conseguentemente di danneggiare il turismo. A questa gente io dico solo due parole “Buon viaggio”…andatevene pure, non abbiamo bisogno del vostro turismo…non abbiamo bisogno dei vostri yacht chilometrici pieni di vivande, perché mica potete scendere e spendere i vostri soldi nell’isola, ci mancherebbe altro. Non sia mai che la Sardegna prenda qualche soldo dal vostro spocchiosissimo turismo!!! A loro dico di andarsene e al ragazzo incuriosito dai pigmei dico solo che se ti risento dire una baggianata simile ti trovi le mie cinque dita spiaccicate sulla tua guancia.

Ieri sera raccontavo l’episodio della ragazza che immaginava un Mickey Mouse made in Sardinia (che nel caso dovrebbe chiamarsi “Su topisceddu”)  a mio fratello. Lui mi ha raccontato che la mattina stessa un bambino milanese in vacanza al mio paese gli elencava le differenze tra l’Italia e la Sardegna. Bene.

Stamattina un venditore ambulante senegalese mi ha rifilato un braccialetto della fortuna. L’ennesimo. E adesso fanno 11, quelli che ho legati al polso. Praticamente posso mettermi a venderli anche io. Non avevo monete da dargli ma lui ha voluto regalarmelo ugualmente. Legandomelo al polso mi ha detto pure un augurio di buona fortuna nella sua lingua… io, per non saper né leggere né scrivere, ho risposto con “Grazie, anche a te”. Poi mi ha chiesto di dove sono. “Sei di Pisa?” mi fa. E io “No, sono sarda”. E lui commenta: “Eeeh… Sardegna. Più lontano dell’Africa!!”. Ecco fatto. Mi arrendo. Per oggi, il mio lavoro di promoter della mia terra finisce qui.

Postato da: Saretta83 a 23:26 | link | commenti (10)

lunedì, 12 giugno 2006

Ci siamo. Venerdì è cominciato tutto e oggi tocca a noi. Sono cominciati i mondiali di calcio. Che bello. Ovviamente anche quest’anno ci hanno fatto credere che possiamo arrivare alla vittoria, intortandoci tutte le idee balzane  che i giornalisti tv hanno avuto nella loro vuota testolina. Tipo che anche nell’ 82 le amichevoli sono andate così così, che anche nell’ 82 l’aereo è arrivato 5 minuti di ritardo, che anche nell’82 c’erano stati degli infortuni, che anche nell’82  tutti i calciatori hanno digerito il pranzo esattamente nella stessa ora in cui l’hanno digerito anche i nostri calciatori. Tutte cazzate. Ma sembra il passatempo preferito di gran parte dei giornalisti (sportivi e non) e allora lasciamoli pure dire, peccato che i nostri pensieri a loro non possono arrivare in presa diretta.  La Rai ci fa il suo bellissimo spot, con tanto di invito “segui i mondiali con noi”…brava polla, dopo esserti persa i diritti del campionato hai messo a rischio pure quelli del mondiale e adesso fai vedere una partita al giorno. Tanti complimenti, vorrei sapere chi è che prende cotante decisioni ai vertici della rai. Dev’essere qualche infiltrato mediaset. Forse vuole rovinarla e in effetti ci sta riuscendo abbastanza bene. Comunque. La cosa migliore è seguire le partite alla radio o su sky, dove la telecronaca la fa la giallapas band. E se posso, è la migliore telecronaca in circolazione. Stasera gioca la nazionale. Speriamo bene. Speriamo giochino a modo, così potremo salvarci almeno la faccia dalla figura mondiale dello scandalo del calcio. Sarebbe un buon inizio per ricostruire tutto il sistema calcio. In attesa della partita di stasera, cambio argomento. Avete sentito dei due fratellini pugliesi che sono scappati di casa? Io sono scioccata. Non per questa fuga, quanto per il comportamento dei genitori. Questi due genitori che non riescono a unirsi nemmeno in un momento così grave e non fanno altro che attaccarsi a vicenda. L’ultima che ho sentito è l’accusa della madre, rivolta al suo ex-marito di averli uccisi per allontanarli per sempre da lei. Io sono sconvolta. Non commento, perché è una situazione troppo delicata e troppo importante. Ma sono terrorizzata al solo pensiero che esistano famiglie in questo stato, che una madre possa sospettare in questo modo del padre dei suoi figli. Sono sempre più convinta che i bambini abbiano sempre ragione e nessuno li prende seriamente. “Ma sono bambini, cosa vuoi che ne sappiano loro”…quante volte si è sentita questa frase e tutte le volte si è rivelata sbagliata. Credo che dovremo tutti imparare dai bambini e che non dovremo mai dimenticarci di esserlo ancora. La parola adulto mi sembra così inadeguata…è vista solitamente come sinonimo di maturità e invece non so quanta attinenza ci possa essere tra queste parole, in molti casi. Spero solo che questi bambini siano vivi e che stiano bene, mi piace pensare che sia così. Mi piace anche pensare che non siano soli, che ci sia qualcuno più grande con loro, che li aiuta e li protegge. In questo caso la cosa più logica da fare sarebbe però avvisare le autorità, i pm e tutti quelli che si occupano di questo caso. Che trovati i bambini li riporterebbe a casa. Ecco. È questo il punto che mi fa venire qualche dubbio. Tornare a casa. Ma questi bambini, ammesso (e me lo auguro) che sia come l’ho immaginata io, secondo voi, quanta voglia hanno di tornare dalla loro famiglia e vedere tutti i giorni la terza guerra mondiale scoppiare tra la loro madre e il loro padre? Non ci capisco niente, ma come al solito la colpa è degli adulti, delle loro stupidissime ostilità e dal loro stupidissimo modo di usare i bambini come forma di attacco. Nella speranza che tutto finisca bene io mi tengo stretta l’immagine di questi bambini che seguono le notizie alla televisione e si facciano tante risate, su come siano frivoli gli adulti, alle volte. Lo spero fortemente, anche perché la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho sentito la notizia è stato il ricordo del piccolo Tommy. Rabbrividisco solo all’idea. Io penso sempre ai miei cuginetti piccoli, al bene che voglio loro e alla gioia che mi da vederli.

Ma come si può far soffrire un bambino?

Postato da: Saretta83 a 19:07 | link | commenti (5)

martedì, 06 giugno 2006

E mi sono beccata l’influenza. A giugno. Altro che estate. Altro che cambio del guardaroba. Probabilmente dovrò comprare una sciarpa, dato che, ingenua, all’ultima trasferta, non me la sono portate appresso. Comunque non si capisce. Ci sono stati dei giorni caldissimi e adesso invece siamo tornati indietro…pare fine ottobre. Nuvole, qualche pioggerellina. E in più la settimana scorsa ho pure perso l’ombrello…ma tanto non mi serve più, pensavo. Sempre più ingenua. Ero già pronta a vantarmi che quest’anno l’influenza non mi aveva nemmeno sfiorato e invece quando meno me l’aspettavo mi ha colpito. E ieri sera, pure la febbre a 38.4… e vabbè. Si va avanti tra latte caldo e miele per la gola, tachipirina e altre caramelline, sempre per la gola. La febbre, almeno oggi, non si è fatta vedere, ho solo una scorta di fazzolettini sempre a portata di mano e questa voce dall’aldilà che si impossessa delle mie corde vocali tutte le volte che pronuncio parola. Ma non importa, fossero questi i mali del mondo!! E mentre ieri ingurgitavo medicinali giunge alla tv un’edizione straordinaria del tg che ci informa del nuovo attentato di Nassirya. E un’altra vita è andata sacrificata per questa missione di guerra sbagliata e inutile. Le truppe italiane lì non ci fanno niente e finora nessuno ha fatto in modo che questi ragazzi potessero tornare a casa. Hanno colpito la brigata Sassari stavolta. Sono i miei conterranei. Sono dei ragazzi che hanno bisogno di soldi e che sono partiti per questo. Non per la patria, non per l’eroismo, non per l’orgoglio italiano, non per riconoscenza all’America. Per i soldi. Perché il lavoro non c’è, perché loro devono campare, perché loro sono giovani e cercano un lavoro. E non trovandolo, l’esercito è la soluzione. Cosa dire? Tutte le parole sono superflue, non posso fare altro che esternare il mio dolore per la famiglia del ragazzo che non c’è più e per gli altri ragazzi rimasti feriti. Confido nel nuovo governo e spero che i tempi del rientro delle truppe siano ulteriormente accelerati. Io non so cosa ci sia dietro, non so cosa bisogna fare perché questi ragazzi possano tornare in Italia ma se avessi un minimo di potere probabilmente me ne fregherei di tutte le procedure. “Tornate in Italia sani e salvi, il resto lo risolviamo dopo”. Riconosco però che è sempre facile parlare senza essere coinvolti, io parlo e parlo, ma non so cosa ci sia dietro e forse non mi interessa nemmeno, perché qualcosa che non mi piace la troverei di certo.

Qui a parlare di estate e di mare e lontano i nostri ragazzi muoiono e rischiano la vita tutti i giorni. Chi parla del prezzo degli ombrelloni e chi piange per aver perso un figlio. Per una volta vorrei che alla televisione ci dicessero tutta la verità e nient’altro che la verità, l’Iraq non ci vuole e io vorrei sapere il perché. O meglio, io lo so già il perché, ma vorrei sentirlo dire alla televisione una volta per tutte. Vorrei sapere cosa desidera la gente irachena, quella che si sveglia la mattina con un carro armato davanti alla porta di casa, quella che vive col coprifuoco, quella che soffre da anni e noi non sappiamo bene neanche il perché, dato che non ce lo dice nessuno. Vorrei sentire i giovani iracheni parlare, vorrei sapere cosa vogliono che succeda. Vorrei sapere chi sono i giovani iracheni, cosa sognano, nonostante tutto, e perché non ce li fanno mai vedere.

Beh,questa riflessione sta diventando troppo impegnata per una sotto l’effetto di medicinali e con un leggero mal di testa. Meglio che mi fermi qui. Meglio che torni alle mie pastiglie per il mal di gola. E grazie al cielo, il mio problema per oggi, è solo questo.

Postato da: Saretta83 a 15:46 | link | commenti (13)